Contributi IVS

 

Cosa sono i contributi IVS e quando si pagano?

I contributi  IVS l’acronimo di Invalidità, Vecchiaia e Superstiti, si riferiscono alle somme che i lavoratori autonomi sono tenuti a versare ogni anno. Si tratta di una tutela assicurativa in caso di inattività a seguito di invalidità, vecchiaia o decesso.

Il totale dovuto dipende da diversi fattori, come: la categoria di appartenenza, l’età anagrafica o la fascia di reddito.

Sono contributi previdenziali e assistenziali finalizzati a creare una pensione, che interviene nel momento in cui un lavoratore si trova a non poter più svolgere la sua attività, dato che ha raggiunto una determinata età.

A questo si aggiungono eventuali situazioni che possono limitare in tutto o in parte la sua capacità di generare reddito, e quindi si farà riferimento all’invalidità. Infine, si considera la situazione in cui il lavoratore muore prematuramente e il contributo IVS sarà utilizzato per contribuire al mantenimento dei superstiti, ovvero il coniuge, i figli minorenni o quelli inabili.


Chi versa i contributi IVS?


I contributi IVS sono obbligatori e sono dovuti dai seguenti soggetti:
• lavoratori dipendenti privati
• autonomi iscritti alla Gestione Separata
• artigiani e commercianti
• mezzadri, coloni e coltivatori diretti
• artisti e lavoratori dello spettacolo
Sono, esclusi dal versamento dei contributi IVS i soli dipendenti pubblici.


Quando si versato i contributi IVS?


I contributi IVS sono versati in 4 rate mensili obbligatorie mediante il pagamento con modello F24:
• prima RATA: 16 maggio
• seconda RATA: 22 agosto
• terza RATA: 16 novembre
• quarta RATA: 16 febbraio

Contributi IVS come si calcolano?


Il calcolo del valore delle aliquote dovute è effettuato in base a una serie di parametri e varia in relazione alla tipologia di attività che viene svolta.
Il versamento del contributo è a carico del lavoratore autonomo oppure, in caso di lavoratore dipendente, sarà a carico del datore di lavoro.

Il contributo IVS nasce come tutela assicurativa e previdenziale per il lavoratore autonomo e i dipendenti in caso di eventi che possono portare a invalidità e decesso. Permette  inoltre di disporre di una pensione per la vecchiaia.

Sono elementi che rendono il versamento di questa somma importante per ogni lavoratore.

Conoscere gli aspetti specifici diventa fondamentale per calcolare esattamente l’importo che dovrà essere versato annualmente per i contributi e per sapere chi è obbligato a versarli. Di seguito ti forniremo tutte le informazioni necessarie per comprendere i contributi IVS.

 Per il calcolo dell’aliquota sono previsti diversi parametri, che incidono sul suo importo. In linea di massima corrisponde a una percentuale molto variabile, anche in base al settore lavorativo specifico.

L’aliquota può variare da un 24% fino ad arrivare anche al 35%. La differenziazione nasce dal fatto che sono tantissime le attività lavorative che sono obbligatoriamente tenute al suo versamento.

occorre considerare che la digitalizzazione e il Web hanno determinato l’apertura di un numero crescente di partite IVA in settori innovativi e che non prevedono la presenza di un albo. In tutti questi casi si dovranno considerare i contributi IVS.

Quali sono i parametri per valutare l’importo di aliquota da versare?

Di seguito indichiamo quelli più rilevanti:

settore lavorativo;
dimensione dell’azienda;
reddito annuo del lavoratore;
età del soggetto;
collocazione geografica dell’attività lavorativa;
tipologia di regime fiscale scelto.
In base a questi fattori andiamo a considerare quali sono i contributi IVS che dovrai versare se svolgi attività occasionale, sei un lavoratore autonomo, un commerciante o artigiano, oppure svolgi un’attività in quanto dipendente privato.

Contributi IVS lavoratori
Attività occasionale
Un lavoratore occasionale è un soggetto che si dedica a una precisa attività con dei limiti temporanei ed economici. Dal punto di vista della tempistica, il lavoro dovrà essere saltuario e non superare i 30 giorni complessivi all’anno.

Inoltre è previsto  un tetto massimo di 5.000€ di fatturato. Per i collaboratori occasionali, e i venditori a porta a porta iscritti alla Gestione Separata, il contributo da versare viene calcolato ogni anno dall’INPS. Il versamento è ripartito tra committente e collaboratore.

Partita IVA con gestione separata
Tutti i lavoratori autonomi devono effettuare i versamenti dei contributi previdenziali, al pari dei lavoratori dipendenti, e lavorando sono inseriti all’interno di una cassa previdenziale specifica. Tramite cassa previdenziale, l’ente preposto ha la funzione di raccogliere i contributi versati e di gestirli al fine di trasformali nella futura pensione.

Tutte le attività professionali che prevedono un’iscrizione a un albo hanno una propria cassa previdenziale, mentre dove questo non è previsto, esiste una gestione particolare INPS. In questa casistica possono rientrare le attività professionali nate negli ultimi anni, svolte da web designer, copywriter, consulenti di marketing, e quelle del settore artistico e intellettuale.

In questa circostanza si colloca la Gestione Separata INPS. È un ente che ha la funzione di raccogliere i contributi IVS di tutti i lavoratori autonomi che non dispongono di una specifica cassa previdenziale, in modo da creare un fondo pensionistico.

Quanto ammonta il versamento previsto se si appartiene alla Gestione Separata?

La quota complessiva per il 2022 è pari al 25,72% comprensiva di contributo IVS e aliquote aggiuntive. Questa somma è dovuta in quanto detentore di partita IVA.

Un’ultima considerazione riguarda la scelta del regime forfettario, dato che questa tipologia di sistema fiscale prevede una serie di agevolazioni anche dal punto di vista dei contributi INPS. Il calcolo del contributo IVS dovrà essere effettuato solo sull’imponibile ai fini fiscali con riferimento al 78% del tuo fatturato annuo. Su questo valore si applicherà la percentuale del 25,72% ai fini contributivi.

Dipendenti privati
Se disponi di un contratto di lavoro come dipendente nel settore privato, il calcolo delle aliquote INPS avviene in maniera diversa rispetto al calcolo per gli autonomi con una partita IVA. In primo luogo, il pagamento sarà eseguito per due terzi a carico del datore di lavoro e per il restante terzo da parte del lavoratore.

I contributi vengono versati con la busta paga, e ad occuparsi di questo versamento è il sostituto di imposta, ovvero il datore di lavoro. Inoltre, vi sono una serie di fattori che andranno a influenzare l’importo complessivo che dovrà essere versato. 

 

Cosa comporta la cassa ai fini dei versamenti dei contributi IVS?

Se  si rientra in questa categoria occorre considerare che rispetto alla Gestione Separata,

il calcolo delle aliquote avviene in modo leggermente diverso.

Non viene preso come parametro il reddito annuo, ma viene fissata una somma di base, definita soglia minima. Per i contributi IVS nel 2022 è pari a 16.243,00 euro, con un aumento rispetto all’anno scorso. Si tratta di una cifra da utilizzare come punto di partenza per il calcolo.

Ciò significa che per l’anno in corso sussistono alcune aliquote specifiche per i commercianti e per gli artigiani, anche in base all’età: l’aliquota è al 24% per gli artigiani (con riduzione al 22,80% per soggetti di età inferiore a 21 anni) e al 24,48% per i commercianti (con riduzione al 23,28% per soggetti di età inferiore a 21 anni). Artigiani 3.710,84 euro 3.905,76 euro
Commercianti 3.788,81 euro 3.983,73 euro
Nel caso in cui la tua attività supera questo valore ma rientra entro il tetto dei 48.279,00€ allora le aliquote cambieranno leggermente, fino al 25% per gli artigiani e al 25,48% per i commercianti, con le dovute agevolazioni per gli under 21. Contributo sul reddito minimale Under 21 Over 21

Il contributo sul reddito minimale è riassunto in questa tabella.

 

Scaglione di reddito

Artigiani

Commercianti

Titolari di qualunque età e coadiuvanti/ coadiutori di età superiore ai 21 anni

fino a 48.279,00 euro

24%

24,48%

superiore a 48.279 euro

25%

25,48%

 

Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni

fino a 48.279,00 euro

22,80%

23,28%

superiore a 48.279,00 euro

23,80%

24,28%

 

Ben diversa è la situazione per ciò che concerne il regime forfettario. In questo caso si può richiedere l’applicazione di un’aliquota contributiva fissa agevolata presentando domanda entro la fine di febbraio di ogni anno.

 

Artigiani

Commercianti

Titolari di qualunque età e coadiuvanti/ coadiutori di età superiore ai 21 anni

3.905,76 euro (3.898,32 IVS + 7,44 maternità)

3.983,73 euro (3.976,29 IVS + 7,44 maternità)

Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni

3.710,84 euro (3.703,40 IVS + 7,44 maternità)

3.587,29 euro (3.788,81 IVS + 7,44 maternità)

 

Cosa succede se non si pagano i contributi IVS?


Il versamento dei contributi IVS come abbiamo già detto è obbligatario per legge per alcune tipologie di lavoratori. Ciò significa che il mancato versamento prevede una serie di sanzioni.

Da distinguere tra:

multe;
sanzioni civili;
sanzioni penali.
Infatti, in caso di ritardi nel versamento di una delle rate, al di fuori della tolleranza di legge, si applicherà una sanzione in percentuale in base al ritardo. Se invece, non si effettua annualmente il versamento dell’intero importo,  si riceverà un avviso bonario da parte dell’INPS con l’invito a regolarizzare la posizione. In caso di mancato pagamento l’agenzia delle Entrate invierà una cartella esattoriale con spese e sanzioni aggiuntive.

Infine, se non si dichiara l’attività lavorativa e di conseguenza non si effettuerà i relativi versamenti, si manifesterà il reato di evasioni fiscale, soggetto a gravi conseguenze anche dal punto di vista penale.

Contributo IVS: fondo pensionistico


Il contributo IVS è un versamento obbligatorio che permette, in quanto lavoratore autonomo non iscritto a un albo specifico o dipendente privato, di creare un fondo pensionistico. Grazie a esso si avrà la possibilità di disporre di una pensione di vecchiaia e di contributi previdenziali in caso di invalidità o di morte prematura.

Il pagamento e i calcoli di queste aliquote variano in base a una serie di parametri, con dei fattori che possono influenzare l’importo che dovrai eseguire. A questo si aggiunge che vi sono particolari circostanze in cui si determina anche un’agevolazione da parte dell’INPS riducendo la quota contributiva.

Per questo nel calcolare i contributi IVS  si dovrà porre la massima attenzione ai parametri che abbiamo precedentemente indicato, oppure affidarsi a un consulente, come uno studio di commercialisti, al fine di avere la sicurezza di adempire agli obblighi previdenziali.

Il contributo IVS è obbligatorio?

La somma, in base all’aliquota di riferimento, dovrà essere versata entro e non oltre la scadenza indicata. Nel caso dei lavoratori dipendenti, la somma viene trattenuta direttamente in busta paga. In caso di ritardo o di mancato versamento, come leggerai più avanti, si applica una procedura di recupero da parte dell’INPS che prevede una sanzione aggiuntiva.

Nella tabella seguente abbiamo riportato quali sono le rate che dovrai affrontare e le date da aggiungere nel tuo calendario fiscale.

Piano rateale contributo IVS scadenza


Prima rata 16 maggio
Seconda rata 20 agosto
Terza rata 16 novembre
Quarta rata 16 febbraio

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