Capital Asset Pricing Model

Capital Asset Pricing Model o modello di determinazione del prezzo del capitale (CAPM) è
un metodo per calcolare il tasso di rendimento richiesto, il tasso di sconto o il costo del capitale

Cos’è il CAPM Capital Asset Pricing Model?

E’ un modello che descrive la relazione tra il rendimento atteso e il rischio di investire in un titolo. Dimostra che il rendimento atteso di un titolo è uguale al rendimento privo di rischio più un premio per il rischio, che si basa sul beta del titolo stesso.

Qual’è la formula del Capital Asset Pricing Model?

Il CAPM viene calcolato in base alla seguente formula:

Ra = Rrf+  [Ba*(Rm-Rrf)

Dove:

Ra = Rendimento atteso di un titolo
Rrf = Tasso privo di rischio
Ba = Beta del titolo
Rm = Rendimento atteso del mercato

Nota: “Premio per il rischio” = (Rm – Rrf)

La formula del Capital Asset Pricing Model viene utilizzata per calcolare i rendimenti attesi di un’attività. Si basa sull’idea del rischio sistematico (altrimenti noto come rischio non diversificabile) per il quale gli investitori devono essere compensati sotto forma di premio per il rischio assunto. Un premio derivante dall’ assunzione del rischio è un tasso di rendimento superiore al tasso privo di rischio. Quando si investe, gli investitori desiderano un premio di rischio più elevato per gli investimenti più rischiosi.

Calcolo del rendimento atteso

il Rendimento atteso  nel Capital Asset Pricing Model è:

Rendimento atteso = Tasso privo di rischio + Beta per il Rendimento atteso del mercato

dove  Ra rappresenta il rendimento atteso di un’attività di capitale nel tempo, date tutte le altre variabili dell’equazione. Il “rendimento atteso” è un’ipotesi a lungo termine sull’andamento di un investimento nel corso della sua intera vita.

Cos’è il Tasso privo di rischio?

Il tasso privo di rischio  “Rrf”  di solito è uguale al rendimento di un titolo emesso dalla Stato Italiano a 10 anni. Il tasso privo di rischio dovrebbe corrispondere al Paese in cui viene effettuato l’investimento e la scadenza dell’obbligazione dovrebbe corrispondere all’orizzonte temporale dell’investimento. La convenzione professionale, tuttavia, prevede che si utilizzi sempre il tasso a 10 anni, perché è il titolo più quotato e più liquido.

Cos’è il beta?

Il beta indicato con Ba nella formula del Capital Asset Pricing Model è una misura del rischio (volatilità del rendimento) di un titolo che si riflette sulla fluttuazione delle sue variazioni di prezzo rispetto al mercato complessivo. E’ la sensibilità del titolo al rischio di mercato. Ad esempio, se il beta di una società è uguale a 1,2, il titolo ha il 120% della volatilità della media del mercato. Tuttavia, se il beta è uguale a 1, il rendimento atteso di un titolo è uguale al rendimento medio del mercato. Un beta uguale a -1 significa che il titolo ha una perfetta correlazione negativa con il mercato.

Premio per il rischio di mercato

Possiamo ridurre la formula del Capital Asset Pricing Model, dal “rendimento atteso del mercato meno il tasso privo di rischio” al semplice “premio per il rischio di mercato”. Il premio per il rischio di mercato rappresenta il rendimento aggiuntivo rispetto al tasso privo di rischio, necessario per compensare gli investitori che investono in una classe di attività più rischiosa. In altre parole, maggiore è la volatilità di un mercato o di un’asset class, più alto sarà il premio per il rischio di mercato.

Vantaggi del Capital Asset Pricing Model

Il CAPM considera solo il rischio sistematico o di mercato e non il solo rischio intrinseco o sistemico del titolo.
Questo fattore elimina la vaghezza associata al rischio di un singolo titolo e solo il rischio generale del mercato, che ha un certo grado di certezza, diventa il fattore primario. Il modello presuppone che l’investitore detenga un portafoglio diversificato e quindi il rischio non sistematico viene spalmato tra tutti i titoli posseduti.

Un ulteriore vantaggio è quello di essere molto usato nel settore finanziario per calcolare il costo del capitale proprio e, in ultima analisi, il costo medio ponderato del capitale, che viene utilizzato per verificare il costo del finanziamento da varie fonti. È considerato un buon modello per calcolare il costo del capitale proprio

È un modello universale e facile da usare. Può essere facilmente utilizzato per confrontare i titoli di diversi Paesi.

Santaggi del Capital Asset Pricing Model

Il vantaggi del modello di capital asset pricing model si basa su diverse ipotesi. Una di queste ipotesi è che un’attività più rischiosa produrrà un rendimento più elevato, questo assunto non è sempre vero.

Per calcolare il Beta si utilizzano i dati storici. Il modello presuppone inoltre che la performance passata sia una buona misura dei risultati futuri del funzionamento di un’azione. anche questo punto è ben lontano dalla realtà.
Il modello presuppone inoltre che il rendimento privo di rischio rimanga costante per tutta la durata dell’investimento azionario. Se il rendimento dei titoli del Tesoro pubblico aumenta o diminuisce, cambierà il rendimento privo di rischio e potenzialmente il calcolo del modello.

Non se ne tiene conto nel calcolo del capital asset pricing model
Il modello presuppone che gli investitori abbiano accesso alle stesse informazioni e abbiano lo stesso processo decisionale riguardo ai rischi e ai rendimenti associati ai titoli.

Presuppone che gli investitori preferiscano titoli a basso rischio a titoli ad alto rischio per un determinato rendimento. A parità di rischio, gli investitori preferiscono rendimenti più elevati a rendimenti più bassi. Sebbene si tratti di una linea guida generale, alcuni investitori  amano rischiare di più quindi non sono d’accordo con questa teoria.

Critica del CAPM sulla dimensione cross-section

Una delle critiche più comuni al CAPM è che non spiega in modo adeguato la variabilità dei rendimenti tra diverse azioni. Gli studi recenti suggeriscono che azioni con beta minori (una misura del rischio) spesso offrono rendimenti più alti di quelli previsti dal CAPM. Ma è questa critica davvero fondata?

La critica degli investitori che pagano per rischiare

Il CAPM presume che gli investitori richiedano un rendimento più alto per assumere un rischio maggiore. Tuttavia, in pratica, vediamo persone giocare al casinò e accettare un rendimento più basso pur di rischiare. È possibile che il CAPM non tenga conto di tali investitori? Esploriamo questa critica e le sue implicazioni.

L’ipotesi dell’opinione comune degli investitori

Il CAPM parte dall’assunzione che gli investitori abbiano un’opinione comune sulla rischiosità e sul rendimento atteso di tutti gli strumenti finanziari. Ma è questa un’assunzione realistica? Esistono divergenze di opinione tra gli investitori che il CAPM non riesce a spiegare?

Il problema del tasso d’interesse privo di rischio

Il CAPM si basa sull’idea di un tasso d’interesse privo di rischio al quale tutti gli operatori di mercato possono investire o prendere in prestito senza limiti. Questa assunzione è realistica, o esistono limiti che il CAPM non riconosce? Esaminiamo questa critica e come il modello può essere adattato per affrontarla.

Costi di transazione e altre frizioni di mercato

Un’altra critica comune al CAPM riguarda l’assunzione di assenza di costi di transazione, imposte e altre frizioni di mercato. Ma quanto influenzano queste frizioni la realtà finanziaria? Scopriamo se il CAPM può essere reso più accurato considerando questi fattori.

L’ipotesi della casualità lognormale

Il CAPM si basa sull’ipotesi che i prezzi degli asset finanziari seguano una distribuzione lognormale. Tuttavia, questa assunzione ha le sue debolezze, soprattutto quando si tratta di rendimenti estremi. Esaminiamo se questa critica tiene, e se ci sono alternative al modello che possono affrontarla.

Il portafoglio di mercato e la preferenza degli investitori

Il CAPM presuppone l’esistenza di un portafoglio di mercato che comprende tutte le attività finanziarie. Ma è realistico supporre che gli investitori non abbiano preferenze tra mercati e asset specifici? Scopriamo come questa assunzione può influenzare il modello.

ll CAPM e il valore per l’azionista di maggioranza

Il CAPM potrebbe sottovalutare il valore per l’azionista di maggioranza che ha il potere di influenzare le decisioni finanziarie di un’azienda. Esploriamo come questa critica può essere affrontata e come il Shareholder Ownership Value propone una prospettiva diversa.

Shareholder Ownership Value: Una prospettiva diversa

Il Shareholder Ownership Value è una prospettiva alternativa che mette in discussione alcune delle assunzioni del CAPM e fornisce un quadro diverso per valutare il valore per gli azionisti di maggioranza. Scopriamo cosa rende questa prospettiva unica e come si differenzia dal CAPM.

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