Pensioni

Che pensione mi spetta con 36 anni di contributi?

La prospettiva di accedere alla pensione con 36 anni di contributi è un tema cruciale per molti lavoratori. Vediamo nel dettaglio quali sono i requisiti, le sfide e le opzioni disponibili per chi si trova in questa fase della propria carriera lavorativa.

Introduzione: La Pensione di Vecchiaia a 36 Anni di Contributi

Entrare nel mondo della pensione è un passo significativo, ma con 36 anni di contributi, questo passo potrebbe essere più vicino di quanto si pensi. In questa guida, esploreremo i requisiti, le sfide e le alternative per coloro che desiderano accedere alla pensione con un solido background contributivo.

Requisiti per la Pensione di Vecchiaia: Età e Contributi

Il requisito principale per accedere alla pensione di vecchiaia è l’età combinata con il periodo di contribuzione. Spesso, si sente parlare di 67 anni come età di riferimento, ma è possibile accedere prima con 36 anni di contributi. 

Assegno Sociale e Soglia Minima di 702 Euro

Un aspetto cruciale è l’assegno sociale, che funge da punto di riferimento per determinare l’importo minimo dell’assegno pensionistico. Affinché il sogno della pensione diventi realtà, l’assegno maturato deve essere almeno 1,5 volte l’assegno sociale, attualmente fissato a 468 euro mensili nel 2022.

Servizio Fino a 71 Anni in Caso di Assegno Inferiore a 702 Euro

Ma cosa succede se l’assegno pensionistico è inferiore a 702 euro al mese? In tal caso, il lavoratore potrebbe trovarsi nella situazione di dover prestare servizio fino al compimento dei 71 anni. Questa prospettiva si concretizza se il primo anno di contributi è stato versato dopo il 1° gennaio 1996.

Requisiti per Uscire dal Lavoro Prima dei 67 Anni

Per chi desidera abbandonare il mondo del lavoro prima dei 67 anni, è necessario aver compiuto 66 anni e 7 mesi, come nel 2018, con almeno 30 anni di contributi. Tuttavia, questo potrebbe essere complicato se il primo anno di contributi è successivo al 1° gennaio 1996.

Accesso alla Pensione di Vecchiaia Contributiva a 71 Anni

Un’opzione che resta aperta è l’accesso alla pensione di vecchiaia contributiva a 71 anni, ma solo se i contributi (minimo 5 anni) sono stati versati dal 1996 in poi. Anche un solo mese o un solo anno di contributi prima del 1996 potrebbe precludere questa possibilità.

Rischi di Contributi Pre-1996 e Pensione Ridotta

Mettere da parte pochi anni di contributi prima del 1996 potrebbe comportare la maturazione di un assegno di importo ridotto o, nei casi più gravi, il mancato accesso a una delle pensioni previste dal nostro ordinamento. La scelta di quando iniziare a contribuire diventa quindi cruciale per il futuro previdenziale.

Opzioni Anticipate oltre la Pensione di Vecchiaia

Oltre alla pensione di vecchiaia, ci sono opzioni anticipate come la pensione anticipata ordinaria, Quota 103, Ape Sociale, Opzione Donna, Quota 41 per i lavoratori precoci e la pensione anticipata per lavori usuranti. Esaminiamo brevemente queste alternative per comprendere meglio le possibilità disponibili

Pensione con 36 anni di contributi per gli iscritti al fondo casalinghi e casalinghe

Chi è iscritto al Fondo casalinghi o casalinghe dell’Inps può avere diritto alla pensione con meno di 10 anni di contributi. Per avere diritto a una rendita mensile, infatti, sono sufficienti 5 anni di contributi.

In tal caso, il diritto alla pensione di acquisisce già al compimento dei 57 anni qualora l’importo riconosciuto risulti pari almeno a 1,2 volte il valore dell’assegno sociale. Considerando che questo nel 2023 sarà  pari a 571,6 euro, ne risulta che la pensione maturata deve essere pari almeno a 685,92 euro.

In caso contrario, il diritto alla pensione si acquisisce all’età di 65 anni, in quanto non bisogna soddisfare alcuna soglia minima di reddito.

Nel computo dei contributi necessari per avere diritto alla pensione erogata dal Fondo casalinghi e casalinghe dell’Inps non si tiene conto di eventuali contributi versati in altre casse di previdenza, anche quando sono gestite sempre dall’Inps.

Pensione con 36 anni di contributi per gli iscritti alle casse professionali

Alcuni  professionisti che possono assicurarsi una pensione con soli 15 anni di contributi. Guardando tra i requisiti per il pensionamento fissati da alcune casse professionali, specialmente quelle di recente fondazione, si nota infatti che in certi casi basta avere un minimo di 4 anni di contributi per avere diritto a una rendita mensile.

È il caso, ad esempio, della cassa degli avvocati, come pure della cassa multi categoriale: in questi casi, infatti, per andare in pensione a fronte di un’età minima di 70 anni basta avere 5 anni di contributi. Lo stesso vale per i consulenti del lavoro, che da quest’anno possono andare in pensione a 69 anni di età (che diventeranno 70 dal 2025) e 5 anni di contributi. Lo stesso requisito contributivo è previsto dalla cassa degli psicologi, dove però per andare in pensione bisogna avere almeno 65 anni di età.

Cosa fare con 36 anni di contributi se non si rientra tra le suddette categorie?

Qualora non si rientri in almeno una delle suddette categorie, allora non si può andare in pensione con 11 anni di contributi.

In tal caso, ci sono due possibilità:

rinunciare alla pensione, prendendo coscienza del fatto che l’Inps non restituirà comunque i contributi versati, e fare richiesta per una misura di tipo assistenziale (ecco cosa spetta di pensione per chi non ha i contributi);

incrementare gli anni di contributi, provando ad arrivare almeno ai 41 anni.

Si potrebbero riscattare fino a 5 anni di contributi non versati (anni di laurea, maternità, periodi lavorati e senza contributi) e versarne altri 5 volontariamente, previa autorizzazione dell’INPS.
In questo modo con 10 anni in più di contributi si potrebbe andare in pensione:  ma è
un’ipotesi molto remota, dai costi elevatissimi.

Come aumentare i contributi versati

Per aumentare i contributi ci sono diverse possibilità: ad esempio si può verificare la presenza di periodi che possono essere coperti da contribuzione figurativa, oppure se  facendosi carico dei costi è possibile ricorrere al versamento volontario.

Ci sono inoltre i contributi da riscatto.

Una ulteriore possibilità è qualora i 36 anni di contributi siano tutti accreditati presso le gestioni Inps, e nel caso in cui l’anzianità assicurativa sia anteriore al 1996.

Si tratta di una possibilità riconosciuta dall’articolo 3 del decreto ministeriale n. 312 del 1996 a coloro che possiedono contributi al 31 dicembre 1995; questi, infatti, possono optare per il computo presso la gestione separata, il che comportando il calcolo interamente contributivo della pensione consente di accedere all’opzione contributiva della pensione di vecchiaia (71 anni di età e 5 anni di contributi).

Per poter ricorrere a un tale strumento bastano 15 anni di contributi. Inoltre, almeno 5 anni di contributi devono essere accreditati dall’1 gennaio 1996, mentre almeno 1 mese deve essere accreditato presso la Gestione separata Inps.

36 anni di contributi esempi di calcolo:

 Prendiamo come esempio il caso di un lavoratore  che abbia versato tutti i suoi contributi dal 1996 ad oggi e che al compimento dei 71 anni di età sia pronto ad accedere alla pensione di vecchiaia
contributiva.
L’importo della pensione si calcola con il sistema contributivo puro, particolarmente
penalizzante in termini economici.

Avremo bisogno di conoscere il montante contributivo.
Un lavoratore dipendente accantona il 33% di ogni anno di retribuzione lorda (nel
nostro caso è di 28.000 euro). Il 33% di 28.000 euro è 9.240 euro, moltiplicato per 36 anni
di contributi è 332.640 euro, l’importo del montante contributivo.

Su questo importo incide il coefficiente di trasformazione, che a 71 anni è del 6,466%. Il
6,466% di 332640 euro è 21.508 euro, l’importo lordo di un anno di pensione, circa 1.654
euro lordi al mese.

Aumentando il valore della retribuzione lorda annua a 33.000 euro, avremo una
pensione lorda annua di 24.581 euro, circa 1.890 euro lordi al mese.
Con una retribuzione più bassa (24.000 euro lordi l’anno), avremo una pensione ancora
più bassa: 18.435 euro lordi all’anno, circa 1.418 euro lordi.
Ricordiamo che, a differenza della pensione di vecchiaia calcolata col sistema
contributivo puro (almeno 1,5 volte il valore dell’assegno sociale, circa 702 euro al
mese per chi ha compiuto i 75 anni), la pensione di vecchiaia contributiva non prevede limiti minimi di assegno.

Calcolo con il sistema misto

Decisamente più complicato è il calcolo della pensione col sistema misto.

In questo caso sarà necessario prendere in esame quanti anni di contributi sono stati maturati nel sistema retributivo e quanti nel sistema contributivo.

Prendiamo come esempio un lavoratore di 71 anni  che ha maturato 18 anni nel sistema retributivo e i restanti 18 anni nel sistema contributivo, con una retribuzione media annua pari a 28.000 euro.

Calcolare la quota del sistema retributivo è semplice:

La quota viene calcolata sulla base della retribuzione annua pensionabile spettante alla data di cessazione, moltiplicata per un’aliquota corrispondente all’anzianità di servizio maturata alla data del 31/12/1992 (2,33 % per i primi 15 anni, 1,80% per i successivi). Rientrano nella base pensionabile per il calcolo della quota solo le voci fisse di stipendio, mentre sono escluse quelle accessorie.

il 2,33 % di 28.000 euro per anno, ovvero 9.786 euro lordi  per i primi 15 anni. L’1,8% per il 16°  e 17 e 18 anno corrispondente a  1.008 Euro. Nel caso in cui si fossero effettivamente  maturati 18 anni di contributi entro il 1995 la pensione va calcolata secondo il sistema contributivo. Pertanto il nostro calcolo e solo simbolico.

Con il sistema contributivo, come visto in precedenza, va calcolato il montante contributivo, in questo caso con 18 anni di contributi risultano annualmente 166.320 euro, per un importo di 10.754 euro lordi annui di pensione.

I due importi (11.298 e  euro 10.754) vanno sommati e il risultato (22.052 euro) è l’importo annuo dell’assegno.

Conclusione: Pianificazione Attenta per una Pensione Sicura

In conclusione, la strada per la pensione con 36 anni di contributi è costellata di sfide e decisioni cruciali. La corretta pianificazione diventa fondamentale per garantire una transizione senza intoppi verso la pensione desiderata.

Ogni scelta, dal momento in cui si inizia a contribuire al sistema previdenziale al tipo di pensione da considerare, ha impatti significativi sulla sicurezza finanziaria futura. La consapevolezza dei requisiti e delle opzioni disponibili è il primo passo verso una pensione solida e appagante.

FAQs sulla Pensione con 36 Anni di Contributi:

1. Qual è l’età minima per accedere alla pensione con 36 anni di contributi?

L’età minima dipende dai requisiti specifici del sistema previdenziale. In genere, 67 anni è un punto di riferimento, ma esistono alternative.

2. Cosa succede se l’assegno pensionistico è inferiore a 702 euro al mese?

Se l’assegno è inferiore a questa soglia, potrebbe essere necessario prestare servizio fino ai 71 anni per garantire una pensione più sostanziosa.

3. Posso accedere alla pensione di vecchiaia contributiva prima dei 71 anni?

Sì, ma solo se hai versato contributi per almeno 5 anni dopo il 1996.

4. Quali sono le opzioni oltre alla pensione di vecchiaia?

Opzioni come la pensione anticipata ordinaria, Quota 103, Ape Sociale e altre potrebbero essere considerate in base alle circostanze.

5. Come posso pianificare al meglio la mia pensione con 36 anni di contributi?

La pianificazione accurata coinvolge la comprensione dei requisiti, l’analisi delle opzioni e la presa di decisioni informate per garantire una pensione sicura e appagante.

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