codice tributo Tefa

Codice Tributo TEFA

 Codice tributo TEFA  tributo per l’esercizio delle funzioni ambientali.  E’  stato istituito dal Legislatore a fronte dell’esercizio delle funzioni amministrative di interesse provinciale, riguardanti l’organizzazione dello smaltimento dei rifiuti, il rilevamento, la disciplina ed il controllo degli scarichi e delle emissioni e la tutela, difesa e valorizzazione del suolo.

Il TEFA, date le caratteristiche normative volute dal Legislatore, è un tributo incassato dai singoli Comuni contestualmente alla tassa/tariffa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU/TIA fino al 2012, Tares 2013 e Tari 2014).

Con apposita Delibera, da adottarsi entro il mese di ottobre di ciascun anno per l’anno successivo, viene determinato il tributo, in misura compresa tra l’1% ed il 5% delle tariffe per unità di superficie ai fini della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani applicate dai Comuni.

Il tributo è liquidato e iscritto al ruolo dai Comuni contestualmente alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e con l’osservanza delle relative norme per l’accertamento, il contenzioso, la riscossione e le sanzioni. Al Comune spetta una commissione posta a carico della provincia impositrice, nella misura dello 0,30 per cento sulle somme riscosse, senza importi minimi e massimi.

L’ammontare del tributo, riscosso congiuntamente alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, previa deduzione della corrispondente quota del compenso della riscossione, è versato dal concessionario o dal Comune, in caso di gestione diretta.

L’ art. 1 co. 666 della Legge 147/2013 ha confermato l’applicazione del tributo ex art. 19 D.lgs. 504/1992 per quanto riguarda la “Tari” – Tassa sui rifiuti prevista dall’art. 1 comma 639 e seguenti della Legge 147/2013.

Fino al 2020, i versamenti del Tefa e della Tari o della tariffa avente natura corrispettiva sono effettuati cumulativamente, utilizzando esclusivamente i codici tributo relativi alla Tari e alla tariffa avente natura corrispettiva, senza distinguere la parte relativa al Tefa (cfr. risoluzioni n. 37/2013 e n. 42/2013, ri denominati con le risoluzioni n. 45/2014 e n. 47/2014)
a partire dall’anno d’imposta 2021, gli importi relativi al Tefa sono versati distintamente dalla Tari.

Altri codici tributo simili

 

Codice tributo Descrizione
TEFA TEFA – tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente
TEFN TEFA – tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente – interessi
TEFZ TEFA – tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente – sanzioni

Il pagamento TEFA tramite il nuovo sistema PagoPa

Secondo le nuove norme sugli incassi delle Pubbliche Amministrazioni, dal 2021  in poi  è già in vigore il nuovo metodo di pagamento PagoPa. Pertanto, anche TARI e TEFA possono essere incassati con PagoPa. Il nuovo sistema, però, seppur già operativo, potrebbe ancora essere alternativo al vecchio metodo con F24 sino a tutto il 2021. Dal 2022, però, il sistema di pagamento con PagoPa potrebbe essere obbligatorio per tutti i pagamenti da effettuare su ogni pubblica amministrazione.

Come si versa il tributo TEFA?

Per mezzo del servizio presente nell’area riservata del soggetto passivo IVA presente sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate Modello F24 con modalità telematiche, direttamente oppure tramite intermediario (nel caso di utilizzo di crediti in compensazione di cui alla risoluzione n. 110/E del 31/12/2019, oppure in caso di modello F24 a saldo zero, il modello F24 deve essere presentato esclusivamente utilizzando i servizi “F24 web” o “F24 online” dell’Agenzia delle Entrate, attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel; negli altri casi, il modello F24P può essere presentato anche mediante i servizi di internet banking messi a disposizione da banche, Poste Italiane e altri prestatori di servizi di pagamento convenzionati con l’Agenzia delle Entrate).

I dati da riportare sono i seguenti:

nel campo “codice ente/codice comune” si deve indicare il codice catastale del comune nel cui territorio sono situati gli immobili, come indicato dalla tabella presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
se il pagamento è effettuato a titolo di ravvedimento, occorre barrare l’apposita casella “Ravv.”;
nel campo “Numero immobili” deve essere indicato il numero degli immobili;
nel campo “rateazione/mese rif” si deve inserire il numero della rata nel formato “NNRR”: “NN” rappresenta il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate. Per il pagamento di unica rata si deve inserire il valore “0101”;
nel campo “Anno di riferimento” deve essere indicato l’anno d’imposta a cui si riferisce il pagamento, nel formato “AAAA”. In caso di ravvedimento si deve indicare l’anno in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata.

Sezione modello F24P da compilare: IMU e altri Tributi Locali

 

 

Come compilare il modulo F24 tributo TEFA

I passaggi da seguie sono:

Indicare il numero di immobili nella casella;
Nel campo “anno di riferimento” è necessario indicare l’anno d’imposta a cui fa riferimento il versamento. Nel caso si tratta di un ravvedimento, indicare l’anno in cui l’imposta sarebbe dovuta essere stata regolarmente versata.

Importo: 1000 Euro
Anno di imposta: 2021
Comune competente per l’imposta : Modena
Numero rate 2
Immobili 1

.

SEZIONE IMU ED ALTRI TRIBUTI LOCALI Id Operazione  
codice ente/
Ravv
Imm
Acc
Saldo
num
codice tributo
rateazione/
anno di
importi a debito
 
importi a credito SALDO (G – H)
codice comune var immob mese rif. riferimento versati compensati
(1) F257 (2)   (3)   (4) X (5)   (6) 1 (7) TEFA (8) 102 (9) 2021 (10) 500,00 (11)  
                         
                         
                         
Detrazione TOTALE  G (12)   H (13)   (14)  
(15)    
                                         

.

Come compilare i campi dell’ F24

(1) codice ente/codice comune: Codice comune (Tabella dei Codici Catastali dei Comuni), nell’esempio F257
(2) ravv.: barrare la casella in caso di ravvedimento
(3) immob. variati: barrare se sono intervenute variazioni per uno o più immobili che richiedono la presentazione della dichiarazione di variazione
(4) acc.: barrare la casella se il pagamento si riferisce all’acconto
(5) saldo: barrare la casella se il pagamento si riferisce al saldo. Se il pagamento è effettuato in un unica soluzione barrare entrambe le caselle
(6) numero immobili: non indicare
(7) codice tributo: indicare TEFA
(8) rateazione/mese rif: inserire 102 nel nostro esempio
(9) anno di riferimento: Anno d’imposta per cui si effettua il pagamento, nell’esempio 2021
(10) importi a debito versati: indicare l’importo a debito, nell’esempio 500
(11) importi a credito compensati: non compilare
(12) TOTALE G: somma degli importi a debito indicati nella sezione IMU e Altri Tributi Locali
(13) TOTALE H: somma degli importi a credito indicati nella sezione IMU e Altri Tributi Locali, non compilare se non sono presenti importi a credito
(14) SALDO (G-H): indicare il saldo (TOTALE G – TOTALE H)
(15) detrazione: non compilare

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