Opzione donna

 

Opzione donna: pensione anticipata anche per il 2023

Opzione donna è stata introdotta con la legge 234 del 2004 e più volte prorogata fino alle leggi di bilancio 2021 e 2022  ha rappresentato la possibilità offerta alle lavoratrici dipendenti di anticipare la pensione al compimento dei 58 anni e alle lavoratrici autonome dei 59, in entrambi i casi con 38 anni di anzianità contributiva.

Una misura, pensata per conciliare vita familiare e lavorativa, che nei primi nove mesi del 2022 ha consentito a 18.273 donne di uscire dal mondo del lavoro.

I dati del monitoraggio INPS sui flussi di pensionamento, pubblicato lo scorso ottobre, ci mostrano che nel 2021 opzione donna è stata utilizzata da 20.641 donne ed è probabile che entro dicembre 2022 si superino i pensionamenti del 2021.

I requisiti di Opzione Donna 2023 sono:

58 anni di età, almeno due figli e 35 anni di contributi;
59 anni di età, un figlio e 35 anni di contributi;
60 anni di età, senza figli e 35 anni di contributi.

60 anni di età come limite anagrafico per tutte le lavoratrici, lo sconto di un anno, fino a un massimo di due, per ogni figlio per coloro che svolgono attività di caregiver nei confronti del coniuge o di un parente di secondo grado o un invalido oltre il 74%

Il Governo ha esteso la riduzione dell’età anagrafica legata al numero dei figli per due categorie di soggetti:

alle lavoratrici licenziate;
o alle lavoratrici dipendenti da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto ministeriale per crisi aziendale.

Il calcolo dell’assegno di pensione avverrà anche nel 2023, con il sistema contributivo.

La pensione subirà una decurtazione di stimata intorno al 20%-30% e sarà pagata dopo 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti o dopo 18 (per le lavoratrici autonome), dopo la finestra mobile.

Le lavoratrici dipendenti che faranno domanda di opzione donna dovranno cessare dal rapporto di lavoro ed aver raggiunto un’anzianità contributiva totale di 35 anni, cumulando la contribuzione versata a qualsiasi titolo al netto di periodi di malattia o disoccupazione.

Per avere certezza delle nuove regole bisognerà attendere l’approvazione in Parlamento della manovra di bilancio.

Per utilizzare Opzione Donna nel 2023, sarà necessario aver maturato i requisiti di età e di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2022.

Come fare domanda per la pensione Opzione Donna

Per effettuare la domanda servono le credenziali di accesso (, SPID o Carta nazionale dei servizi) e si può compilare e inviare la domanda telematica di accesso alla pensione disponibile fra i servizi on line, sul sito www.INPS.it, nella sezione :

Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”.

Una volta effettuato l’accesso e scelta l’opzione “NUOVA DOMANDA” nel menù di sinistra, occorre selezionare in sequenza:
– per la pensione anticipata c.d. opzione donna: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Contributivo sperimentale lavoratrici”.
Devono essere selezionati, in tutti e tre i casi, il Fondo e la Gestione di liquidazione.

La domanda può, essere presentata anche dai Patronati e da altri soggetti abilitati alla intermediazione delle istanze di servizio all’INPS ovvero, in alternativa, può essere presentata utilizzando il servizio del Contact center telefonico INPS.

 

Cristallizzazione del diritto cos’ è?

Il principio della “Cristallizzazione del Diritto alla Pensione”  Afferma che si può accedere al pensionamento anticipato anche successivamente alla scadenza del regime opzionale .

Ad esempio, una lavoratrice che abbia maturato i requisiti entro il 2021 può accedere al regime di Opzione Donna anche dopo la data di apertura della relativa finestra mobile. L’indicazione è stata sancita nel messaggio INPS n. 9231/2014.

 

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