Società Benefit

 

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Società Benefit: un nuovo modo di fare impresa

Benvenuti a questo articolo dedicato alle Società Benefit, un innovativo approccio nel mondo degli affari che unisce profitto e beneficio comune. Se sei interessato a scoprire cosa sono le Società Benefit e come funzionano, sei nel posto giusto. In questo articolo, esploreremo in dettaglio il concetto di Beneficio Comune, gli elementi essenziali che definiscono una Società Benefit e il controllo dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Pronti a iniziare questo viaggio nell’impresa del futuro?

Definizione di Beneficio Comune

Per iniziare, dobbiamo capire cosa si intende per “beneficio comune”. Secondo la legge italiana (art. 1 co. 378 lett. a) della L. 208/2015), il beneficio comune è il perseguimento, nell’esercizio dell’attività economica, di effetti positivi o la riduzione degli effetti negativi su categorie specifiche. Questi effetti devono essere reali e tangibili, rispondendo alle esigenze della società e agli obiettivi dell’azienda. Il beneficio comune è strettamente legato alla missione dell’azienda e al suo ruolo nella comunità circostante.

Elementi essenziali

Le Società Benefit si distinguono per il loro duplice scopo: il profitto e il beneficio comune. Questo significa che non solo cercano di dividere gli utili tra gli azionisti ma si impegnano anche a creare un impatto positivo sull’ambiente e sulla società civile attraverso un’operatività sostenibile e trasparente.

Tipi di Società Benefit

Le Società Benefit possono assumere diverse forme giuridiche, ma ci sono alcune eccezioni. Ad esempio, le società a responsabilità limitata semplificate e le società cooperative sociali non possono ottenere questa qualifica. Le prime sono escluse perché il loro atto costitutivo è standardizzato e non permette le necessarie modifiche previste dalla legge 208/2015. Le seconde, invece, sono esenti poiché il loro obiettivo principale è promuovere l’interesse generale della comunità.

Come diventare una Società Benefit

Per ottenere la qualifica di Società Benefit, le nuove aziende devono rispettare le norme statutarie previste dalla legge. Per le aziende già esistenti, è necessario modificare lo statuto con le clausole richieste dalla normativa delle Società Benefit. Gli elementi chiave da includere sono:

  • Denominazione sociale: È possibile aggiungere le parole “Società Benefit” o l’abbreviazione “SB” ai titoli, documenti e comunicazioni verso terzi.

  • Oggetto sociale: Deve includere l’attività principale dell’azienda e le finalità di beneficio comune, specificando gli effetti positivi o la riduzione degli effetti negativi sulle persone, le comunità, l’ambiente, i beni culturali e sociali, e altri soggetti coinvolti.

  • Soggetto responsabile del beneficio comune: Nello statuto, è necessario indicare chi è responsabile di perseguire le finalità di beneficio comune e le relative funzioni.

  • Relazione annuale e pubblicità: Devono essere definiti gli obblighi degli amministratori per la redazione e la pubblicazione della relazione annuale sul perseguimento del beneficio comune.

  • Valutazione degli impatti: Deve essere condotta una valutazione degli impatti generati dalle attività svolte in base a standard di valutazione definiti dalla legge.

Scopo di lucro e beneficio comune

Le Società Benefit devono bilanciare l’obiettivo di profitto con quello di beneficio comune. Questo significa che devono generare profitti, ma anche contribuire a una maggiore sostenibilità sociale e ambientale. Gli azionisti e i dirigenti hanno obblighi più elevati rispetto alle società tradizionali, garantendo un maggiore impegno verso la responsabilità sociale e la trasparenza.

Responsabilità e trasparenza

Le Società Benefit sono chiamate a operare con una maggiore trasparenza e responsabilità. Devono coinvolgere attivamente i portatori di interesse, tra cui lavoratori, clienti, fornitori, finanziatori, creditori, la pubblica amministrazione e la società civile. Questo coinvolgimento è cruciale per garantire il raggiungimento del beneficio comune.

Relazione annuale e pubblicità

Una delle caratteristiche fondamentali delle Società Benefit è la relazione annuale, che deve essere pubblicata sul loro sito web. Questa relazione fornisce una panoramica dettagliata degli obiettivi specifici raggiunti, delle azioni intraprese per il beneficio comune e delle circostanze che hanno potuto impedirlo o rallentarlo. Inoltre, devono essere inclusi i nuovi obiettivi che la Società Benefit intende perseguire nell’esercizio successivo.

Valutazione degli impatti

Le Società Benefit devono valutare gli impatti delle loro attività in cinque aree chiave: governance, rapporti con i lavoratori, rapporti con gli altri portatori d’interesse, ambiente e ciclo di vita dei prodotti e servizi. Questa valutazione viene eseguita utilizzando uno standard di valutazione sviluppato da un ente terzo per garantire imparzialità e completezza.

Controllo dell’Autorità

Per garantire la correttezza nella comunicazione al mercato, le Società Benefit che non perseguono il beneficio comune sono soggette a regolamentazioni sulle pratiche pubbliche ingannevoli. Questo significa che devono essere trasparenti riguardo al reale perseguimento delle finalità di beneficio comune e non possono trarre vantaggio competitivo da dichiarazioni fuorvianti.

La Società Benefit e l’Inerenza dei Costi

Hai mai sentito parlare della Società Benefit? Questa forma di impresa ha un obiettivo speciale: perseguire il bene comune. Tuttavia, uno dei punti critici che solleva molte domande riguarda il trattamento fiscale dei costi associati alle attività benefiche. Come possono conciliare il principio di inerenza con l’obbligo di operare in modo sostenibile? In questo articolo, esploreremo il concetto di inerenza dei costi, la sua evoluzione nel tempo e l’importanza della sussidiarietà circolare nella Società Benefit.

Il Principio di Inerenza

Il principio di inerenza non è stato mai definito esplicitamente, ma possiamo trovarne l’implicito significato in due norme chiave:

Articolo 53 della Costituzione

L’articolo 53 della Costituzione stabilisce che tutti devono contribuire alle spese pubbliche in base alla loro capacità contributiva. Questo principio promuove la solidarietà e l’uguaglianza, creando un sistema che fornisca servizi per tutti, compresi i meno abbienti.

Articolo 109 del TUIR

L’articolo 109 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) afferma che le spese e altri componenti negativi sono deducibili solo se sono collegati a attività o beni che generano reddito o contribuiscono a esso.

Da queste norme emerge un principio generale di inerenza implicito, che richiede che i costi siano strettamente legati all’attività aziendale e al reddito.

Prassi Amministrativa

Nella pratica, l’amministrazione finanziaria ha confermato la correlazione tra i costi sostenuti e il reddito imponibile. I costi devono essere correlati all’ambito delle attività indicate nell’oggetto sociale dell’azienda.

Evoluzione del Concetto di Inerenza

Il concetto di inerenza ha subito un’evoluzione nel tempo. In passato, i costi erano deducibili solo se potevano essere dimostrati come strettamente collegati all’acquisizione di beni o ricavi. Tuttavia, questa prospettiva restrittiva è cambiata.

Oggi, si riconosce che le imprese possono fare scelte organizzative che migliorano i risultati complessivi, anche se i benefici non sono immediati. Questa evoluzione riflette la crescente importanza delle scelte imprenditoriali nella gestione dei costi.

La Società Benefit e il Ruolo Sociale

Le Società Benefit stanno diventando sempre più importanti nel panorama imprenditoriale. Queste aziende non cercano solo di massimizzare i profitti ma hanno anche una missione sociale. Svolgono un ruolo attivo nel perseguire interessi generali e prendersi cura del bene comune.

Il Principio di Sussidiarietà Circolare

Il principio di sussidiarietà, sia in senso verticale che orizzontale, promuove la cooperazione tra il settore pubblico e privato per raggiungere obiettivi di interesse generale. Le imprese, come parte della società civile, svolgono un ruolo cruciale in questa dinamica.

Applicazione della Sussidiarietà Circolare alle Società Benefit

Le Società Benefit dovrebbero essere tutelate dal principio di sussidiarietà, poiché sono attive nel perseguire un interesse generale attraverso attività benefiche. Queste attività, imposte dal legislatore, sono fondamentali per la loro esistenza stessa.

Deduzione dei Costi per le Attività di Beneficio Comune

I costi sostenuti dalle Società Benefit per le attività di beneficio comune sono idonei a creare benefici diretti e indiretti per l’intera azienda. Questi costi contribuiscono al perseguimento delle finalità di beneficio comune e alla valorizzazione delle scelte imprenditoriali.

Benefici dell’Attività di Beneficio Comune

Le attività di beneficio comune portano vantaggi in termini di reputazione aziendale, incremento dei ricavi e riduzione della spesa pubblica. Contribuiscono al bene comune, senza danneggiare l’uguaglianza e la capacità contributiva.

Controversie Fiscali e Inerenza dei Costi

Alcune controversie fiscali riguardano l’inerenza dei costi sostenuti per l’attività di beneficio comune. Queste sfide possono essere superate con una chiara interpretazione del principio di inerenza circolare.

Ruolo delle Istituzioni e dell’Amministrazione Finanziaria

Sarebbe auspicabile che le istituzioni e l’amministrazione finanziaria riconoscessero il ruolo sociale delle Società Benefit e integrassero il principio di sussidiarietà circolare nella loro regolamentazione.

La Società Benefit quando è nata?

Nasce nel 2016 una nuova tipologia di impresa, la società Benefit in cui oltre allo scopo di lucro si aggiungono fini di beneficio per gli azionisti, i dipendenti i fornitori e la società civile, anche  definita B-Corp, la quale oltre alla produzione di utili, si sottopone al contempo ad un rigoroso percorso di valutazione (c.d. Benefit Impact Assessment) volto a misurare la qualità dell’impatto generato sugli stakeholders , al fine di ottenere una certificazione dell’impegno assunto nei confronti degli stessi.

Da ultimo, la LdS prevede – elemento di non poco conto – la responsabilità degli amministratori delle SB, per violazione dei doveri imposti dalla legge o dallo statuto, qualora non sia adempiuto l’obbligo di gestire suddetta società in modo da bilanciare i diversi interessi, sopra descritti, coinvolti nell’esercizio dell’attività.

La SB che non persegua le finalità di beneficio comune è, infatti, sottoposta alle disposizioni in materia di pubblicità ingannevole e del codice di consumo (d.lgs. 145 del 2007 e d.lgs. 206/2005) ed è soggetta alla vigilanza dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ; e ciò, qualora “esplodesse la moda” delle B-Corp, potrebbe rappresentare, operativamente, un problema.

È però legittimo ritenere che, per ora, il legislatore si sia solo limitato ad importare una buna idea già sperimentata dagli anglosassoni, aspettando di vedere quali saranno le reazioni del mondo industriale italiano, per poi apportare i necessari miglioramenti e aggiornamenti che si dimostreranno eventualmente necessari. redigere annualmente una relazione da allegare al bilancio relativa al perseguimento delle finalità di beneficio comune.

Ai sensi dell’articolo 1, comma 376 e seguenti della Legge 208/2015 (Legge di Stabilità 2016), nell’esercizio della propria attività economica, la società persegue finalità di “beneficio comune” ed opera in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, aziende, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse.

Il sistema economico imprenditoriale italiano sconta ancora una grande distanza fra chi, all’interno delle imprese, persegue l’obiettivo di profitto e chi deve valutare l’impatto sociale e ambientale prodotto. Ciò deriva dal fatto che, anche a livello normativo, “le imprese nascono con un obiettivo che è quello di dividere gli utili; ma la natura stessa delle imprese è quella di esercitare un impatto sociale e ambientale”.

La legge prevede espressamente che la gestione sociale delle società benefit miri al bilanciamento tra l’interesse dei soci e quello degli stakeholders sui quali l’attività sociale possa avere un impatto.

Considerate le caratteristiche delineate dello standard di valutazione esterno e la storia delle società benefit, importate nel nostro ordinamento sulla base del modello statunitense elaborato dall’organizzazione B-Lab, è possibile anticipare che la maggior parte delle società benefit rinvierà, ai fini della valutazione dell’impatto generale, ai criteri dallo stesso fissati per l’ottenimento della certificazione di “B-Corp” .

È evidente come l’imprenditore che voglia dotarsi di una forma societaria del tipo “benefit” lo dovrà fare con la consapevolezza che l’AGCOM vigilerà sull’effettiva finalità di beneficio comune così come indicata nell’og­getto sociale. E questo è sicuramente, da una parte, un disincentivo all’idea di coniugare il “profitto” con il “beneficio comune”, dall’altra parte, ciò deve essere visto dalle imprese come un preciso invito al rispetto della normativa in materia di pubblicità e pratiche commerciali.

Il destinatario naturale dell’innovazione appare principalmente l’impresa che fa parte di un settore, all’interno del quale si apre un cluster di società che, volontariamente, dichiarano di perseguire finalità di beneficio comune, pur senza rinunciare all’obiettivo del profitto.

Cenni storici Società Benefit

È il 2006 quando negli Stati Uniti d’America si pone la questione di attuare una nuova concezione di business. Promotore di tale concezione è stato l’ente americano no profit B-Lab, il quale per primo ha sostenuto e promosso l’idea di utilizzare il business come “forza positiva” .

Si sviluppa un movimento imprenditoriale che coinvolge un discreto numero di realtà societarie, interessate al perseguimento del profitto nel rispetto dei più elevati standard di trasparenza e performance di qualità socio-ambientale.

Nell’aprile 2010 il Maryland è diventato il primo Stato americano ad approvare la legislazione per le  Società Benefit. Una SB deve rendere accessibile pubblicamente il report annuale sul sito aziendale e, in alcuni stati, consegnarlo al Segretariato di Stato. Ci sono  dodici standard che devono essere soddisfatti per questo tipo di organizzazioni. In una SB sono gli azionisti a determinare se la società ha raggiunto un impatto significativamente positivo, e in caso di controversia, spetta ai tribunali determinare se la SB abbia ottenuto un impatto positivo concreto.

Certificazione Società Benefit

Per conservare la certificazione di BCorporation sia per aver scelto di assumere lo status formale di Società Benefit .

In Italia, infatti, dove Nativa Lab registra il più alto tasso di crescita al mondo per le BCorp, si è voluto compiere un passo giuridico in più, traducendo in legge una forma giuridica d’impresa che interpreta buona parte dei contenuti promossi nelle B Corporation.

Mauro Del Barba, perché convinto che il SB e la sostenibilità non siano più un’alternativa ma un nuovo modello per fare impresa. Con questa nuova qualifica giuridica un’impresa, oltre ai propri obiettivi di profitto, si impegna a perseguire anche scopi di beneficio comune atti ad avere un impatto positivo a lungo termine sulla società civile e sull’ambiente. 208/2015 statuisce che tale società nell’esercizio di un’attività economica, “oltre” allo scopo lucrativo o mutualistico, persegue “anche” una o più finalità di beneficio comune che intende perseguire da indicare nel proprio oggetto sociale, operando in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di tutti gli stakeholders.

Questi standard sull’impatto generato dalla finalità benefica sono annessi alla legge e finora sono stati elaborati dalla B.Lab prima ancora che la legge fosse scritta.

Assobenefit e la presiede l’onorevole Mauro Del Barba, il padre della legge sulle società benefit  del suo statuto, si propone di «concorrere all’affermazione di un nuovo modello economico di sviluppo sostenibile sul territorio italiano basato sui principi costitutivi delle società benefit» puntando al rafforzamento delle imprese che abbracciano tali principi e che già costituiscono un “ecosistema Benefit” e al consolidamento del made in B-Italy come fattore competitivo riconoscibile a livello internazionale.

Gli amministratori pare vengano gravati dall’obbligo di perseguire le finalità di beneficio comune e di bilanciamento di queste con l’interesse dei soci (l’utile) pena, recita il comma 381, l’applicazione delle norme sulla responsabilità degli amministratori scandite dal c.c. È questo il vero interesse “commerciale” che potrà muovere gli imprenditori all’idea di creare una B-corp.

Recentemente, il premio Nobel per l’economia Robert Shiller ha affermato che “questa nuova idea le sociteà saranno un modello vincente, di cui faranno parte le aziende più profittevoli grazie alla loro capacità di ispirare i dipendenti e la comunità che le sostiene”.

Le aziende hanno tutti i mezzi necessari per costruire un “eco-sistema” nel quale impresa e collettività siano economicamente solidali.

Dal 2016 l’Italia è il primo paese in Europa e il secondo al mondo  dopo gli Stati Uniti ad essersi dotata di una legge che prevede la possibilità per le aziende di operare come Società Benefit. Con i commi della Legge di Stabilità sono state emanate le Disposizioni per la diffusione di società che perseguono il duplice scopo di lucro e di beneficio comune.

1 della citata legge – sono quelle di promuovere la costituzione, nonché la diffusione, di società che perseguono un duplice fine; da una parte, la realizzazione di attività di profitto dirette a distribuire gli utili ai soci e, dall’altra, perseguire iniziative benefiche a favore di una vasta pluralità di portatori di interesse.

Di qui, la loro distinzione rispetto alle altre società mediante l’aggiunta, alla denominazione, di «società benefit» o della sua abbreviazione «SB». Le attività non profit organizzate in forma d’impresa, a cominciare da coop e imprese sociali, hanno già nel proprio dna la natura di utilità sociale, dunque non appaiono, almeno in prima battuta, necessitate a vestire i nuovi panni.

Occorre sul punto evidenziare come il dettato normativo sia poco coerente, alla luce del fatto che è la stessa legge di stabilità 2016 ad affermare che la finalità di beneficio comune debba affiancarsi a quella della divisione degli utili , ammettendo tuttavia l’applicabilità della qualifica “Società Benefit” anche alle società cooperative.

Può ritenersi che  la discriminante tra le società non benefit, che vogliano perseguire un beneficio comune, e le Società Benefit, stia nel quantum di produzione delle due finalità.

Per quanto riguarda le Società Benefit si parla infatti di “bilanciamento” tra l’interesse dei soci e l’intereresse di “coloro sui quali l’attività sociale possa avere un impatto”.

Inoltre, attraverso la pubblicazione di un report o Relazione d’Impatto annuale, gli stakeholder ricevono informazioni per determinare se sono d’accordo con le modalità della società benefit di ottenere un impatto positivo sulla società e l’ambiente.

L’impegno addizionale di responsabilità assunto da una SB comporta che amministratori e dirigenti prendano in considerazione l’impatto delle loro decisioni su società e ambiente oltre che sul valore per gli azionisti.

Le SB offrono inoltre agli azionisti un diritto privilegiato di azione, chiamato benefit enforcement, che possono esercitare per far rispettare la mission aziendale, qualora l’azienda non sia riuscita a perseguire gli obiettivi prefissati.

Dal 2018 inoltre è stata creata l’associazione di rappresentanza delle Società Benefit italiane.

Differenze tra società benefit e le altre società

Se dall’esercizio dell’attività imprenditoriale conseguono impatti economici, impatti ambientali ed impatti sociali, allora, i relativi effetti, devono essere necessariamente misurati per quantificare il valore complessivamente prodotto.

Nel caso di società non benefit, invece, nulla si dice circa il quantum di un fine ulteriore rispetto a quello di divisione degli utili; certo è che quest’ultimo, sebbene non necessariamente esclusivo, debba essere quantomeno prevalente.

Già prima dell’introduzione delle Società Benefit era infatti possibile che le società di cui al libro V, titolo V e VI del codice civile perseguissero finalità di beneficio comune e ciò non solo in via fattuale, ma eventualmente anche, per il tramite dell’apposizione di apposite previsioni statutarie.

Al comma 379 dell’articolo 1, si legge infatti che “le società diverse dalle Società Benefit, qualora intendano perseguire anche finalità di beneficio comune, sono tenute a modificare l’atto costitutivo o lo statuto”.

Sul fronte opposto, nell’universo delle aziende commerciali, sono certamente moltissime quelle che già operano con criteri di sostenibilità e con una visione di lungo termine, e proprie queste ultime sembrerebbero costituire la platea di destinatari della nuova disciplina.

Tali società si sottopongono altresì all’obbligo di redigere annualmente una relazione sull’attività svolta per la realizzazione degli obbiettivi indicati, contenente una valutazione delle performance sociali ed ambientali misurate attraverso il ricorso ad uno standard di valutazione esterno.

Tutte le società certificate come B Corporation che svolgono la propria attività in un Paese dove è stata introdotta la qualifica giuridica di società benefit, devono ottenere tale qualifica entro due anni al fine di mantenere valida la propria certificazione.

Domande Frequenti (FAQs) sulle Società Benefit

Cos’è una Società Benefit?

Una Società Benefit è una forma di impresa che ha come obiettivo principale il perseguimento del bene comune oltre alla generazione di profitto. Queste aziende sono obbligate a bilanciare interessi pubblici e privati.

Quali sono le principali caratteristiche di una Società Benefit?

Le principali caratteristiche di una Società Benefit includono la missione di beneficio comune, la trasparenza, l’impegno per l’equità e la sostenibilità, e l’obbligo di rendere conto delle attività di beneficio.

Qual è il vantaggio fiscale per una Società Benefit?

Le Società Benefit possono beneficiare di vantaggi fiscali, come la deducibilità dei costi sostenuti per le attività di beneficio comune, a condizione che tali costi siano correlati alle finalità statutarie.

Come si differenzia una Società Benefit da una società tradizionale?
Una Società Benefit si differenzia da una società tradizionale poiché ha un obiettivo di beneficio comune come parte integrante della sua missione, oltre al profitto. Deve equilibrare gli interessi pubblici con quelli privati.

Quali sono i passi per costituire una Società Benefit in Italia?

Per costituire una Società Benefit in Italia, è necessario redigere uno statuto che includa l’obiettivo di beneficio comune, registrare l’azienda e rispettare gli obblighi di rendicontazione stabiliti dalla legge.

Quali sono i benefici delle Società Benefit per la comunità?

Le Società Benefit contribuiscono al bene comune affrontando sfide sociali ed ambientali. Possono svolgere un ruolo attivo nella fornitura di servizi che migliorano la qualità della vita e la sostenibilità.

Le Società Benefit sono soggette a normative specifiche in termini di bilancio e reporting?

Sì, le Società Benefit sono soggette a normative specifiche che richiedono la rendicontazione delle attività di beneficio comune e una maggiore trasparenza nei bilanci.

Possono le Società Benefit operare in settori diversi?

Sì, le Società Benefit possono operare in una vasta gamma di settori, ma devono sempre perseguire il beneficio comune come parte integrante delle loro attività.

Qual è il ruolo del principio di sussidiarietà circolare nelle Società Benefit?

Il principio di sussidiarietà circolare promuove la cooperazione tra il settore pubblico e privato per il bene comune, incluso nelle attività delle Società Benefit.

Le Società Benefit possono distribuire dividendi ai propri azionisti?

Sì, le Società Benefit possono distribuire dividendi ai propri azionisti, ma devono farlo in conformità con le leggi e gli obblighi statutari, bilanciando il beneficio comune con il profitto.

Quali tipi di società possono essere Società Benefit?

Secondo la specifica normativa sulle società benefit (l. 28.12.2015, n. 208, commi 376-384) tutti i tipi societari previsti dal codice civile possono utilizzare il modello della società benefit. Dunque, possono modificare il proprio atto costitutivo/statuto, inserendo nell’oggetto sociale gli scopi di beneficio comune generale (operare in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti degli stakeholder) e specifico (il perseguimento una o più specifiche finalità di beneficio comune) previsti dalla legge, tutte le imprese che esercitano la loro attività sotto forma di:

società a scopo di lucro (art. 2247 c.c.):

  • società semplice (Ss),
  • società in nome collettivo (SNC),
  • società in accomandita semplice (SAS),
  • società per azioni (SpA),
  • società a responsabilità limitata (Srl),
  • società in accomandita per azioni (SApA),

società a scopo mutualistico (art. 2511 c.c.)

  • società cooperative.

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