Agenzia delle entrate
L’invio delle fatture elettroniche deve avvenire nel rispetto dei termini previsti dalla legge. Tuttavia, può succedere di dimenticare o ritardare l’invio di una fattura elettronica. In questi casi, è importante sapere quali sono le sanzioni previste per la fattura elettronica inviata in ritardo o non inviata affatto.

Termini di emissione e invio fattura elettronica immediata

 

la fattura elettronica immediata è emessa e trasmessa telematicamente in formato XML tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.

I termini di emissione e invio della fattura elettronica immediata dipendono dal tipo di operazione effettuata e dalla categoria di soggetto coinvolto. In particolare:

  • Se l’operazione è soggetta a ritenuta d’acconto, la fattura elettronica immediata deve essere emessa entro il momento in cui si effettua il pagamento dell’importo soggetto a ritenuta. L’invio deve avvenire entro il giorno lavorativo successivo al momento dell’emissione.

  • Se l’operazione non è soggetta a ritenuta d’acconto e il destinatario è un soggetto privato (cioè non un’impresa o un professionista), la fattura elettronica immediata deve essere emessa entro il momento della consegna dei beni o della prestazione del servizio. L’invio deve avvenire entro il giorno lavorativo successivo all’emissione.

  • Se l’operazione non è soggetta a ritenuta d’acconto e il destinatario è un’impresa o un professionista, la fattura elettronica immediata deve essere emessa entro il termine del mese successivo a quello della consegna dei beni o della prestazione del servizio. L’invio deve avvenire entro il giorno lavorativo successivo all’emissione.

In ogni caso, è sempre possibile emettere e inviare la fattura elettronica immediata in anticipo rispetto ai termini sopra indicati

Scadenza invio fattura elettronica differita

 

La scadenza per l’invio della fattura elettronica differita dipende dalla modalità di emissione della fattura stessa.

Se la fattura elettronica differita è emessa a seguito di un documento che non ha valore fiscale (ad esempio un contratto), la scadenza per l’invio è entro il 15 del mese successivo a quello di emissione del documento.

Se invece la fattura elettronica differita è emessa a seguito di un documento con valore fiscale (ad esempio una ricevuta fiscale), la scadenza per l’invio è entro il 15 del secondo mese successivo a quello di emissione del documento.

È importante ricordare che l’invio della fattura elettronica differita deve avvenire entro questi termini per essere considerata valida ai fini fiscali.

Le sanzioni per l’invio in ritardo della fattura elettronica

 

In caso di invio tardivo o di mancato invio della fattura elettronica, il soggetto passivo può essere soggetto a sanzioni amministrative. Le sanzioni applicabili in caso di errata o omessa fatturazione delle fatture elettroniche sono previste dall’articolo 6 del D.Lgs. 471/1997 e sono le seguenti:

Omissione/tardiva/errata fatturazione: sanzione dal 90% al 180% con un minimo di 500 euro.
Violazione della fatturazione che non modifica la liquidazione IVA: sanzione da 250 euro a 2.000 euro.
Violazione della fatturazione di operazioni non imponibili, esenti, non soggette a IVA: sanzione da 50 euro a 400 euro.
In caso di invio tardivo, la sanzione sarà determinata in base ai giorni di ritardo e alla tipologia di fattura emessa. Il calcolo della sanzione avviene moltiplicando il numero di giorni di ritardo per il valore giornaliero previsto dalla legge. Il valore giornaliero della sanzione è pari allo 0,2% dell’importo totale della fattura, con un minimo di 25 euro e un massimo di 2.000 euro.

Ad esempio, se una fattura di importo totale di 1.000 euro viene trasmessa in ritardo di 5 giorni, la sanzione sarà calcolata come segue:

Valore giornaliero della sanzione: 0,2% di 1.000 euro = 2 euro
Sanzione totale per 5 giorni di ritardo: 5 giorni x 2 euro = 10 euro
In questo caso, la sanzione totale sarebbe di 10 euro.

Le sanzioni amministrative previste sono cumulabili, e il loro importo complessivo non può superare l’importo della fattura stessa. In ogni caso, è importante ricordare che la fattura elettronica in ritardo non costituisce prova di spesa ai fini fiscali fino al momento in cui non è stata trasmessa correttamente allo SdI.

È importante rispettare i termini di emissione e di invio della fattura elettronica per evitare sanzioni amministrative e ritardi nella contabilizzazione della spesa. In caso di dubbi o problemi, è possibile rivolgersi a un professionista del settore o contattare l’Agenzia delle Entrate per ricevere assistenza.

Qual è il codice tributo da utilizzare nel caso di sanzioni per ritardata comunicazione?

Come  si evince dall’Articolo 1, commi da 174 a 178, della Legge 29 dicembre 2022, n. 197. I codici tributo da utilizzare per i versamenti sono stati approvati con la risoluzione n. 6/E del 14 febbraio 2023. Le modalità di versamento delle sanzioni ridotte, in un’unica soluzione o a rate, anche tramite compensazione, sono illustrate nella circolare n. 2/e del 27 gennaio 2023 cui si rinvia. il codice tributo da utilizzare è 8911

Conclusioni


La fatturazione elettronica è una pratica che deve essere svolta con precisione e puntualità, rispettando i termini previsti dalla legge. In caso di invio di una fattura elettronica in ritardo o non invio della stessa, sono previste sanzioni. Per evitare problemi con l’invio delle fatture elettroniche, è importante conoscere i termini e le procedure corrette per l’emissione e l’invio delle fatture elettroniche.

Esempio di lettera con richiesta da parte dell’Agenzia delle Entrate di mettersi in regola.

Gentile Contribuente,

desideriamo informarla che abbiamo riscontrato una possibile anomalia sul rispetto dei tempi per l’emissione delle fatture relative al 2021.

In particolare, dai dati in nostro possesso risultano delle fatture emesse oltre i termini previsti dall’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972.

Se le operazioni da lei effettuate rientrano in casistiche particolari (come per esempio quelle previste dall’articolo 73 del D.P.R. n. 633/72) la invitiamo a non tenere conto di questa comunicazione. Può verificare i dati da noi utilizzati consultando il prospetto di dettaglio disponibile, anche in formato excel, nell’Area riservata del sito www.agenziaentrate.gov.it (sezione Cassetto fiscale > L’Agenzia scrive) e nel portale Fatture e Corrispettivi (Consultazione > Fatture elettroniche e altri dati IVA).

Se ritiene che le nostre informazioni non siano corrette, può comunicarci questa circostanza telefonando al numero verde 800.90.96.96 da telefono fisso oppure allo 06/96668907 da cellulare, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 (opzione Servizi con operatore > comunicazioni per l’adempimento spontaneo) e trasmettere eventuale documentazione a supporto in formato elettronico attraverso il canale di assistenza CIVIS (le istruzioni sono riportate sul foglio allegato). Può, inoltre, contattare la Direzione Provinciale a lei più vicina, prioritariamente via PEC, email o telefono. I recapiti sono disponibili al seguente link: https:// www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/siti-web-regionali.

Se, invece, ritiene che le nostre informazioni siano corrette, può regolarizzare le anomalie segnalate con le diverse forme di definizione previste dalla Legge n. 197/2022, versando, entro il 31 marzo 2023, una somma pari a 200 euro per il periodo d’imposta 2021, cui si riferiscono le violazioni, se le stesse non hanno inciso sulla corretta determinazione e liquidazione del tributo2 o versando, entro la stessa data, un diciottesimo delle sanzioni ordinariamente previste per la mancata o tardiva emissione della fattura3, se le violazioni

  • Costo in base al piano tariffario applicato dal proprio
  • Articolo 1, commi da 166 a 173, della Legge 29 dicembre 2022, n. 197. I codici tributo da utilizzare per i versamenti sono stati approvati con la risoluzione n. 6/E del 14 febbraio 2023. Le modalità di versamento dei 200 euro, in un’unica soluzione o a rate, sono illustrate nella circolare n. 2/e del 27 gennaio 2023 cui si rinvia.
  • Sanzioni per mancata o tardiva emissione della fattura (articolo 6 del Dlgs n. 471/1997), per ciascuna violazione:
    • tra il novanta e il centoottanta per cento dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato (comma 1, primo periodo e comma 4);
    • da euro 250 a euro 2.000 quando la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo (comma 1, ultimo periodo);
    • tra il cinque e il dieci per cento dei corrispettivi non documentati “nel caso di operazioni non imponibili, esenti, non soggette ad IVA o soggette all’inversione contabile. Tuttavia, quando la violazione non rileva neppure ai fini della determinazione del reddito si applica la sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000” (comma 2).

Nei casi previsti dai commi 1, primo e secondo periodo, 2, primo periodo, 2-bis, primo periodo, 3, primo e secondo periodo, e 3-bis la sanzione non può essere inferiore a euro 500 (comma 4, articolo 6 del Dlgs n. 471/1997).

hanno invece inciso sulla dichiarazione annuale4. In alternativa, può regolarizzare la sua posizione mediante il ravvedimento operoso (articolo 13 del Dlgs n. 472/1997), beneficiando della riduzione delle sanzioni ordinarie. Le sanzioni sono ridotte in base alla tempestività con cui regolarizzerà la sua posizione5. Se decide di non aderire alla definizione agevolata (Legge n. 197/2022) e al ravvedimento operoso (art. 13 del Dlgs n. 472/1997), sarà l’ufficio a contestare le violazioni commesse, applicando le sanzioni ordinariamente previste.

La ringraziamo per la collaborazione e le inviamo i nostri saluti.

                                                                                                          LA DIRETTRICE CENTRALE

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