Lavoro

Aspettativa dal Lavoro 2023: Retribuita e Non Retribuita

Benvenuti a una guida completa sull’aspettativa dal lavoro per il 2023. In questa era frenetica, ci sono momenti nella vita in cui potresti avere la necessità di prenderti una pausa dal lavoro per dedicarti a questioni personali o familiari importanti. L’aspettativa dal lavoro è il tuo alleato in queste situazioni, e può essere retribuita o non retribuita, a seconda delle tue esigenze. In questo articolo, esploreremo i dettagli di questo importante diritto dei lavoratori in Italia.

Cos’è e come funziona

L’aspettativa dal lavoro, conosciuta anche come congedo, è la possibilità per un dipendente di assentarsi dal lavoro per un periodo definito senza perdere il proprio posto, anche se in questo periodo non riceve uno stipendio. In Italia, ci sono due tipi di aspettativa dal lavoro: retribuita e non retribuita. La distinzione tra questi due dipende dai motivi per cui la richiedi.

Motivi per l’Aspettativa

La Legge 53/2000 elenca una serie di motivi validi per richiedere l’aspettativa dal lavoro. Alcuni di questi includono:

  • Gravi motivi familiari: Situazioni di emergenza o problemi gravi legati ai tuoi familiari.
  • Assistere un familiare con handicap: Per fornire assistenza a un familiare affetto da handicap grave.
  • Motivi di salute: Quando hai problemi di salute che richiedono una pausa dal lavoro.
  • Dopo la maternità facoltativa: Per le mamme che vogliono prendersi cura dei propri bambini.
  • Formazione/studio: Per chi desidera tornare a studiare o formarsi.
  • Volontariato: Per chi fa volontariato presso associazioni di protezione civile.
  • Ricongiungimento con il coniuge all’estero: Quando il coniuge lavora all’estero.
  • Per ricoprire cariche pubbliche elettive: Se sei eletto per incarichi pubblici.
  • Dottorato di ricerca: Per chi inizia un dottorato di ricerca.
  • Avvio di un’impresa o un’attività professionale: Per chi desidera avviare una propria impresa o attività.

Tuttavia, non è possibile richiedere l’aspettativa per cercare un altro lavoro se già si è impiegati a tempo pieno. Ma, se si lavora a tempo parziale e il secondo lavoro ha orari diversi, allora potresti essere idoneo per richiedere l’aspettativa.

Aspettativa Retribuita

La legge italiana prevede tre motivi per cui puoi richiedere un’aspettativa retribuita. In questi casi, non solo mantieni il tuo posto di lavoro ma continui a ricevere la tua retribuzione completa. Ecco quando puoi richiederla:

Assistenza a familiari con handicap: Se devi assistere un familiare con grave handicap (ai sensi della Legge 104/92), puoi richiedere un congedo straordinario retribuito per un massimo di due anni. L’INPS effettua i pagamenti, quindi dovrai presentare una richiesta all’istituto previdenziale.

Volontariato: L’aspettativa retribuita è disponibile solo per il servizio prestato presso associazioni di protezione civile. Puoi usufruire di un massimo di 30 giorni consecutivi e 90 giorni all’anno, raddoppiabili in caso di emergenza nazionale, o fino a 10 giorni consecutivi e 30 giorni all’anno per attività formative relative a situazioni di emergenza. In questo caso, l’azienda anticipa la retribuzione e viene poi rimborsata dalla protezione civile.

Dottorato di ricerca: Se sei un dipendente pubblico e il tuo dottorato di ricerca non prevede una retribuzione o una borsa di studio, puoi richiedere un’aspettativa retribuita. La durata del congedo corrisponde alla durata del dottorato di ricerca.

Aspettativa Non Retribuita

Ci sono diversi motivi per cui potresti richiedere un’aspettativa non retribuita in base alla Legge 53/2000. Questi includono:

Gravi motivi familiari: Puoi usufruire di un’aspettativa non retribuita per un massimo di due anni durante tutta la tua vita lavorativa. Questo tipo di congedo può essere frazionato, ad esempio, sei mesi in un anno e altri sei mesi in un anno successivo. I casi includono problemi derivanti dalla morte di un familiare, cura e assistenza di un familiare, o grave disagio personale del lavoratore. La richiesta va presentata al datore di lavoro, che può concederla a sua discrezione.

Motivi personali: Questo tipo di aspettativa, prevista dalla maggior parte dei Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro (CCNL), non è retribuita e può durare al massimo 12 mesi durante la vita lavorativa. Per i dipendenti pubblici, i dodici mesi sono calcolati in un triennio. La richiesta va presentata al datore di lavoro.

Formazione: Per i dipendenti pubblici e privati con almeno 5 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, è possibile richiedere un’aspettativa di 11 mesi (anche frazionati) durante la vita lavorativa. Questo è utile per completare la scuola dell’obbligo, conseguire il diploma, la laurea o partecipare ad attività formative non offerte dal datore di lavoro. La richiesta va presentata direttamente al datore di lavoro, e i dettagli sulla fruizione e sulle eventuali negazioni sono disciplinati dal CCNL di riferimento.

Ricongiungimento con il coniuge all’estero: Questa possibilità è prevista solo per i dipendenti pubblici, come quelli nelle scuole o negli enti locali, quando il coniuge lavora all’estero. Se l’amministrazione pubblica italiana non può trasferirti all’estero, concederà l’aspettativa non retribuita. La richiesta va presentata al proprio ente.

Cariche pubbliche elettive: Se sei eletto per svolgere incarichi pubblici come deputato, senatore, sindaco, o consigliere, hai diritto a un’aspettativa non retribuita per tutto il periodo del tuo mandato. Questo periodo, sebbene non preveda retribuzione, viene conteggiato per l’anzianità di servizio e i contributi INPS.

Avvio di un’impresa o un’attività professionale: Il Collegato Lavoro (art. 18, L. 183/2010) offre ai dipendenti pubblici la possibilità di richiedere un’aspettativa per un massimo di 12 mesi, frazionabili durante la vita lavorativa, se desiderano avviare una propria impresa o attività. In questo caso, l’aspettativa può essere richiesta solo dai dipendenti pubblici che intendono avviare un’attività in proprio.

Lavorare durante l’aspettativa è consentito solo nel caso del dipendente pubblico che richiede il congedo per avviare un’attività in proprio.

Come Fare la Richiesta

Per richiedere un’aspettativa retribuita per assistere i familiari con handicap, è necessario presentare una domanda all’INPS. In tutti gli altri casi, la richiesta va presentata al datore di lavoro. Assicurati di seguire i procedimenti e le scadenze pertinenti.

Interruzione dell’Aspettativa

L’aspettativa può essere interrotta se il motivo per cui è stata concessa non è più valido. Ad esempio, in caso di divorzio se l’aspettativa era per il ricongiungimento con il coniuge, o in caso di decesso del familiare disabile. L’aspettativa per motivi familiari può essere revocata per esigenze di servizio.

Un altro caso particolare riguarda la donna lavoratrice in aspettativa che scopre di essere incinta. La maternità può interrompere l’aspettativa solo quando diventa maternità anticipata o obbligatoria. Fino al settimo mese, si rimane in aspettativa, poi si interrompe per entrare in maternità obbligatoria. Se la gravidanza è a rischio e il medico opta per la maternità anticipata, l’aspettativa viene interrotta.

Ferie

Nel caso dell’aspettativa non retribuita, non si accumulano ferie. In generale, nemmeno durante l’aspettativa retribuita si accumulano ferie. Tuttavia, alcuni CCNL o contratti privati tra dipendente e azienda possono prevedere la maturazione delle ferie durante l’aspettativa. Per scoprire se hai diritto a questo vantaggio, ti consigliamo di consultare l’ufficio del personale della tua azienda, il tuo CCNL e il tuo contratto di lavoro.

Conclusione

In un mondo in costante movimento, l’aspettativa dal lavoro è un diritto fondamentale che può aiutarti a bilanciare le esigenze lavorative con quelle personali e familiari. Scegli il tipo di aspettativa che meglio si adatta alle tue esigenze e segui le procedure per ottenere il tuo periodo di pausa ben meritato. Ricorda che è importante essere informati sui tuoi diritti e responsabilità, in modo da poter prendere decisioni informate.

FAQs sull’Aspettativa dal Lavoro 2023

1. Qual è la differenza tra aspettativa retribuita e non retribuita?

  • L’aspettativa retribuita ti consente di mantenere il tuo stipendio mentre sei in congedo, ma è limitata a specifici motivi come l’assistenza a familiari con handicap, il volontariato o il dottorato di ricerca. L’aspettativa non retribuita non prevede uno stipendio, ma copre una gamma più ampia di motivi, inclusi problemi familiari, formazione, cariche pubbliche e altro.

2. Quanto tempo posso richiedere di aspettativa?

  • La durata dell’aspettativa varia a seconda del motivo e del tipo (retribuita o non retribuita). Alcuni motivi possono consentire un congedo di anni, mentre altri sono limitati a mesi.

3. Chi può richiedere l’aspettativa?

  • In generale, tutti i lavoratori dipendenti hanno il diritto di richiedere l’aspettativa. Tuttavia, ci sono criteri specifici per ciascun tipo di aspettativa che è necessario soddisfare.

4. Come faccio a richiedere l’aspettativa?

  • Per l’aspettativa retribuita, la richiesta va presentata all’INPS. Per l’aspettativa non retribuita, la richiesta va presentata al tuo datore di lavoro.

5. Posso lavorare durante l’aspettativa?

  • In generale, durante l’aspettativa, non si può svolgere un altro lavoro. Tuttavia, ci sono alcune eccezioni, ad esempio, per i dipendenti pubblici che richiedono l’aspettativa per avviare un’attività in proprio.

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