esonero contributivo


L’esonero contributivo è una riduzione del carico dei versamenti previdenziali a carico del lavoratore che aumenta l’importo netto della busta paga.

Cos’è l’esonero contributivo?

Con esonero contributivo si indica la possibilità di non versare parte della contribuzione previdenziale, cioè quella quota di reddito che si versa per assicurarsi una copertura nel caso di malattia, maternità e disoccupazione, oltre che per la pensione.

L’esonero consiste nel taglio di questa quota e si traduce quindi di conseguenza in un aumento del reddito disponibile a disposizione del lavoratore (se fatto sulla parte a carico di questo) o in una diminuzione di costi per il datore di lavoro.

Si tratta dunque di uno strumento che viene utilizzato dalle istituzioni per aiutare il lavoratore o per favorire le assunzioni in un’area  svantaggiata o con una determinata tipologia di contratto, come avvantaggiare il tempo indeterminato a scapito di contratti più flessibili che si vogliono rendere meno appetibili per il datore di lavoro.

Chi ne ha diritto e come funziona nel dettaglio

L’esonero contributivo per il 2022 è stato inserito dal governo con la Manovra di bilancio 2022, si tratta di un’agevolazione per i lavoratori dipendenti che punta ad alleggerire il carico dei contributi previdenziali da versare e di conseguenza a lasciare più soldi in busta paga.

Per far fronte alla situazione globale di incertezza e all’aumento dell’inflazione è stata introdotta una riduzione dello 0,8% dei contributi da versare e successivamente aumentata con il Decreto Aiuti bis dell’agosto  di 1,2 punti fino al 2% per il periodo che va dal 1° luglio al 31 dicembre 2022.

Per godere dell’esonero contributivo, cche viene riconosciuto direttamente in busta paga (senza farne richiesta) ai lavoratori dipendenti dal datore di lavoro, occorrè però  che la retribuzione imponibile mensile non superi i 2.692 euro, su 13 mensilità, e quindi una RAL, una Retribuzione annua lorda, inferiore a circa 35.000 euro.

La legge di bilancio 2022 (legge n. 234/2021 del 30 dicembre 2021, al comma 121) ha previsto per il solo anno 2022 un esonero contributivo per i lavoratori dipendenti che abbiano un reddito imponibile mensile massimo di 2.692 euro, compresa la tredicesima, cioè una retribuzione lorda annuale di circa 35.000 euro. La misura non viene riconosciuta ai rapporti di lavoro dei lavoratori domestici, che hanno un diverso sistema di esonero e quindi non sono contemplati da questa misura.

Il cosiddetto Decreto Aiuti bis (cioè il decreto legge n. 115 del 9 agosto 2022) ha poi innalzato al 2% la quota di esonero contributivo per il periodo di paga che va dal 1° luglio fino al 31 dicembre 2022, aumentando così la quota di esonero dell 1,2% proprio per far fronte alla complicata situazione dell’economia e all’aumento dell’inflazione.

Come ha spiegato l’Inps con la circolare n. 43 del 22 marzo 2022, l’esonero vale anche per la tredicesima e per questo la quota di 2.692 euro mensili dev’essere maggiorato, per il mese di dicembre, del rateo di tredicesima, innalzando di conseguenza il limite considerando questa voce.

Tutto questo significa che, per esempio, se la retribuzione imponibile ai fini previdenziali non supera la quota di 2.692 euro in un dato mese e la quota di contribuzione che spetta al lavoratore è del 9,19 per cento, segnala l’Inps, grazie all’esonero questa quota potrà dunque essere tagliata di 0,8 punti percentuali, e fissata quindi all 8,39%.

Grazie all’aumento introdotto dal Decreto Aiuti bis, per i mesi che vanno da luglio a dicembre 2022 la stessa quota sarà dunque del 7,19 %, dal momento che l’esonero contributivo è stato aumentato  fino ad avvivare ai 2 punti percentuali.

Se in un dato mese, per svariate motivi, il lavoratore supera il limite di 2.692 euro, l’esonero non spetta per quel mese specifico.

Altri articoli interessanti

Alfa di Jensen

Capital Asset Pricing Model

Altre guide di BullNBear le trovi qui:

Le Guide di Bull N Bear