Lavoro

Chi fa la sttimana corta in Italia?

Intesa Sanpaolo ha avviato una sperimentazione con i propri dipendenti, previa intesa con i sindacati, che consente ai lavoratori di aderire volontariamente a un modello lavorativo di 4 giorni lavorativi per settimana, con una giornata lavorativa di 9 ore 

Lavazza settimana lavorativa su 4 giorni anziché 5 ma sempre a parita di orario di 40 ore settimanali

Altre italiane hanno introdotto la settimana lavorativa di 4 giorni lasciando inalterato lo stipendio ai propri dipendenti, come è possibile?

Compensando in organizzazione e ottimizzazione dei processi, che a loro volta risultano in una maggiore produttività. Fondamentale è prepararsi adeguatamente in anticipo e contare sul contributo di tutti i dipendenti

Il costo del lavoro aumenta?

Certamente, se il metro di giudizio è solo il costo del lavoro, a tutti gli effetti una perdita. Se invece lo si guarda in termini di ricadute qualitative sull’organizzazione, sulle performance e sulla brand equity, è lì che si fanno grandi differenze e si genera valore aggiunto. Aumenta la qualità del servizio erogato e la fiducia da parte dei clienti, si può contare su un’organizzazione più stabile, si può arricchire il proprio organico di competenze con l’introduzione di nuove figure, che sarà più semplice intercettare. Si consolida la reputazione dell’azienda e si dimostra serietà e coerenza al mercato in cui si opera.

I benefici per l’azienda

Se i dipendenti godono di ovvi vantaggi dalla settimana lavorativa di 4 giorni in termini di più tempo libero, ma senza che la busta paga venga intaccata,  ma quali sono i benefici per l’azienda?

Il coinvolgimento dei dipendenti, cresce.  Gli stessi dipendenti inoltre non ritengono che il loro carico di lavoro sia aumentato né si sentono meno soddisfatti. Al contrario il senso di realizzazione personale è aumentato

Collaboratori più felici e motivati e pertanto più qualità del lavoro. Un aumento di stima da parte del mercato e ovviamente della reputazione dell’azienda.

Come le due testimonianze dimostrano le aziende con la settimana lavorativa di 4 giorni ne hanno guadagnato in termini di miglioramento della qualità del lavoro, ma anche di stima e reputazione sul mercato. Due esperienze che mettono al centro le persone e che per questo vengono premiate dai risultati.

La settimana corta, ha numerose ricadute positive, non solo perché alleggerisce il carico di stress, ma permette di ricaricarsi di energia e concentrazione, con ottimi risvolti sia in termini professionali che personali.

Ovviamente per fare tutto ciò, serve una grande organizzazione che si raggiunge con uno sforzo congiunto e con strumenti che le stesse aziende mettono a disposizione dei propri lavoratori. Gli straordinari restano un’eccezione e non intaccano intaccano i quattro giorni della settimana lavorativa.

Settimana lavorativa di 4 giorni quale futuro in Italia?

La settimana lavorativa di 4 giorni in Italia è un esperimento portato avanti solo da qualche azienda, ma potrebbe avere un futuro in Italia allargandosi ed espandendosi. D’altronde il Covid ha sdoganato lo smart working, spesso non apprezzato dalle aziende.

Sicuramente è necessario un cambio di mentalità

Senza aprire le proprie vedute e mettersi in gioco, non si va da nessuna parte. Sono molte le realtà che hanno già revocato la possibilità di fare Smart working.

Se da una parte sono le aziende che devono avere una visione differente per pensare a una settimana lavorativa di 4 giorni, dall’altra, è necessario anche un aiuto da parte dello Stato.

Il governo dovrebbe agevolare le imprese che promuovono progetti di welfare ad esempio con una riduzione del carico fiscale.

Cosa avviene negli altri paesi

ll governo spagnolo ha approvato la sperimentazione di un progetto pilota per ridurre l’orario lavorativo dei dipendenti per le aziende che parteciperanno, senza riduzione dello stipendio alla settimana lavorativa di 4 giorni.

Si tratta di una proposta promossa dal partito Mas Pais, che dovrebbe coinvolgere circa 200 aziende. Per incentivare le società a prendere parte alla sperimentazione, il governo coprirebbe i costi della riduzione degli orari lavorativi per 3 anni: al 100% il primo anno, al 50% il secondo anno e al 33% il terzo anno.

L’idea alla base della è che, con più tempo libero, aumenta il bilanciamento tra lavoro e famiglia e si riduce lo stress dei lavoratori. A beneficio dell’azienda, invece, aumenta la produttività del lavoro e si riducono i consumi.

Infine, come avviene nel caso dei benefici dello Smart Working, la riduzione degli spostamenti da parte di molti lavoratori genera un impatto ambientale positivo, con riduzione dell’inquinamento.

Il Giappone sta pensando a diversi modi per migliorare la produttività e tenere sotto controllo la pandemia. Una politica giapponese del Partito Liberal Democratico sta appoggiando un disegno di legge che darebbe ai lavoratori una settimana lavorativa di 4 giorni.

Senza compromettere la sicurezza del loro lavoro.

L’idea è stata presentata dalla politica Kuniko Inoguchi, membro del Partito Liberal Democratico crede che l’idea funzionerà considerando che molte aziende in Giappone hanno già implementato tali sistemi.  Ha inoltre spiegato che riducendo il numero del personale negli uffici e sui trasporti pubblici, il disegno di legge aiuterebbe indirettamente anche la situazione Covid 19.

Questo non è l’unico obiettivo,  un fine settimana di 3 giorni consentirebbe alle persone di avere più tempo per prendersi cura dei propri familiari, dedicarsi ad attività di formazione e esplorare iniziative imprenditoriali collaterali.

Questo avrà però un impatto negativo sui redditi dei lavoratori, perchè secondo la proposta le aziende devono offrire una settimana lavorativa di quattro giorni all’80% dello stipendio base e al 60% per una settimana di tre giorni.

La settimana lavorativa di 4 giorni è facoltativa. Se un dipendente vuole può continuare a lavorare per cinque giorni a settimana.

L’esperienza di Microsoft

Microsoft  ha avviato un esperimento in Giappone lavorare quattro giorni a settimana anziché cinque.  L’azienda di americana ha deciso di provare una settimana di lavoro ridotta per i suoi 2.300 dipendenti della sede di Tokyo. Un modo per promuovere un equilibrio più salutare tra lavoro e vita privata. Da qui è nata l’idea del weekend lungo: uffici chiusi venerdì, sabato e domenica per un mese, così per valutare eventuali pregi e difetti di questa scelta.

Risultati sono  sorprendenti

 Secondo quanto riferito dalla Microsoft, per il periodo del test la produttività (misurata in termini di vendite per dipendente) è aumentata del 39,9% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un incremento significativo, ottenuto grazie a uno snellimento generale dei tempi dedicati ad alcune fasi del processo. Sono state limitate, ad esempio, le riunioni in azienda, con tempi massimi previsti di 30 minuti.

E allo stesso tempo sono diminuiti i costi aziendali fissi: le spese per l’energia elettrica sono scese del 23,1%, e anche il consumo di carta utilizzata in sede per fax, stampe e il resto si è più che dimezzato.

A questo si sono aggiunti i feedback fortemente positivi degli stessi dipendenti: il 92,1% di questi che ha dichiarato di apprezzare la settimana lavorativa di quattro giorni. Una percentuale che, spiega molte cose sullo stato d’animo dei dipendenti.

I rischi della settimana lavorativa di 4 giorni 

Tra i contro vi è certamente un po’ di scetticismo da parte di alcuni manager.

Alcuni prevedono una certa difficoltà a comprimere la stessa quantità di lavoro in un tempo minore. Il rischio è che gli orari nei giorni lavorativi finiscano per dilatarsi, annullando i benefici per il lavoratore.

Un altro timore è quello di creare ulteriore disparità tra lavoratori: molte mansioni non possono essere svolte in meno tempo e richiedono presenza fisica, come avviene ad esempio nel campo dell’assistenza sanitaria.

Lista di aziende che utilizzano la settimana corta 

Per ora sono solo negli stati Uniti contiamo di aggiornarla continuamente perchè riteniamo che sia un passo importande per l’umanita ridurre l’orario di lavoaro a parità di salario, Le nuove tecnologie come l’intelligenza artificilae e i robot devono  inevitabilmente portare benefici non solo per i dirigenti e gli azionisti delle imprese ma anche per tutta l’umanità.

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