Inflazione

Inflazione e Deglobalizzazione

Negli ultimi anni, tra gli esperti economici, il termine “deglobalizzazione” è diventato sempre più frequente. Scopriamo insieme cosa si cela dietro a questa tendenza che sta trasformando il panorama economico globale.

La Profezia di Dambisa Moyo e i Cambiamenti Globali

Nel 2017, l’economista Dambisa Moyo, originaria dello Zambia e naturalizzata statunitense, fece una previsione quasi profetica: “Protezionismo e deglobalizzazione metteranno le ali all’inflazione,” scrisse in un articolo per il Financial Times, poi ripubblicato su Il Sole 24 Ore.

In quel periodo, non c’erano ancora segni evidenti della pandemia da Covid-19, né delle tensioni tra Russia e Ucraina, che avrebbero influenzato l’andamento dei prezzi delle materie prime e dei beni di consumo.

Tuttavia, già allora, mentre l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, implementava politiche protezionistiche per sostenere la produzione nazionale, si poteva percepire chiaramente un’inversione di tendenza rispetto alla globalizzazione, un fenomeno che sembrava inarrestabile.

Deglobalizzazione: Cosa Significa e Cosa la Sta Alimentando?

Negli ultimi anni, gli economisti hanno sempre più discusso della deglobalizzazione, un fenomeno diametralmente opposto alla globalizzazione. Ci sono vari fattori alla base di questa inversione di tendenza. Innanzitutto, occorre menzionare la crescita di movimenti politici e culturali occidentali noti come “sovranisti,” che promuovono il ritorno alla sovranità degli stati nazionali, opponendosi alle autorità sovranazionali e alle forze economiche globali.

Un altro fattore che ha spinto verso la deglobalizzazione è stata l’emergenza pandemica da Covid-19, che ha costretto miliardi di persone in tutto il mondo a praticare il distanziamento sociale. Durante questa crisi, sono emersi aspetti critici della globalizzazione, tra cui la rapida diffusione del virus e la necessità di produzioni locali (come mascherine e materiale sanitario) per garantire un approvvigionamento in situazioni di emergenza.

Inoltre, la guerra tra Russia e Ucraina ha aumentato il rischio di interruzioni nell’approvvigionamento di gas e materie prime agricole, con il potenziale di causare crisi alimentari in alcuni paesi.

La Radice della Deglobalizzazione

La deglobalizzazione ha radici che risalgono agli anni precedenti la pandemia e il conflitto in Ucraina. Nel 2019, i ricercatori Mario Lorenzo Janiri e Lorenzo Sala hanno evidenziato un’inversione di tendenza che era iniziata già nel 2007-2008, durante la crisi finanziaria globale innescata dal crollo di Lehman Brothers.

Il valore delle merci e dei servizi esportati in tutto il mondo era cresciuto rapidamente fino al 2007, superando i 20 trilioni di dollari. Successivamente, nel decennio successivo, questo valore ha oscillato tra i 20 e i 25 trilioni di dollari. In altre parole, dopo un periodo di crescita frenetica, la circolazione libera di merci e servizi in tutto il mondo aveva subito una decelerazione.

A questo si sono aggiunte le tensioni geopolitiche internazionali, come la guerra in Ucraina, che ha portato a sanzioni contro la Russia e ha minato gli equilibri commerciali esistenti. Secondo Gianmarco Ottaviano, professore di economia alla Bocconi, il futuro potrebbe non essere caratterizzato da una deglobalizzazione completa, ma da una “ri-globalizzazione selettiva,” in cui gruppi di paesi simili cercheranno l’egemonia economica, politica e culturale.

Deglobalizzazione e Inflazione: La Connessione

Quali sono le conseguenze di questa tendenza per i cittadini comuni? Molti economisti stanno ora cercando di capire se esiste un collegamento tra l’aumento dell’inflazione, che sta tornando ai livelli degli anni ’80 del secolo scorso, e la deglobalizzazione di cui si discute da tempo.

Marc Levinson, economista e storico, ha evidenziato che i prezzi di molti beni di consumo come automobili, televisori, abbigliamento e condizionatori sono oggi più bassi rispetto all’inizio del secolo. Questo perché sono prodotti principalmente in paesi a bassi salari che utilizzano risorse provenienti da altre nazioni a basso costo.

Cosa riserverà il futuro? Le tendenze che hanno sostenuto questa forma di globalizzazione sembrano attenuarsi, ma è ancora presto per dire se ciò porterà a un aumento strutturale dell’inflazione rispetto al passato.

Conclusione

In sintesi, la deglobalizzazione è un fenomeno in crescita che sta cambiando il panorama economico mondiale. Fattori come il ritorno alla sovranità nazionale, l’emergenza pandemica e le tensioni geopolitiche stanno contribuendo a questa inversione di tendenza. Molti si chiedono se l’aumento dell’inflazione sia correlato a questa situazione, ma il futuro rimane incerto. Una cosa è certa: il mondo economico sta attraversando un periodo di trasformazione e adattamento.

Domande Frequenti

  1. Cos’è esattamente la deglobalizzazione?
  2. Quali sono gli effetti dell’emergenza pandemica sulla globalizzazione?
  3. Cosa ha previsto Dambisa Moyo riguardo all’inflazione?
  4. Qual è la connessione tra deglobalizzazione e aumento dell’inflazione?
  5. Quali sono le implicazioni future di questo cambiamento economico?

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