imponibile previdenziale

 

Come si calcola l’imponibile previdenziale in busta paga


In busta si trova l’imponibile previdenziale solitamente in una sezione in basso, denominata Impon. Prev. oppure proprio Imponibile Previdenziale. L’importo è il risultato della somma di tutte le voci nell’elenco Competenze ad esclusione delle somme relative a TFR, risarcimento danni, previdenza complementare e le voci figurative INPS.

Su tale somma il datore di lavoro applica una percentuale e il risultato lo versa all’INPS. La percentuale di contributi INPS a carico del datore di lavoro ammonta al 32,7%.

C’è una nota importante da precisare: sulla busta paga è presente l’imponibile previdenziale, ma mancano i contributi che il dal datore versa all’INPS. In busta paga sono presenti solo i contributi INPS a carico del dipendente, ossia quelli che il datore di lavoro trattiene tua busta paga e che versa all’INPS.

All’INPS i contributi non li paga solo il datore di lavoro, ma anche il dipendente. L’azienda ogni mese calcola l’imponibile previdenziale e i contributi a suo carico e li versa all’INPS. Calcola anche i contributi a carico del lavoratore che scarica direttamente dalla busta paga e li versa all’INPS per conto del lavoratore e sono di norma indicati nella casella Contributi.

La percentuale di contributi a tuo carico del lavoratore  è pari a:

5,84% dell’imponibile INPS se apprendista;
9,19% se sei altro tipo di lavoratore (in alcuni casi la percentuale sale al 9,49%).

Ricapitolando, all’INPS vengono pagati i contributi sia del lavoratore che del datore di lavoro:

Il datore di lavoro paga una percentuale di contributi calcolata sull’imponibile previdenziale pari al 32,7%:
Il lavoratore  paga una percentuale pari al 9,19% (5,84% se sei apprendista e 9,49 solo in altri specifici casi).

Esempio

Supponiamo che sulla tua busta paga del signor Mario, alla voce Imponibile previdenziale sia indicato un importo pari a 20.000 euro. In questo caso:

Il  datore di lavoro, versa a suo carico (quindi non li trattiene dalla tua busta paga) il 32,70% di 20.000 euro, ossia 6.540 euro e li versa all’INPS;
Sempre il datore di lavoro calcola anche i contributi a carico del signor Mario, pari al 9,19% ossia 1.838 euro. Questi li scala dalla busta paga e li versa all’INPS.
I contributi versati dal datore di lavoro a suo carico non sono indicati in busta paga,  contrariamente di quelli a carico del lavoratore indicati nella casella Contributi.

Differenza tra l’imponibile fiscale e l’imponibile previdenziale

L’ Imponibile fiscale e l’imponibile previdenziale sono due cose completamente diverse:

L’imponibile previdenziale è la somma su cui si calcolano i contributi da versare all’INPS. Una parte sono a carico dell’azienda per cui lavori (aliquota pari al 32,70%), un’altra parte è a tuo carico (9,19%);
L’imponibile fiscale invece è la somma su cui si calcolano le tasse, ossia l’IRPEF e le addizionali regionali e comunali.
Inoltre, la somma calcolata sull’imponibile previdenziale rappresenta i contributi e quindi l’azienda li versa all’INPS a nome del lavoratore. La somma calcolata sull’imponibile fiscale rappresenta le tasse che l’azienda versa all’Agenzia delle Entrate, sempre a nome del lavoratore.

Quali voci sono escluse dall’imponibile previdenziale?

Vi sono degli elementi retributivi esclusi dalla base imponibile previdenziale e, quindi, non assoggettati a contribuzione; questi sono elencati tassativamente per legge:

somme corrisposte a titolo di trattamento di fine rapporto (TFR);
altre somme corrisposte in occasione della cessazione del rapporto di lavoro al fine di incentivare l’esodo dei lavoratori;
i proventi e le indennità ottenute a titolo di risarcimento danni;
le somme poste a carico di gestioni assistenziali e previdenziali obbligatorie per legge;
i contributi e le somme erogate alle forme di previdenza complementare.

Gli elementi riportati sopra non vanno considerati nel computo dell’imponibile su cui si calcoleranno, a loro volta, i contributi previdenziali.

Minimale e massimale: che cosa significano?

Va considerato, in rapporto all’imponibile dovuto all’INPS, che si è soggetti all’adeguamento a un minimale, cioè un imponibile minimo su cui verrà applicata la percentuale di contribuzione e a un massimale, superato il quale non vengono richiesti dall’INPS contributi. I valori minimi e massimi cambiano di anno in anno in base a rivalutazione.

Esistono due condizioni che influenzano il calcolo:

se la retribuzione effettiva risulta inferiore al minimale o a quella contrattuale, dovrà essere adeguata all’importo più elevato tra i due;
se la retribuzione effettiva risulta superiore al minimale o a quella contrattuale, la contribuzione si calcolerà sulla retribuzione effettiva.

Importante sottolineare che non si è tenuti al rispetto del minimale in caso di erogazione di prestazioni per cassa integrazione, malattia, maternità e infortunio.
Imponibile previdenziale per lavoro part-time e redditi esclusi

Come si calcola l’imponibile previdenziale per i lavoratori con contratto part-time?

In questo caso, il minimale da applicare è quello orario che si ottiene dal rapporto tra il minimale giornaliero e l’importo ottenuto dal numero di ore settimanali previste dal contratto a tempo pieno.

Per il dipendente retribuito con una misura mensile fissa che lavora in regime di settimana corta, andranno considerate sempre sei giornate di lavoro, mentre per il lavoratore retribuito ad ore, il sabato non lavorativo non andrà calcolato.

Determinazione della retribuzione Imponibile ai fini previdenziali assistenziali Cassa Edile

Il D.Lgs. 2-9-1997 n. 314 art. 6 comma 6 dispone:

“Le somme versate alle casse edili per ferie, gratifica natalizia e riposi annui sono soggette a contribuzione di previdenza e assistenza per il loro intero ammontare. Le somme a carico del datore di lavoro e del lavoratore versate alle predette casse ad altro titolo sono soggette a contribuzione di previdenza e assistenza nella misura pari al 15% del loro ammontare.”

La norma sopra riportata conferma il trattamento contributivo riservato agli accantonamenti e contribuzioni alle casse edili dall’articolo 9 della legge 1/6/91 n.166 e precedenti disposizioni e articolato sulle seguenti regole (confronta anche circolare INPS numero 125 del 5 maggio 1990 ):

a) totale imponibilità delle somme accantonate alle casse edili a titolo di ferie, gratifica natalizia e riposi annui, nonché, nella ipotesi in cui sia previsto localmente il contributo di mutualizzazione per i casi di malattia e infortunio di cui all’articolo 19, comma 11, del contratto collettivo nazionale di lavoro 5 luglio 1995;

b) assoggettamento a contribuzione nella misura del 15% del loro ammontare delle somme versate dal datore di lavoro e dal lavoratore alle casse edili per tutti gli altri titoli (contributo istituzionale complessivo, per 5/6 a carico del datore di lavoro e 1/6 a carico del lavoratore ai sensi dell’articolo 37, lett. A) del CCNL vigente, contributo per l’anzianità professionale edile e ogni altra contribuzione), con esclusione delle quote di adesione contrattuale e degli eventuali contributi associativi riscossi tramite la cassa edile.

Ai fini dell’applicazione del criterio sub b) con riferimento anche alla previsione normativa secondo la quale anche la quota del lavoratore va assoggettata a contribuzione nella misura pari al 15%, dovrà operarsi come segue:

dalla retribuzione lorda imponibile, determinata secondo le norme generali e comprensiva delle somme di cui alla lettera a), viene detratta la quota a carico del lavoratore a titolo di contribuzione di finanziamento alla cassa edile;

si somma alla retribuzione di cui sopra il 15% della contribuzione di cui alla lettera b) dovuta alla cassa edile (comprensiva delle quote del datore di lavoro e del lavoratore).

Per le ore di lavoro ordinario effettivamente prestate e le ore delle festività di cui al punto 3) dell’art. 18 del CCNL industria edile, nonché per le eventuali maggiorazioni per i capisquadra (che concorrono alla formazione dell’imponibile ai fini G.N.F. della Cassa Edile),

L’imponibile previdenziale può essere  calcolato secondo lo schema riportato nella tabella successiva:
% su Imp. GNF
Imponibile GNF – Cassa Edile + 100
Accantonamento Cassa Edile + 18,50
Permessi retribuiti (riduzione orario) + 4,95
Contributo C.E. a carico lavoratore – 0,375
Contributo C.E. a carico ditta e lavoratore
(15% del 2,25% su GNF) + 0,3375
Altri contributi a carico ditta
(APE, Fondo Sanitario, FIO, Formedil Cpt, Fondo prepensionamenti, ecc.)
(15% del 5,8%* su GNF) + 0,87
Totale + 124,2825

In pratica, avendo come riferimento l’imponibile GNF della Cassa Edile, per determinare l’imponibile previdenziale, basta aggiungervi il 24,2825 %; in tale semplificazione, non sono ovviamente comprese le altre voci imponibili (lavoro straordinario, eventuali indennità e altri elementi della retribuzione non soggetti ad accantonamenti per G.N.F., diaria, trasferta, ecc.), che vanno assoggettate, a seconda della loro natura, ciascuna nella misura prevista per legge.

Altri articoli interessanti

Alfa di Jensen

Capital Asset Pricing Model

Altre guide di BullNBear le trovi qui:

Le Guide di Bull N Bear