Alfa di Jensen

Alfa di Jensen è un indicatore che misura la capacità di un gestore di portafoglio d’investimento di ottenere rendimenti superiori all’indice azionario di riferimento aggiustato. E’ una misura di performance corretta che rappresenta il rendimento medio di un portafoglio o di un investimento, superiore o inferiore a quello previsto dal Capital Asset Pricing Model (CAPM), dato il beta del portafoglio o dell’investimento e il rendimento medio del mercato. Questa metrica viene comunemente chiamata anche semplicemente alfa.

in altre parole
La Alfa di Jensen è la differenza tra il rendimento di un soggetto e quello del mercato complessivo.
La misura di Jensen viene comunemente chiamata alfa. Quando un gestore supera il mercato in rapporto al rischio, ha “fornito alfa” ai suoi clienti.
La misura tiene conto del tasso di rendimento privo di rischio per il periodo di tempo.

Comprendere l’ Alfa di Jensen

Per analizzare con precisione la performance di un gestore di investimenti, l’investitore deve considerare non solo il rendimento complessivo di un portafoglio, ma anche il rischio di quel portafoglio, per vedere se il rendimento dell’investimento compensa il rischio assunto.

Facciamo un esempio: se due fondi comuni di investimento hanno entrambi un rendimento del 14%, un investitore razionale dovrebbe preferire il fondo meno rischioso. La misura di Jensen è uno dei modi per determinare se un portafoglio sta ottenendo il rendimento adeguato al suo livello di rischio.

Se il valore è positivo, il portafoglio sta ottenendo rendimenti in eccesso. In altre parole, un valore positivo dell’alfa di Jensen significa che il gestore di un fondo ha “battuto il mercato” grazie alle sue capacità di selezione dei titoli.

Formula dell’ Alfa di Jensen

L’alfa di Jensen, si calcola nel seguente modo:

Alpha di Jensen = Rendimenti del portafoglio – [Risk Free Rate + Beta * Portfolio (Market Return – Risk Free Rate)].

Se il rendimento di un titolo è superiore al rendimento corretto per il rischio, otterremo un’Alfa di Jensen positiva o rendimenti anomali. Gli investitori cercheranno fondi comuni con un Alfa di Jensen maggiore.

L’Alfa di Jensen è usato per determinare il rendimento anomalo di un titolo o di un portafoglio di titoli rispetto al rendimento teorico atteso.

Alfa di Jensen positivo indica una buona performance del gestore del fondo comune.

Pertanto maggiore è l’alfa, più alti sono i rendimenti e più interessante sarà il prodotto per l’investitore. In altre parole, una migliore gestione dei fondi.

Alfa di Jensen negativo indica una performance negativa del gestore del fondo comune.

L’Alpha di Jensen calcola la differenza tra il rendimento atteso, cioè il rendimento corrispondente al rischio sistematico assunto, e il rendimento effettivamente ottenuto dal fondo. A seconda dei casi  il fondo supera, eguaglia o sia al di sotto del rendimento atteso, avrà un Alfa positivo, neutro o negativo.

Fondo R = R atteso + Alpha

R fund = R senza rischio + ( R categoria – R senza rischio ) x Betafund + Alpha

Alpha = (R fondo – R senza rischio) – (R categoria – R senza rischio) x Beta fondo

Fondo R: Rendimento del fondo.

R privo di rischio: rendimento dell’attività privo di rischio.

Calcolato sulla base dell’indice AFI Repo sui titoli di stato.

Categoria R: rendimento della categoria AFI del fondo.

Beta del fondo: Il beta del fondo indica la sensibilità del fondo ai cambiamenti della sua categoria.

Esempio Alfa di Jensen nel mondo reale

Assumendo che il Capital Assist Pricing Model  sia corretto, l’alfa di Jensen viene calcolato utilizzando le quattro variabili seguenti:

Utilizzando queste variabili, la formula per l’alfa di Jensen è:

Alfa = R(i) – (R(f) + B x (R(m) – R(f))

dove:

R(i) = il rendimento realizzato del portafoglio o dell’investimento

R(m) = rendimento realizzato dell’indice di mercato appropriato

R(f) = il tasso di rendimento privo di rischio per il periodo in questione

B = il beta del portafoglio o dell’investimento rispetto all’indice di mercato prescelto.

Supponiamo che un fondo comune di investimento abbia realizzato un rendimento del 15% lo scorso anno. L’indice di mercato appropriato per questo fondo ha reso il 12%.

Il beta del fondo rispetto allo stesso indice è 1,2 e il tasso privo di rischio è del 3%. L’alfa di Jensen del fondo è calcolato come segue:

Alpha di Jensen = 15% – (3% + 1,2 x (12% – 3%)) = 15% – 13,8% = 1,2%.

Dato un beta di 1,2, il fondo dovrebbe essere più rischioso dell’indice e quindi guadagnare di più. Un alfa positivo in questo esempio indica che il gestore del fondo comune ha ottenuto un rendimento più che sufficiente per compensare il rischio assunto nel corso dell’anno.

Se il fondo comune avesse reso solo il 13%, l’alfa calcolato sarebbe stato pari a -0,8%. Con un alfa negativo, il gestore del fondo comune non avrebbe ottenuto un rendimento sufficiente a fronte del rischio assunto.

Cos’ è l’ EMH

Nell’ipotesi del mercato efficiente (EMH), inventata da Eugene Fama,  i critici dell’ Alfa di Jensen  sostengono che i rendimenti in eccesso di un gestore di portafoglio derivino dalla fortuna o dal caso piuttosto che dall’abilità. Dato che il mercato ha già prezzato tutte le informazioni disponibili, si dice che sia “efficiente” e accuratamente prezzato, secondo la teoria, precludendo a qualsiasi gestore attivo la possibilità di portare qualcosa di nuovo. A sostegno della teoria c’è il fatto che tanti gestori attivi non riescono a battere il mercato più di quelli che investono il denaro dei loro clienti in fondi indicizzati passivi.

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