Pensioni

Che pensione mi spetta con 35 anni di contributi?

Desiderare una pensione sicura dopo 35 anni di contributi è naturale, ma è fondamentale comprendere i requisiti, calcolare l’assegno pensionistico e navigare attraverso le diverse opzioni. Iniziamo con i fondamenti.

Requisiti per la Pensione di Vecchiaia

Per accedere alla pensione di vecchiaia con 35 anni di contributi, è essenziale comprendere i requisiti di età e di contributi necessari. L’assegno sociale gioca un ruolo cruciale in questo contesto.

Il lavoratore deve aver versato almeno 24 anni di contributi e aver compiuto 67 anni. Tuttavia, l’assegno maturato deve essere pari o superiore a 1,5 volte l’assegno sociale, ossia almeno 702 euro al mese (dato che, nel 2022, l’assegno sociale è di 468 euro). Questo criterio impone una sfida significativa.

Calcolo dell’Assegno Pensionistico

Calcolare l’assegno pensionistico non è solo una questione di anni di contributi ma anche di superare la soglia del 1,5 volte l’assegno sociale. La formula per il calcolo è complessa, ma superare questa soglia è cruciale per garantire un assegno pensionistico adeguato.

Conseguenze di Assegni Inferiori a 702 Euro

Se l’assegno pensionistico è inferiore a 702 euro al mese, quali sono le opzioni disponibili? In questo caso, il lavoratore sarà costretto a prestare servizio almeno fino al compimento dei 71 anni, il che può avere implicazioni significative sulla qualità della vita in età avanzata.

Uscire dal Lavoro Prima dei 67 Anni

È possibile uscire dal mondo del lavoro prima dei 67 anni? Sì, ma è necessario aver maturato almeno 66 anni e 7 mesi di età, con almeno 30 anni di contributi. Questo offre un’uscita anticipata, ma va gestita con attenzione.

Pensione di Vecchiaia Contributiva a 71 Anni

Dopo i 71 anni, quali sono le opzioni disponibili? Il lavoratore potrebbe accedere alla pensione di vecchiaia contributiva, ma solo se i contributi (minimo 5 anni) sono stati versati dal 1996 in poi. Una sfida ulteriore per coloro che iniziano a contribuire tardi.

Impatto dei Contributi Prima del 1996

Contributi versati prima del 1996 possono influenzare le opzioni pensionistiche. Anche un solo mese o un solo anno versato prima del 1996 impedisce l’accesso a questa forma previdenziale. La sottigliezza temporale dei requisiti può essere un ostacolo.

Gli Anni di Contributi e le Opzioni Pensionistiche

L’importanza di accumulare anni di contributi è evidente. Confrontare le opzioni pensionistiche disponibili, tra cui la pensione di vecchiaia e le forme anticipate, sottolinea la necessità di una pianificazione a lungo termine.

Pensione di Vecchiaia Ridotta

Accumulare pochi anni di contributi può comportare la maturazione di un assegno di importo ridotto o, nei casi più gravi, il mancato accesso a una delle pensioni previste dal nostro ordinamento. La pianificazione è essenziale per evitare rischi finanziari.

Forme Anticipate di Pensione

Oltre alla pensione di vecchiaia, esistono opzioni come la pensione anticipata ordinaria, Quota 103, Ape Sociale, Opzione Donna, Quota 41 e la pensione anticipata per lavori usuranti. Ognuna di queste opzioni ha requisiti specifici e va valutata attentamente.

Pensione con 35 anni di contributi per gli iscritti al fondo casalinghi e casalinghe

Chi è iscritto al Fondo casalinghi o casalinghe dell’Inps può avere diritto alla pensione con meno di 10 anni di contributi. Per avere diritto a una rendita mensile, infatti, sono sufficienti 5 anni di contributi.

In tal caso, il diritto alla pensione di acquisisce già al compimento dei 57 anni qualora l’importo riconosciuto risulti pari almeno a 1,2 volte il valore dell’assegno sociale. Considerando che questo nel 2023 sarà  pari a 571,6 euro, ne risulta che la pensione maturata deve essere pari almeno a 685,92 euro.

In caso contrario, il diritto alla pensione si acquisisce all’età di 65 anni, in quanto non bisogna soddisfare alcuna soglia minima di reddito.

Nel computo dei contributi necessari per avere diritto alla pensione erogata dal Fondo casalinghi e casalinghe dell’Inps non si tiene conto di eventuali contributi versati in altre casse di previdenza, anche quando sono gestite sempre dall’Inps.

Pensione con 35 anni di contributi per gli iscritti alle casse professionali

Alcuni  professionisti che possono assicurarsi una pensione con soli 15 anni di contributi. Guardando tra i requisiti per il pensionamento fissati da alcune casse professionali, specialmente quelle di recente fondazione, si nota infatti che in certi casi basta avere un minimo di 4 anni di contributi per avere diritto a una rendita mensile.

È il caso, ad esempio, della cassa degli avvocati, come pure della cassa multi categoriale: in questi casi, infatti, per andare in pensione a fronte di un’età minima di 70 anni basta avere 5 anni di contributi. Lo stesso vale per i consulenti del lavoro, che da quest’anno possono andare in pensione a 69 anni di età (che diventeranno 70 dal 2025) e 5 anni di contributi. Lo stesso requisito contributivo è previsto dalla cassa degli psicologi, dove però per andare in pensione bisogna avere almeno 65 anni di età.

Cosa fare con 35 anni di contributi se non si rientra tra le suddette categorie?

Qualora non si rientri in almeno una delle suddette categorie, allora non si può andare in pensione con 11 anni di contributi.

In tal caso, ci sono due possibilità:

rinunciare alla pensione, prendendo coscienza del fatto che l’Inps non restituirà comunque i contributi versati, e fare richiesta per una misura di tipo assistenziale (ecco cosa spetta di pensione per chi non ha i contributi);

incrementare gli anni di contributi, provando ad arrivare almeno ai 33 anni richiesti.

Si potrebbero riscattare fino a 5 anni di contributi non versati (anni di laurea, maternità, periodi lavorati e senza contributi) e versarne altri 5 volontariamente, previa autorizzazione dell’INPS.
In questo modo con 10 anni in più di contributi si potrebbe andare in pensione:  ma è
un’ipotesi molto remota, dai costi elevatissimi.

Come aumentare i contributi versati

Per aumentare i contributi ci sono diverse possibilità: ad esempio si può verificare la presenza di periodi che possono essere coperti da contribuzione figurativa, oppure se  facendosi carico dei costi è possibile ricorrere al versamento volontario.

Ci sono inoltre i contributi da riscatto.

Una ulteriore possibilità è qualora i 35 anni di contributi siano tutti accreditati presso le gestioni Inps, e nel caso in cui l’anzianità assicurativa sia anteriore al 1996.

Si tratta di una possibilità riconosciuta dall’articolo 3 del decreto ministeriale n. 312 del 1996 a coloro che possiedono contributi al 31 dicembre 1995; questi, infatti, possono optare per il computo presso la gestione separata, il che comportando il calcolo interamente contributivo della pensione consente di accedere all’opzione contributiva della pensione di vecchiaia (71 anni di età e 5 anni di contributi).

Per poter ricorrere a un tale strumento bastano 15 anni di contributi. Inoltre, almeno 5 anni di contributi devono essere accreditati dall’1 gennaio 1996, mentre almeno 1 mese deve essere accreditato presso la Gestione separata Inps.

35 anni di contributi esempi di calcolo:

 Prendiamo come esempio il caso di un lavoratore  che abbia versato tutti i suoi contributi dal 1996 ad oggi e che al compimento dei 71 anni di età sia pronto ad accedere alla pensione di vecchiaia
contributiva.
L’importo della pensione si calcola con il sistema contributivo puro, particolarmente
penalizzante in termini economici.

Avremo bisogno di conoscere il montante contributivo.
Un lavoratore dipendente accantona il 33% di ogni anno di retribuzione lorda (nel
nostro caso è di 28.000 euro). Il 33% di 28.000 euro è 9.240 euro, moltiplicato per 35 anni
di contributi è 323.400 euro, l’importo del montante contributivo.

Su questo importo incide il coefficiente di trasformazione, che a 71 anni è del 6,466%. Il
6,466% di 323.400 euro è 20.911 euro, l’importo lordo di un anno di pensione, circa 1.608
euro lordi al mese.

Aumentando il valore della retribuzione lorda annua a 33.000 euro, avremo una
pensione lorda annua di 23.898 euro, circa 1.838 euro lordi al mese.
Con una retribuzione più bassa (24.000 euro lordi l’anno), avremo una pensione ancora
più bassa: 17.923 euro lordi all’anno, circa 1.378 euro lordi.
Ricordiamo che, a differenza della pensione di vecchiaia calcolata col sistema
contributivo puro (almeno 1,5 volte il valore dell’assegno sociale, circa 702 euro al
mese per chi ha compiuto i 75 anni), la pensione di vecchiaia contributiva non prevede limiti minimi di assegno.

Calcolo con il sistema misto

Decisamente più complicato è il calcolo della pensione col sistema misto.

In questo caso sarà necessario prendere in esame quanti anni di contributi sono stati maturati nel sistema retributivo e quanti nel sistema contributivo.

Prendiamo come esempio un lavoratore di 71 anni  che ha maturato 17 anni nel sistema retributivo e i restanti 18 anni nel sistema contributivo, con una retribuzione media annua pari a 28.000 euro.

Calcolare la quota del sistema retributivo è semplice:

La quota viene calcolata sulla base della retribuzione annua pensionabile spettante alla data di cessazione, moltiplicata per un’aliquota corrispondente all’anzianità di servizio maturata alla data del 31/12/1992 (2,33 % per i primi 15 anni, 1,80% per i successivi). Rientrano nella base pensionabile per il calcolo della quota solo le voci fisse di stipendio, mentre sono escluse quelle accessorie.

il 2,33 % di 28.000 euro per anno, ovvero 9.786 euro lordi  per i primi 15 anni. L’1,8% per il 16°  e 17 anno corrispondente a  1.008 Euro

Con il sistema contributivo, come visto in precedenza, va calcolato il montante contributivo, in questo caso con 18 anni di contributi risultano annualmente 166.320 euro, per un importo di 10.754 euro lordi annui di pensione.

I due importi (10.794 e 10.754 euro) vanno sommati e il risultato (21.548 euro) è l’importo annuo dell’assegno.

Conclusione

In sintesi, la pensione dopo 35 anni di contributi richiede una pianificazione attenta. Comprendere i requisiti, calcolare l’assegno e valutare le opzioni pensionistiche sono passaggi cruciali per garantire una pensione sicura e confortevole.

FAQs sulla Pensione

Posso accedere alla pensione di vecchiaia con meno di 35 anni di contributi?

Sì, è possibile, ma è essenziale soddisfare gli altri requisiti di età e assegno pensionistico.

Qual è l’importanza dell’assegno sociale nel calcolo della pensione?

L’assegno sociale è cruciale poiché il suo valore influisce direttamente sull’importo dell’assegno pensionistico.

Cosa succede se inizio a lavorare dopo il 1996?

In questo caso, il lavoratore potrebbe dover lavorare oltre i 67 anni per garantire un assegno adeguato.

Posso ritirarmi prima dei 67 anni con una pensione completa?

Sì, ma è necessario aver accumulato almeno 30 anni di contributi e avere almeno 66 anni e 7 mesi di età.

Quali sono le opzioni se accumulo meno di 20 anni di contributi?

Accumulare meno di 20 anni di contributi potrebbe limitare le opzioni, rendendo importante esplorare alternative come la pensione anticipata ordinaria o altre forme anticipate.

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