La Shrinkflation o sgrammatura dei prodotti è una tecnica di marketing che usano le aziende per “ingannare” il consumatore. Non si tratta di una pratica illecita, mae tende a non far percepire l’aumento di prezzo dei prodotti.

La spiegazione è più semplice del nome stesso il produttore crea delle confezioni con meno prodotto venduto però  allo stesso prezzo di prima.

Ad esempio il consumatore trova la stessa marca di

Pasta, caffè, dolci, mozzarelle  allo stesso prezzo di prima.

Allora si potrebbe pensare ma allora non cambia nulla. No cambia molto perchè in realtà il prezzo effettivo è aumentato ma noi non lo percepiamo. Per accorgercene dobbiamo guardare l’ etichetta e controllare se la quantità è diminuita rispetto alla confezione precedente.

La sgrammatura è legale?

L’Antitrust, autorità garante della concorrenza, ha aperto un’inchiesta a seguito di numerosi esposti che segnalavano casi di sgrammatura. Ma al momento è perfettamente legale.

Quali sono i prodotti  più soggetti a sgrammatura?

Il settore alimentare è quello più colpito da questo fenomeno. Secondo la UNC (Unione Nazionale Consumatori) i casi di sgrammatura nel settore alimentare hanno riguardato almeno 700 prodotti.

Con il settore dei dolci in prima fila: biscotti, cioccolato, zucchero, confetture e miele.

Ma facciamo altri esempi entrando nel dettaglio.

La mozzarella comprata non è da 125 grammi, come al solito, ma pesa 100 grammi.
La pasta che viene proposta in formati diversi da quelli consolidati, cioè 500 grammi o un chilo.
Le colombe pasquali che sono sempre state da 1 kg e sotto Pasqua erano da 750 grammi.
La confezione del caffè che all’improvviso non pesa 250 grammi ma 225.
Ancora più subdolo il caso del tè, perché la sorpresa si scopre solo a confezione aperta: ci sono 20 bustine invece di 25.
Stessa cosa avviene per le patatine con i tubi che ne contengono 10 o 15 di meno.
Anche i tortellini mantengono lo stesso prezzo nonostante il numero nella confezione sia inferiore.
Nel fare la spesa attenti a formaggi, latte, yogurt, succhi e bevande.

Perchè le aziende ricorrono alla sgrammatura?

Le aziende ricorrono alla sgrammatura sostanzialmente per due motivi il primo avendo subito un aumento di costi sulle materie prime cercano di utilizzarne il meno possibile. Il secondo è che non vogliono aumentare il prezzo al cliente finale o aumentarlo il meno possibile. Se si aumentano i prezzi dei prodotti si perdono clienti perchè gli stessi tenderanno ad acquistare meno o nel caso peggiore per i grandi marchi comprare altre marche meno costose. E’ difficile fidelizzare il cliente se lo stesso si spaventa e lo stesso non è disponibile a pagare un importo maggiore per lo stesso prodotto sarà indotto a ripensare la sua strategia acquisto e ad esempio potrebbe essere tentato a provare prodotti non di marca. Se questi prodotti saranno di suo gradimento non sarà più disponibile a pagare il maggior prezzo dovuto al brand. Quando effettuiamo un acquisto dobbiamo prendere una decisione, decidere è stressante per cui ci affidiamo ad un marchio. una volta scelto un marchio l’acquisto perde lo stress della decisione perchè è già stata presa scegliendo quel determinato brand. E’ per questo motivo che le grandi aziende non vogliono che il cliente rimetta in discussione la sua scelta .

 Come possiamo difenderci dalla sgrammatura?

Non è semplice Il problema è che, per quanto scorretta, la shrinkflation è una pratica difficile da individuare.  La variazione del rapporto tra quantità e prezzo non viene nascosta, ma semplicemente taciuta all’acquirente, la cui attenzione è deviata strategicamente da un involucro nuovo, talvolta giustificato dall’intento di una maggiore sostenibilità. In alcuni casi la confezione è mantenuta identica alla precedente, anche nelle dimensioni, nonostante il contenuto ridotto”. Un aspetto della sgrammatura shrinkflation, poco considerato, riguarda l’impatto ambientale di questa pratica. Ridurre il contenuto della singola confezione di un prodotto mantenendone inalterate le dimensioni esteriori significa aumentare la quantità di imballaggio e rendere meno ecologico il processo di confezionamento, lo stoccaggio e la mobilitazione della merce. Due confezioni di dimensioni ridotte sono più inquinanti di una sola confezione a grandezza standard perché a fronte di una minore grammatura di prodotto, si utilizza la stessa quantità di energia per il packaging, si produce più scarto di plastica, carta e altri involucri e si occupa spazio inutile nei container e nei camion utilizzati per il trasporto.

Con una maggiore attenzione al prezzo, non bisogna fissarsi sul prezzo della confezione ma occorre guardare ad esempio il prezzo al kilo o il prezzo al litro. Se rapportiamo il prezzo a una quantità standard ci accorgiamo immediatamente dell’ eventuale aumento  nascosto  del prezzo. Non è difficile bisogna solo allenarsi.

Una strategia di gruppo sarebbe quella di non acquistare prodotti in tagli non standard per cui niente confezioni di pasta da 440 grammi o lattine da 28 once invece della classiche da 33. appena le aziende si accorgeranno che calano le vendite di questa confezioni faranno subito retromarcia. Un consumatore attento è più difficile da ingannare.

Le guide di Bull N Bear

Bonus Carburante o Bonus Benzina

Le Guide di Bull N Bear

Cila superbonus

Superbonus 110 cessione del credito

4 1 vote
Article Rating
Bull N Bear

Pin It on Pinterest