Codice Tributo 1846

Imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo, sul canone di locazione relativo ai contratti aventi ad oggetto immobili a uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all’abitazione  Assistenza fiscale  Saldo

Cos’è la Cedolare secca?

La cedolare secca introdotta a partire dal 2011, rende possibile per o proprietari di immobili locati avvalersi di un’imposta alternativa all’ Irpef, più addizionali, bollo e di registro, 

Contratti per cui il canone massimo per metro quadrato viene fissato a livello comunale, tenendo conto delle singole zone, da accordi tra i rappresentanti dei proprietari di immobili e quelli degli inquilini. Visto che il prezzo concordato sarà inferiore a quello di mercato, il proprietario ottiene il beneficio di un’imposizione fiscale agevolata.

Quanto alla facoltà di avvalersi della cedolare secca, il proprietario è libero di optarvi ogni anno, a seconda della convenienza rispetto all’imposizione ordinaria. In generale, la cedolare secca potrebbe considerarsi più conveniente per i redditi medio alti, mentre per quelli medio bassi potrebbe anche non comportare un sostanziale beneficio per il proprietario, tenendo conto anche del divieto imposto dalle norme di rivalutare il canone di locazione, quando ci si avvale dell’imposta sostitutiva.

Quanto si paga la cedolare secca?

L’a cedolare secca si paga applicando un’aliquota del 21% sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti.

E’ prevista un’aliquota ridotta al 10% per i contratti di locazione a canone concordato relativi ad abitazioni ubicate:

nei comuni con carenze di disponibilità abitative (articolo 1, comma 1, lettere a) e b) del decreto legge 551/1988). Si tratta, in pratica, dei comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia e dei comuni confinanti con gli stessi nonché degli altri comuni capoluogo di provincia
nei comuni ad alta tensione abitativa individuati dal Cipe.

Il codice 1846 è compensabile?

No. L’articolo 17 del decreto legislativo n. 241/1997 dispone che la compensazione tramite modello F24 del credito annuale o relativo a periodi inferiori all’anno, per importi superiori a 5 mila euro annui, può essere effettuata a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione all’Agenzia delle entrate della dichiarazione o dell’istanza da cui il credito medesimo scaturisce.

A tal proposito,  il recente “decreto fiscale” collegato alla legge di bilancio 2020 ha esteso questa regola, ossia l’obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione da cui emerge l’eccedenza, anche ai crediti superiori a 5mila euro annui relativi alle imposte sui redditi e all’Irap, comprese le addizionali e le imposte sostitutive (articolo 3, comma 1, Dl n. 124/2019).

Quando si paga il tributo 1846?

Le scadenze e alle modalità di versamento dell’acconto e del saldo, sono simili a quelle previste per il versamento dell’Irpef. L’acconto è previsto nella misura del 95% dell’imposta versata nell’anno precedente, purché il suo importo non sia inferiore a 51,65 euro.

Esso è dovuto in un’unica soluzione entro il 30 novembre, se l’importo da versare non supera i 257,52 euro. Nel caso esso sia superiore, l’acconto può essere suddiviso in due rate, di cui la prima scade entro il 16 giugno e è pari al 40% del 95%, mentre la seconda scade il 30 novembre e è pari al restante 60% del 95%. Il saldo è dovuto entro il 16 giugno, insieme all’eventuale prima rata dell’acconto, oppure entro il 16 luglio, ma con una maggiorazione dello 0,4% a titolo di interesse verso il Fisco.

Il codice tributo 1846 è quello che il contribuente dovrà utilizzare per effettuare il saldo, ma a patto che si avvalga dell’assistenza fiscale, in caso contrario dovrà utilizzare il codice tributo 1842.

Come si versa il tributo 1846?

Per mezzo del servizio presente nell’area riservata del soggetto passivo IVA presente sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate

Con addebito su conto corrente bancario o postale,

Utilizzando il Modello F24 predisposto dall’Agenzia delle Entrate con modalità esclusivamente telematica. 

Sezione modello F24 da compilare: ERARIO

 

 

Come compilare il modulo F24 tributo 1846

 

Importo: 6.000,00 Euro
Anno d’imposta per cui si effettua il pagamento: 2022
mese di riferimento aprlie

.

SEZIONE ERARIO
IMPOSTE DIRETTE – IVA
RITENUTE ALLA FONTE
ALTRI TRIBUTI E INTERESSI
codice tributo   rateazione/regione/
prov./mese rif.
  anno di
riferimento
  importi a debito
versati
  importi a credito
compensati
  SALDO (A – B)
(1) 1846 (2)               104   (3) 2022 (4) 6000 (5)  
             
             
             
             
             
codice ufficio   codice atto             TOTALE    A (6)   B (7)   (8)  
(9)     (10)    

.

Come compilare i campi dell’ F24

(1) codice tributo: indicare 1846
(2) rateazione/regione/prov/mese rif: nell’ esempio aprile corrispondente al codice 104
(3) anno di riferimento: Anno d’imposta per cui si effettua il pagamento, nell’esempio 2022
(4) importi a debito versati: indicare l’importo a debito, nell’esempio 6.000,00
(5) importi a credito compensati: non compilare
(6) TOTALE A: somma degli importi a debito indicati nella Sezione Erario
(7) TOTALE B: somma degli importi a credito indicati nella Sezione Erario, non compilare se non sono presenti importi a credito
(8) SALDO (A – B): indicare il saldo (TOTALE A – TOTALE B)
(9) codice ufficio: non compilare
(10) codice atto: non compilare

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