Codice Tributo 1102

Codice tributo 1102 IMPOSTA SOSTITUTIVA SU PLUSVALENZA PER CESSIONE A TITOLO ONEROSO DI PARTECIPAZIONI DA PARTE DEGLI INTERMEDIARI


Le Plusvalenze da Partecipazioni e il Ruolo del Codice Tributo 1102

Nel contesto delle operazioni finanziarie e delle transazioni azionarie, il Codice Tributo 1102 riveste un ruolo fondamentale. Questo codice è strettamente legato alle plusvalenze da cessioni a titolo oneroso di partecipazioni effettuate attraverso intermediari. Se sei un sostituto d’imposta o stai cercando informazioni sulla gestione fiscale delle plusvalenze, continua a leggere per scoprire come il Codice Tributo 1102 impatta il pagamento delle imposte e quali sono i dettagli chiave da considerare.

Il Codice Tributo 1102: Cosa Rappresenta?


Il Codice Tributo 1102 rappresenta l’identificativo che i sostituti d’imposta devono utilizzare insieme al modello F24 per eseguire il pagamento dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di partecipazioni. Questa situazione si verifica quando vi è una dismissione di una quota di capitale sociale di una società tramite intermediari autorizzati.

Le Disposizioni Legali e i Termini da Considerare


Il Decreto Legislativo n. 461 del 1997, all’articolo 6, comma 9, stabilisce che quando le operazioni avvengono con l’intervento di intermediari autorizzati a operare nei mercati regolamentati italiani, l’operazione si considera effettuata ai fini del versamento entro il termine previsto per le relative liquidazioni. Gli intermediari professionali o le controparti che intrattengono rapporti di custodia, amministrazione e deposito con il contribuente devono rilasciare un’attestazione del versamento entro il mese successivo a quello in cui è stato effettuato il pagamento.

Imposta Sostitutiva sulle Plusvalenze: Concetto Chiave


Invece dell’imposta ordinaria sui redditi, l’intermediario agisce come sostituto d’imposta e deve versare un’imposta sostitutiva. Questa imposta corrisponde al 26% dell’importo della plusvalenza realizzata a partire da luglio 2014. È importante notare che, dal punto di vista legale, si fa una distinzione tra partecipazioni qualificate e non qualificate.

Partecipazioni Qualificate vs. Non Qualificate


Le partecipazioni qualificate e non qualificate giocano un ruolo chiave nella determinazione delle percentuali di imposta. Le partecipazioni qualificate si riferiscono alle cessioni di titoli che attribuiscono al possessore almeno il 2% dei diritti di voto o il 5% del capitale, nel caso in cui la società sia quotata sui mercati regolamentati. Le percentuali aumentano al 20% e al 25% rispettivamente, nel caso in cui la società non sia quotata sui mercati regolamentati.

Esempio Pratico di Calcolo dell’Imposta Sostitutiva


Per comprendere meglio come funziona l’imposta sostitutiva, consideriamo un esempio. Supponiamo di cedere, tramite un intermediario autorizzato, 1000 azioni al prezzo di 10 euro ciascuna, per un incasso totale di 10.000 euro. L’acquisto originale di queste azioni è avvenuto a 8 euro ciascuna, per un totale di 8.000 euro. La differenza tra l’incasso e il costo è di 2.000 euro, su cui verrà applicata l’imposta sostitutiva del 26% da parte dell’intermediario.

 

Chi sono i soggetti Intermediari e finanziari?

Come si legge dalla Gazzetta Ufficiale, sotto l’elenco degli intermediari finanziari pervisti dalle legge:

a) le banche;
b) Poste italiane S.p.A.;
c) gli istituti di moneta elettronica;
d) le società di intermediazione mobiliare (SIM);
e) le società di gestione del risparmio (SGR);
f) le società di investimento a capitale variabile (SICAV);
g) le imprese di assicurazione che operano in Italia nei rami di cui all’articolo 2, comma 1, del CAP;
h) gli agenti di cambio;
i) le società che svolgono il servizio di riscossione dei tributi;
l) gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale previsto dall’articolo 107 del TUB;
m) gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco generale previsto dall’articolo 106 del TUB;
n) le succursali italiane dei soggetti indicati alle lettere
precedenti aventi sede in uno Stato estero nonché le succursali italiane delle società di gestione del risparmio armonizzate e delle imprese di investimento;
o) Cassa depositi e prestiti S.p.A.
2. Rientrano tra gli intermediari finanziari altresì
a) le società fiduciarie di cui alla legge 23 novembre 1939, n.1966;
b) i soggetti operanti nel settore finanziario iscritti nelle sezioni dell’elenco generale previste dall’articolo 155, comma 4, del TUB;
c) i soggetti operanti nel settore finanziario iscritti nelle sezioni dell’elenco generale previste dall’articolo 155, comma 5, del TUB;
d) le succursali italiane dei soggetti indicati alle lettere a) e
c) aventi sede all’estero.
3. Ai fini del presente decreto, per altri soggetti esercenti attività finanziaria si intendono:
a) i promotori finanziari iscritti nell’albo previsto dall’articolo 31 del TUF;
b) gli intermediari assicurativi di cui all’articolo 109, comma
2, lettere a) e b) del CAP che operano nei rami di cui al comma 1 lettera g);
c) i mediatori creditizi iscritti nell’albo previsto
dall’articolo 16 della legge 7 marzo 1996, n. 108;
d) gli agenti in attività finanziaria iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 3 del decreto legislativo 25 settembre 1999, n. 374.
4. I soggetti di cui al comma 1, lettera n), e comma 2, lettera d),osservano gli obblighi di adeguata verifica della clientela e di conservazione anche attraverso misure e procedure equivalenti a quelle stabilite dal presente decreto, fermo restando quanto previsto dall’articolo 5 del Codice in materia di protezione dei dati personali. Qualora la legislazione del Paese terzo non consenta l’applicazione di misure equivalenti, gli intermediari finanziari sono tenuti a darne notizia all’autorità di vigilanza di settore.
5. I soggetti esercenti attività finanziaria di cui al comma 3,
adempiono agli obblighi di registrazione con la comunicazione di cui all’articolo 36, comma 4.
6. Le linee di condotta e le procedure applicate in materia degli obblighi stabiliti dal presente decreto dagli intermediari finanziari a succursali e filiali controllate a maggioranza situate in Paesi
terzi, sono comunicate all’autorità di vigilanza di settore.

Chi sono le categorie di contribuenti interessati a questa tipologia di tributo?

  • Dipendenti, pensionati, persone fisiche non titolari di partita Iva, collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori occasionali
  • Imprenditori artigiani e commercianti, agenti e rappresentanti di commercio, ecc.
  • Lavoratori autonomi, professionisti titolari di partita Iva iscritti o non iscritti in albi professionali

Si può utilizzare il ravvedimento operoso per il codice tributo 1102?

Si.  Se sei interessato a calcolare quanto è dovuto all’ Agenzia delle Entrate per  metterti in regola con un pagamento tardivo sia per quanto riguarda le sanzioni che gli interessi puoi utilizzare in nostro calcolatore del ravvedimento operoso on line.

 

Come si versa il tributo 1102?

Per mezzo del servizio presente nell’area riservata del soggetto passivo IVA presente sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate Modello F24 con modalità telematiche, direttamente oppure tramite intermediario (nel caso di utilizzo di crediti in compensazione di cui alla risoluzione n. 110/E del 31/12/2019, oppure in caso di modello F24 a saldo zero, il modello F24 deve essere presentato esclusivamente utilizzando i servizi “F24 web” o “F24 online” dell’Agenzia delle Entrate, attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel; negli altri casi, il modello F24 può essere presentato anche mediante i servizi di internet banking messi a disposizione da banche, Poste Italiane e altri prestatori di servizi di pagamento convenzionati con l’Agenzia delle Entrate).

 

 

Come compilare il modulo F24 tributo 1102


Per effettuare il pagamento dell’imposta sostitutiva tramite intermediari, è necessario utilizzare il Codice Tributo 1102 nella sezione “Erario”. Nel campo “Rateazione Regione Prov Mese Rif”, è importante indicare il mese di riferimento. Successivamente, va inserito l’anno di riferimento per il versamento. Si deve lasciare vuoto il campo relativo agli importi a credito compensati. Il “Totale A” rappresenta i debiti nei confronti dell’Erario, mentre il “Totale B” rappresenta i debiti vantati nei confronti dell’Erario. Infine, la voce “Saldo” rivela la posizione netta del contribuente: sarà a debito se il “Totale A” supera il “Totale B”, mentre sarà a credito in caso contrario.

In conclusione, il Codice Tributo 1102 assume un ruolo di primo piano nel contesto delle plusvalenze da partecipazioni e nell’ambito delle operazioni finanziarie. Conoscere le disposizioni legali, le percentuali di imposta e i dettagli per il pagamento è essenziale per gestire in modo accurato le implicazioni fiscali delle cessioni di partecipazioni.

 

Importo: 6.000,00 Euro
Anno d’imposta per cui si effettua il pagamento: 2023
Mese di pagamento Aprile

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SEZIONE ERARIO
IMPOSTE DIRETTE – IVA
RITENUTE ALLA FONTE
ALTRI TRIBUTI E INTERESSI
codice tributo   rateazione/regione/
prov./mese rif.
  anno di
riferimento
  importi a debito
versati
  importi a credito
compensati
  SALDO (A – B)
(1) 1102 (2)   04        (3) 2023 (4) 6000 (5)  
             
             
             
             
             
codice ufficio   codice atto             TOTALE    A (6)   B (7)   (8)  
(9)     (10)    

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Come compilare i campi dell’ F24

(1) codice tributo: indicare 1102
(2) rateazione/regione/prov/mese rif: mese nel nostro  esempio  Aprlie 04
(3) anno di riferimento: Anno d’imposta per cui si effettua il pagamento, nell’esempio 2023
(4) importi a debito versati: indicare l’importo a debito, nell’esempio 6.000,00
(5) importi a credito compensati: non compilare
(6) TOTALE A: somma degli importi a debito indicati nella Sezione Erario
(7) TOTALE B: somma degli importi a credito indicati nella Sezione Erario, non compilare se non sono presenti importi a credito
(8) SALDO (A – B): indicare il saldo (TOTALE A – TOTALE B)
(9) codice ufficio: non compilare
(10) codice atto: non compilare

 

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