PAC

La politica agricola comune (PAC) dell’Unione Europea è stata istituita nel 1962 e rappresenta un accordo tra l’agricoltura e la società europea. Dopo l’entrata in vigore del trattato di Roma nel 1957, le politiche agricole degli Stati membri sono state sostituite da meccanismi d’intervento a livello comunitario 

La PAC ha come obiettivo principale quello di sostenere gli agricoltori e migliorare la produttività agricola, garantendo un approvvigionamento stabile di alimenti a prezzi accessibili.

Nel corso degli anni, la PAC ha subito diverse riforme e il suo scopo si è evoluto. Ad esempio, per il periodo 2023-2027, sono state introdotte novità per un’agricoltura più verde, un maggiore sostegno alle aziende agricole di piccole dimensioni e un migliore indirizzamento dei fondi in funzione delle esigenze locali.

Tra i principali interventi di mercato della PAC, ci sono i pagamenti diretti ai produttori e il sostegno alla produzione e alla stabilizzazione del reddito degli agricoltori.

 

Gli Obiettivi della PAC

La PAC ha diversi obiettivi. Il primo è quello di sostenere gli agricoltori e migliorare la produttività agricola, garantendo un approvvigionamento stabile di alimenti a prezzi accessibili. Il secondo è di preservare l’ambiente, garantendo la conservazione delle risorse naturali e promuovendo l’agricoltura sostenibile. Infine, la PAC mira a sviluppare le aree rurali, migliorando la qualità della vita nelle zone rurali dell’UE e promuovendo la diversificazione economica.

Le novità della PAC a partire dal 2023

A partire dal 2023, la PAC introduce alcune novità significative. Una di queste riguarda gli obiettivi a livello dell’UE, che si concentreranno sulla promozione di un’agricoltura più equa, più verde e maggiormente orientata ai risultati. Inoltre, ogni Stato membro dovrà elaborare un piano strategico per la propria politica agricola, che dovrà rispettare gli obiettivi dell’UE ma che potrà essere adattato alle specifiche esigenze del paese. Infine, la PAC avrà maggiori ambizioni nell’azione per l’ambiente e per il clima, con l’introduzione di nuove norme sulla protezione del suolo, sulla biodiversità e sulle pratiche agricole sostenibili. 

 

Le Componenti della PAC

La Politica Agricola Comune (PAC) è stata varata nel 1962 ed è rappresentata da una stretta intesa tra agricoltura e società, tra l’Europa e i suoi agricoltori. La PAC ha come obiettivi principali il sostegno agli agricoltori, il miglioramento della produttività agricola e la garanzia di un approvvigionamento stabile di alimenti a prezzi accessibili.

Negli anni, la PAC ha subito diverse riforme che hanno portato alla creazione di nuove componenti e alla modifica di quelle preesistenti. Attualmente, gli elementi principali della PAC includono una nuova architettura “verde” basata su condizioni ambientali che gli agricoltori devono rispettare e su misure volontarie supplementari, pagamenti diretti e interventi di sviluppo rurale più mirati e soggetti a programmazione strategica.

Secondo Dacian Cioloș, ex Commissario europeo per l’Agricoltura, la PAC deve affrontare sette sfide: l’alimentazione, la globalizzazione, l’ambiente, la sfida economica, la sfida territoriale, la diversità dell’agricoltura e la semplificazione della politica.

La prima riforma della PAC, nota come piano Mansholt, mirava a ottimizzare le superfici coltivate e fondere le aziende agricole per creare unità di maggiori dimensioni. Attualmente, la P.A.C. è composta da due pilastri: il primo pilastro, che finanzia gli aiuti diretti e le misure di mercato, integralmente a carico del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA); e il secondo pilastro, a favore dello sviluppo rurale, con un regime di cofinanziamento.

In sintesi, le componenti principali della P.A.C. includono la nuova architettura “verde”, i pagamenti diretti, gli interventi di sviluppo rurale, i due pilastri e la semplificazione della politica .

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