Pensioni

Bonus Maroni per rinuncia alla pensione Quota 103

Se sei un lavoratore italiano, hai probabilmente sentito parlare dell’innovativo “Bonus Maroni” introdotto dall’articolo 1, comma 286 della Legge di Bilancio 2023. Questo incentivo è stato creato per i lavoratori che soddisfano i requisiti per la pensione anticipata flessibile, comunemente nota come “Quota 103.” Ma cosa significa esattamente? In cosa consiste questo bonus, e quali sono le sue implicazioni per te? In questo articolo, ti spiegheremo tutto ciò che devi sapere in modo semplice e chiaro.

Cos’è il Bonus Maroni?

Il “Bonus Maroni” è un incentivo introdotto dall’articolo 1, comma 286 della Legge di Bilancio 2023, che offre ai lavoratori dipendenti pubblici e privati la possibilità di aumentare il loro stipendio rinunciando all’accredito dei contributi pensionistici obbligatori. Questa rinuncia è valida per coloro che soddisfano i requisiti per la pensione anticipata flessibile “Quota 103,” ossia un’età minima di 62 anni e almeno 41 anni di contributi, entro il 31 dicembre 2023.

Chi può beneficiare dell’incentivo?

Il Bonus Maroni è destinato a tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati che soddisfano i requisiti della Quota 103 e scelgono di non pensionarsi, continuando a lavorare. La rinuncia ai contributi è valida per coloro che sono iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria (AGO), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, nonché alla Gestione Separata INPS. Per i lavoratori del settore pubblico, l’opzione sarà disponibile a partire dal 1 agosto 2023.

Scadenze importanti da tenere a mente

È importante notare che la rinuncia ai contributi può essere esercitata una sola volta dal lavoratore e si applica solo ai contributi pensionistici maturati a partire dalla prima decorrenza teorica per la “Quota 103,” se la richiesta viene fatta prima di questa data. Se la domanda di rinuncia viene effettuata in concomitanza o dopo, ha efficacia dal primo giorno del mese successivo alla presentazione. Il vantaggio del Bonus Maroni cessa quando il lavoratore ottiene una pensione diretta, raggiunge l’età per la pensione di vecchiaia o decide di non usufruire più della rinuncia.

Nessun esonero contributivo per il datore di lavoro

La circolare INPS n. 82/2023 ha fornito chiarimenti importanti in merito al Bonus Maroni. Quando il lavoratore rinuncia ai suoi contributi, il datore di lavoro non è tenuto a versare la quota contributiva che sarebbe stata a carico del lavoratore. Tuttavia, il datore di lavoro deve comunque versare la quota di contribuzione a suo carico.

Conseguentemente alla rinuncia del lavoratore, gli importi che avrebbero dovuto essere trattenuti come contributi vengono pagati direttamente al dipendente come parte del suo stipendio. È importante notare che l’importo del bonus è imponibile ai fini fiscali, ma non rientra nell’imponibile previdenziale. Inoltre, questo incentivo non rientra tra gli incentivi all’occupazione e non segue le regole generali previste dall’art. 31 del D.Lgs. 150/2015.

Interazione con altri esoneri contributivi

L’INPS ha chiarito come il Bonus Maroni si combini con altri esoneri contributivi. Se un lavoratore beneficia di un esonero parziale dei contributi IVS a favore del lavoratore, come indicato dall’art. 1, comma 281 della Legge 197/2022 e dall’art. 39 del D.L. 48/2023, l’incentivo relativo al differimento della Quota 103 viene erogato al netto di tale esonero. In altre parole, il decremento dell’accredito contributivo è limitato al saldo, esclusa la quota di contribuzione già esentata.

Procedimento per ottenere il Bonus Maroni

L’INPS, all’interno della circolare n. 82/2023, ha fornito dettagli sul procedimento per ottenere il Bonus Maroni. Le modalità operative prevedono l’erogazione dell’incentivo attraverso i flussi UniEmens. Inoltre, l’incentivo può essere attuato anche nei rapporti di lavoro domestico. Per i datori di lavoro domestico, è possibile calcolare i contributi senza considerare la parte dovuta dal lavoratore utilizzando il “Portale dei pagamenti.” Attraverso questo portale, possono generare gli avvisi di pagamento “PagoPA” con un importo aggiornato, che non comprende la quota dovuta dal lavoratore.

Effetti della rinuncia sulla pensione

La decisione del lavoratore di non accreditare la contribuzione IVS che gli compete comporta una diminuzione sia dell’aliquota utilizzata per finanziare la pensione che dell’aliquota usata per calcolare le quote contributive pensionistiche. Tuttavia, questa scelta non ha alcun impatto sulla retribuzione pensionabile impiegata per determinare le quote retributive del trattamento di pensione. In altre parole, la rinuncia ai contributi influisce sulla parte finanziaria della pensione, ma non sul calcolo basato sulla retribuzione pensionabile.

Vantaggi fiscali del bonus

Un aspetto interessante del Bonus Maroni è il suo trattamento fiscale. L’importo del bonus è imponibile ai fini fiscali, il che significa che sarà soggetto a tassazione come parte del reddito. Tuttavia, esso non rientra nell’imponibile previdenziale, il che implica che non contribuirà al calcolo dei contributi previdenziali futuri. Questo può comportare un aumento del reddito netto per il lavoratore, consentendogli di godere di una busta paga più sostanziosa.

Domande frequenti sul Bonus Maroni

1. Chi può beneficiare del Bonus Maroni?

Il Bonus Maroni è destinato a tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati che soddisfano i requisiti per la pensione anticipata flessibile “Quota 103” (62 anni di età e 41 anni di contributi) e scelgono di non pensionarsi.

2. Cosa succede se un lavoratore beneficia di altri esoneri contributivi?

Se un lavoratore beneficia di un esonero parziale dei contributi IVS, l’incentivo relativo al Bonus Maroni verrà erogato al netto di tale esonero, limitando il decremento dell’accredito contributivo al saldo.

3. Come si richiede il Bonus Maroni?

Il procedimento per ottenere il Bonus Maroni prevede l’utilizzo dei flussi UniEmens. Per i datori di lavoro domestico, è possibile calcolare i contributi senza considerare la parte dovuta dal lavoratore utilizzando il “Portale dei pagamenti.”

4. Quali sono gli effetti della rinuncia sulla pensione?

La rinuncia ai contributi IVS comporta una diminuzione delle aliquote utilizzate per finanziare la pensione e calcolare le quote contributive pensionistiche, ma non influisce sulla retribuzione pensionabile utilizzata per calcolare le quote retributive del trattamento di pensione.

5. Quali sono i vantaggi fiscali del Bonus Maroni?

L’importo del Bonus Maroni è imponibile ai fini fiscali, ma non rientra nell’imponibile previdenziale, il che può aumentare il reddito netto del lavoratore.

Conclusione

Il Bonus Maroni rappresenta un’opportunità interessante per i lavoratori italiani che soddisfano i requisiti della Quota 103 e desiderano continuare a lavorare anziché andare in pensione. Questo incentivo offre la possibilità di rinunciare ai contributi pensionistici obbligatori, aumentando l’importo netto della busta paga. Tuttavia, è importante valutare attentamente i pro e i contro prima di prendere una decisione. Assicurati di avere tutte le informazioni necessarie e di consultare un esperto previdenziale se necessario, in modo da fare la scelta migliore per il tuo futuro finanziario.

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