Codice tributo 3972

 

Codice Tributo 3972

Codice tributo 3972 denominato IMPi  Imposta immobiliare sulle piattaforme marine –
INTERESSI DA ACCERTAMENTO  COMUNE

L’articolo 38, comma 1, del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con
modificazioni dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157, prevede che a decorrere dall’anno 2020
è istituita l’imposta immobiliare sulle piattaforme marine (IMPi) in sostituzione di ogni altra
imposizione immobiliare locale ordinaria sugli stessi manufatti.
Il comma 3 del citato articolo 38 del decreto-legge n. 124 del 2019, prevede che
l’imposta è calcolata ad aliquota pari al 10,6 per mille, ed è riservata allo Stato la quota di
imposta calcolata applicando l’aliquota pari al 7,6 per mille.

Il successivo comma 4 dispone che i comuni cui spetta il gettito dell’IMPi sono
individuati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il
Ministro dell’interno, con il Ministro della difesa e con il Ministro dello sviluppo
economico, da emanarsi previa intesa in sede di Conferenza Stato-Città ed autonomie locali,
e sono altresì ivi stabiliti i criteri e le modalità di attribuzione e di versamento, nonché la
quota del gettito spettante ai comuni individuati.

Con decreto del 28 aprile 2022 del Ministro dell’economia e delle finanze, di
concerto con il Ministro dell’interno, con il Ministro della difesa e con il Ministro della
transizione ecologica sono stati individuati i comuni cui spetta il gettito dell’IMPi.
Tanto premesso, per consentire il versamento, mediante il modello F24, dell’IMPi a
favore dei comuni cui spetta il gettito dell’imposta derivante dall’applicazione dell’aliquota
Divisione Servizi del 3 per mille e le maggiori somme dovute a titolo di imposta, interessi e sanzioni,
derivanti dallo svolgimento delle attività di accertamento e riscossione svolte dai comuni cui
spetta, ai sensi del comma 6 dello stesso art. 38, il relativo gettito, sono istituiti 

 

Cos’è l’IMU?

L’IMU è l’imposta Municipale Unica, entrata in vigore nel 2012, in anticipo rispetto alle previsioni. Sostituisce l’ ICI, Imposta Comunale sugli Immobili, che dal 2008 non era più dovuta sulle prime case e relative pertinenze. Al contrario, con l’IMU tornano ad essere tassate anche queste ultime, sebbene in misura inferiore rispetto alle seconde abitazioni.

Chi non deve pagare l’IMU?

Dal 1° gennaio 2014 sono esenti dal pagamento dell’IMU i possessori delle abitazioni principali accatastate nelle categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7 e delle relative pertinenze. Quindi le uniche abitazioni principali per cui è ancora dovuta l’imposta sono quelle accatastate nelle cosiddette categorie “di lusso”: A/1, A/8 e A/9.

Per abitazione principale si intende l’immobile “nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente”. Ciò significa che mancando anche uno di questi due requisiti, dimora fisica o residenza anagrafica, l’immobile è automaticamente considerato come seconda casa, e in quanto tale soggetto a IMU.

Per pertinenze dell’abitazione principale si intendono invece esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle medesime categorie. Ad esempio, nel caso di due pertinenze accatastate in C/2, l’esenzione dall’IMU vale soltanto per una.

 L’IMU non deve essere pagata per i seguenti immobili:

le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
gli alloggi sociali;
la casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
l’unico immobile posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso.

 Dal 2016 infatti sono esenti dall’IMU anche i terreni agricoli ubicati nei Comuni elencati nella Circolare n. 9 del Ministero delle Finanze datata 14 giugno 1993. In più sono esenti i terreni agricoli:

posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali indicati nell’articolo 1 del decreto legislativo 99 del 2004, iscritti nella previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione;
ubicati nei Comuni delle isole minori indicati nell’allegato A della legge 448 del 2001;
a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.

Codici tributo IMPi

Codice tributo 3971 denominato “IMPi – Imposta immobiliare sulle piattaforme marine –
COMUNE”;
“3972” denominato “IMPi – Imposta immobiliare sulle piattaforme marine –
INTERESSI DA ACCERTAMENTO – COMUNE”;
“3973” denominato “IMPi – Imposta immobiliare sulle piattaforme marine –
SANZIONI DA ACCERTAMENTO – COMUNE”;
Resta fermo l’utilizzo del codice tributo già istituito con risoluzione n. 77/E del 2
dicembre 2020, per il versamento della quota riservata allo Stato:
codice tributo 3970 denominato “IMPi – Imposta immobiliare sulle piattaforme marine –
STATO”.
Si precisa che, in caso di ravvedimento, le sanzioni e gli interessi sono versati
unitamente all’imposta dovuta

Quando si versa il codice tributo 3972?

La dichiarazione, cartacea o telematica, deve essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta.

Le dichiarazioni relative all’anno di imposta 2022 devono essere presentate entro il 31.12.2023. Restano comunque valide le dichiarazioni già presentate per l’anno di imposta 2021, nel solo caso in cui i dati dichiarati non differiscono da quelli richiesti nel nuovo modello dichiarativo.

Limitatamente all’IMPi, le dichiarazioni sono presentate a decorrere dall’anno d’imposta 2022.

Come si versa il tributo 3972?

Per mezzo del servizio presente nell’area riservata del soggetto passivo IVA presente sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate Modello F24 con modalità telematiche, direttamente oppure tramite intermediario (nel caso di utilizzo di crediti in compensazione di cui alla risoluzione n. 110/E del 31/12/2019, oppure in caso di modello F24 a saldo zero, il modello F24 deve essere presentato esclusivamente utilizzando i servizi “F24 web” o “F24 online” dell’Agenzia delle Entrate, attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel; negli altri casi, il modello F24 può essere presentato anche mediante i servizi di internet banking messi a disposizione da banche, Poste Italiane e altri prestatori di servizi di pagamento convenzionati con l’Agenzia delle Entrate).

Sezione modello F24 da compilare: ERARIO

 

 

Come compilare il modulo F24 codice tributo 3972

Importo: 3.000,00 Euro
Anno di imposta: 2022
Comune competente per l’imposta : Reggio Emilia
Numero immobili: 2
Pagamento in acconto

.

SEZIONE IMU ED ALTRI TRIBUTI LOCALI Id Operazione  
codice ente/
Ravv
Imm
Acc
Saldo
num
codice tributo
rateazione/
anno di
importi a debito
 
importi a credito SALDO (G – H)
codice comune var immob mese rif. riferimento versati compensati
-1 H223 -2   -3   -4 X -5   -6 2 -7 3972 -8   -9 2022 -10 3.000,00 -11  
                         
                         
                         
Detrazione TOTALE  G -12   H -13   -14  
-15    
                                         

.

Come compilare i campi dell’ F24

(1) codice ente/codice comune: Codice comune (Tabella dei Codici Catastali dei Comuni), nell’esempio H223
(2) ravv.: barrare la casella in caso di ravvedimento
(3) immob. variati: barrare se sono intervenute variazioni per uno o più immobili che richiedono la presentazione della dichiarazione di variazione
(4) acc.: barrare la casella se il pagamento si riferisce all’acconto
(5) saldo: barrare la casella se il pagamento si riferisce al saldo. Se il pagamento è effettuato in un unica soluzione barrare entrambe le caselle
(6) numero immobili: indicare il numero degli immobili (massimo 3 cifre), nell’esempio 2
(7) codice tributo: indicare 3972
(8) rateazione/mese rif: non compilare
(9) anno di riferimento: Anno d’imposta per cui si effettua il pagamento, nell’esempio 2022
(10) importi a debito versati: indicare l’importo a debito, nell’esempio 3.000,00
(11) importi a credito compensati: non compilare
(12) TOTALE G: somma degli importi a debito indicati nella sezione IMU e Altri Tributi Locali
(13) TOTALE H: somma degli importi a credito indicati nella sezione IMU e Altri Tributi Locali, non compilare se non sono presenti importi a credito
(14) SALDO (G-H): indicare il saldo (TOTALE G – TOTALE H)
(15) detrazione: non compilare

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