Cessione del quinto

Il TFR minimo per la cessione del quinto è l’ammontare minimo del trattamento di fine rapporto necessario per poter erogare il finanziamento ai dipendenti privati.

Paragrafi

Cos’è la cessione del quinto dello stipendio?

La cessione del quinto è un prestito non finalizzato in cui la cifra da restituire alla banca viene detratta dalla busta paga:

Quindi per avere questa linea di credito bisogna essere lavoratori dipendenti a tempo indeterminato o determinato.

Il piano di ammortamento non va oltre i 10 anni, e come garanzia solitamente si sottoscrive una polizza assicurativa che copre rischi come quello di perdita dell’impiego o di morte. 

Cos’è il TFR o trattamento di fine rapporto?

Il Trattamento di Fine Rapporto è la cosiddetta liquidazione: una parte di retribuzione che è rimandata al momento in cui viene interrotta la relazione professionale. In linea di massima, si riceve il TFR insieme all’ultima busta paga.

Per il TFS, il trattamento di fine servizio dovuto ai dipendenti pubblici il tempo delle liquidazione occorre più tempo fino ad un massimo di 24 mesi.

L’importo  del TFR cresce in modo proporzionale agli anni di lavoro prestato.

Pertanto  l’importo è minore per i neoassunti. Il trattamento di fine rapporto è pagato dal datore di lavoro e, nella maggioranza delle situazioni, è calcolato sommando gli stipendi lordi mensili e dividendoli poi per 13,5.

La liquidazione così ottenuta può essere utilizzata come garanzia. La cessione del quinto con TFR è conveniente per coloro che non vogliono firmare una polizza assicurativa, tenendo conto che gli istituti di credito chiedono conferme.

Polizze assicurative e cessione del quinto

La cessione del quinto è coperta per legge da due polizze. Una a tutela del rischio impiego e l’altra a tutela del rischio premorienza.

La prima serve a mettere in sicurezza la banca o finanziaria che ha erogato il prestito dal rischio di insolvenza legato alla perdita del lavoro. La seconda tutela l’ente creditore in caso di decesso del debitore prima della conclusione del piano di ammortamento.


La compagnia assicuratrice che emette la polizza contro il rischio impiego, nel caso di dipendenti privati, richiede che il cliente abbia accantonato una quota minima di TFR per poter coprire il prestito con la polizza.


Se il cliente non dispone di questo ammontare minimo la compagnia non emette la polizza e la cessione del quinto non può essere erogata.

A quanto ammonta questa quota minima di TFR? 

Per i dipendenti pubblici e statali non ci sono particolari limitazioni. La garanzia della solidità del datore di lavoro (Ente pubblico o Stato) è sufficiente a garantire la solvibilità del finanziamento.


Per quanto riguarda i dipendenti privati (con contratto a tempo indeterminato), è richiesto anche il TFR a garanzia.

Solitamente l’ammontare minimo del TFR che viene richiesto deve corrispondere almeno a 6 mesi di anzianità lavorativa.

Questo è sufficiente a garantire all’ente assicurativo che, in caso di licenziamento del lavoratore, la somma potrà essere coperta almeno in parte dal TFR accumulato.


Le diverse compagnie assicurative possono avere differenti politiche ma generalmente il periodo minimo di assunzione richiesto è di sei mesi.


Alcune compagnie, in presenza di aziende di un certo rilievo come alcune SPA, tali da avere una solidità garantita, non hanno bisogno del TFR a copertura del prestito. Sono generalmente casi che vengono valutati singolarmente in base alle politiche dei differenti enti assicuratori.

 

TFR minimo: il moltiplicatore cos’ è?

Alcune compagnie, oltre a stabilire un quantitativo minimo di TFR accumulato, indicano anche un importo massimo che può essere restituito, stabilito in base all’ammontare del TFR stesso.

Questo importo è dato dal moltiplicatore.

Ad esempio, in presenza di un moltiplicatore 3 x 1, il montante lordo massimo (l’importo che il cliente dovrà restituire a fine piano ammortamento) può essere pari al massimo a tre volte il TFR accumulato.

Quindi, con un TFR accumulato pari a 5.000€ e in presenza di un moltiplicatore 3 x 1, il montante lordo non potrà superare i 15.000€.

 

Si applica il limite della cessione del quinto con il TFR?

Secondo la Cassazione la risposta è no.

Il vincolo non è presente nella cessione del quinto con TFR.

Il TFR non è un credito personale ma previdenziale e il suo trasferimento non è vietato (come accade per il salario). Non ci sono limiti alla cessione del quinto con TFR che non ha carattere di continuità e viene erogato in una soluzione.

Cosa devo sapere prima di richiedere la cessione del quinto?


Occorre  valutare come la rinuncia a una quota del tuo stipendio o della tua pensione potrebbe incidere sulla tua quotidianità e sui tuoi impegni futuri

Tieni presente che durante il corso del finanziamento potrebbero accadere imprevisti, come ad esempio spese per la casa, per i figli, che implicano nuove uscite.

Trattandosi di una forma di credito non finalizzato, fai attenzione a utilizzare i finanziamenti per spese veramente importanti e non per la gestione delle spese quotidiane.

Confronta le offerte presenti sul mercato leggendo le loro caratteristiche sui fogli informativi. Per orientarti puoi anche consultare motori di ricerca che confrontano le offerte.

Per confrontare le offerte utilizza anche il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), che tutti gli intermediari devono pubblicare.

Considera che è obbligatoria  l’assicurazione (come abbiamo già scritto) che tuteli in caso di eventi negativi quali il decesso o la perdita del lavoro. Valuta come il costo dell’assicurazione incide sul costo del finanziamento.

Assicurati di aver compreso tutte le componenti di costo, anche quelle collegate all’eventuale estinzione anticipata del finanziamento.

Se qualcosa non ti è chiaro chiedi sempre chiarimenti perché è un tuo diritto.

Verifica che il finanziatore sia autorizzato a svolgere attività di concessione di finanziamenti (Verifica gli estremi dell’iscrizione agli Elenchi della Banca d’Italia, che trovi nella carta intestata del finanziatore che puoi agevolmente verificare sul sito della Banca d’Italia).

Controlla che anche l’intermediario del credito come gli agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi di cui si serve il finanziatore sia iscritto negli elenchi tenuti dall’Organismo degli agenti e dei mediatori (anche in questo caso gli estremi dell’iscrizione sono nella carta intestata dell’intermediario e verificabili normalmente sul sito.

Informati se è  prevista una penale per poter recedere al prestito del quinto  e  nel caso sia presente valuta attentamente il costo.

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