Teorie Economiche

La teoria economica classica sosteneva che i mercati sono in grado di regolare da soli l’economia e che il governo dovrebbe limitare il proprio intervento per evitare distorsioni del mercato.

Secondo la teoria economica classica, il livello di occupazione è determinato dalla domanda di lavoro e dal salario di equilibrio. Tuttavia, Keynes non era d’accordo con questa teoria e sosteneva che l’economia non si autoregolava come sosteneva la teoria economica classica.

La teoria di Keynes

La teoria di Keynes sosteneva che il livello di occupazione è determinato dalla spesa totale nell’economia. Keynes sosteneva che se la spesa totale diminuisce, ci sarebbe una diminuzione dell’occupazione. Inoltre, Keynes sosteneva che i mercati possono essere soggetti a crisi e che il governo dovrebbe intervenire per stimolare l’economia. Secondo Keynes, il governo avrebbe dovuto intervenire con la spesa pubblica, la politica monetaria e la politica fiscale per stimolare l’economia e creare occupazione.

Le implicazioni della teoria di Keynes


La teoria di Keynes ha avuto implicazioni significative per l’economia moderna. La teoria ha portato alla creazione della politica fiscale, che consente al governo di aumentare la spesa pubblica per stimolare l’economia durante le recessioni. Inoltre, la teoria di Keynes ha portato alla creazione della politica monetaria, che consente alle banche centrali di controllare la quantità di denaro in circolazione per controllare l’inflazione.

Critiche alla teoria di Keynes


Non tutti gli economisti concordano con la teoria di Keynes. Alcuni sostengono che il governo dovrebbe limitare il proprio intervento nell’economia e lasciare che i mercati si autoregolino. Inoltre, alcuni economisti sostengono che la politica fiscale e la politica monetaria possono avere effetti negativi a lungo termine sull’economia, come l’inflazione.

Chi sono i maggiori esponenti della teoria Kennesiana?


La teoria keynesiana, sviluppata dal celebre economista John Maynard Keynes, ha avuto un enorme impatto sull’economia moderna. La teoria keynesiana ha introdotto concetti innovativi come la spesa pubblica, l’intervento dello Stato nell’economia, la domanda aggregata e il ruolo del denaro nell’economia. Di seguito sono riportati alcuni dei maggiori esponenti della teoria keynesiana.


John Maynard Keynes è considerato il padre della teoria keynesiana. Il suo libro “La teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta”, pubblicato nel 1936, ha rivoluzionato l’economia moderna. Keynes ha introdotto il concetto di spesa pubblica come strumento per stimolare l’economia durante le recessioni, criticando la teoria classica che sosteneva che il mercato si autoritregolasse senza l’intervento dello Stato.


Joan Robinson è stata una delle principali economisti keynesiane. Ha sviluppato la teoria della concorrenza imperfetta, in cui le imprese non concorrono in modo perfetto ma hanno il potere di influenzare i prezzi. Robinson ha anche sostenuto l’importanza della domanda aggregata, sostenendo che il livello di occupazione dipendeva dalla spesa totale e non dalla produttività.


James Tobin è stato un economista keynesiano che ha sviluppato la teoria della “tassa sulle transazioni finanziarie”, nota anche come “Tassa Tobin”. Questa tassa avrebbe tassato le transazioni finanziarie come gli acquisti di valute, con l’obiettivo di ridurre la volatilità dei mercati finanziari.


Paul Samuelson è stato uno dei maggiori esponenti della sintesi neoclassica keynesiana. Ha cercato di unire le teorie della domanda aggregata di Keynes con le teorie microeconomiche neoclassiche. Samuelson ha sviluppato il modello di economia keynesiana, che ha fornito la base per l’economia moderna.


Hyman Minsky è stato un economista che ha sviluppato la teoria della “finanza instabile”. Secondo Minsky, l’economia è ciclica e le crisi finanziarie sono inevitabili. Minsky ha anche sostenuto che l’intervento dello Stato era necessario per prevenire le crisi finanziarie.

In sintesi, la teoria keynesiana ha avuto un impatto significativo sull’economia moderna, e i suoi principali esponenti hanno contribuito a sviluppare idee innovative che hanno avuto un impatto duraturo sulla disciplina.

 

Quale è l’idea centrale della macroeconomia keynesiana?


L’idea centrale della macroeconomia keynesiana è che l’economia può trovarsi in uno stato di equilibrio a livelli di occupazione inferiori rispetto al pieno impiego delle risorse. In altre parole, secondo la teoria di Keynes, l’economia può rimanere bloccata in una situazione di disoccupazione involontaria, in cui ci sono lavoratori disponibili a lavorare ma non ci sono abbastanza posti di lavoro disponibili per loro.

Secondo la teoria di Keynes, questo accade perché la spesa totale nell’economia può non essere sufficiente per stimolare la creazione di nuovi posti di lavoro. In una situazione del genere, il settore privato potrebbe non investire abbastanza per creare occupazione, poiché non ci sono abbastanza consumatori che acquistano i loro prodotti. Di conseguenza, l’economia potrebbe rimanere in uno stato di disoccupazione involontaria a lungo termine.

Keynes ha sostenuto che il governo ha un ruolo importante da svolgere in questa situazione, intervenendo con la spesa pubblica per stimolare la domanda aggregata nell’economia. In altre parole, il governo dovrebbe aumentare la spesa pubblica per creare occupazione e stimolare la crescita economica. In questo modo, l’economia può uscire dalla situazione di disoccupazione involontaria e raggiungere il pieno impiego delle risorse.

In sintesi, l’idea centrale della macroeconomia keynesiana è che l’economia può rimanere bloccata in una situazione di disoccupazione involontaria a lungo termine, ma che il governo può intervenire per stimolare la creazione di nuovi posti di lavoro e raggiungere il pieno impiego delle risorse.

Conclusioni

In sintesi, la teoria di Keynes ha avuto un impatto significativo sull’economia moderna e sulla politica economica. La teoria sostiene che il governo dovrebbe intervenire nell’economia per stimolare la spesa totale e creare occupazione durante le recessioni. Tuttavia, ci sono anche critiche alla teoria di Keynes, che suggeriscono che il governo dovrebbe limitare il proprio intervento e che la politica fiscale e monetaria possono avere effetti negativi sull’economia. In definitiva, la teoria di Keynes ha ancora un impatto significativo.

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