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Si sente spesso parlare di extraprofitti ma cosa si intende

In economia l’eccedenza sul profitto normale del profitto effettivamente conseguito dalle imprese non marginali prende il nome di extraprofitto. Si tratta di un guadagno differenziale derivante dal fatto che il prezzo dello stesso prodotto sul mercato è unico, mentre i costi unitari medi delle singole imprese differiscono tra loro in conseguenza delle diverse capacità tecniche e organizzative degli imprenditori, di particolari situazioni di ubicazione, di disponibilità di brevetti e materie prime, di casuali circostanze di congiuntura. L’extraprofitto  deriva spesso da situazioni di mercato più che da meriti dell’imprenditore e può considerarsi in tal caso un fenomeno di quasi-rendita. Nelle forme di mercato dove non esistono barriere all’entrata, l’esistenza di extraprofitti attira nuove imprese nei settori dove essi si verificano determinando, attraverso l’espansione delle quantità offerte sul mercato, la diminuzione dei prezzi dei beni prodotti e la conseguente progressiva riduzione degli extraprofitti stessi fino alla realizzazione dei soli profitti normali di lungo periodo.

L’extraprofitto è pertanto una condizione tipica delle forme di mercato non perfettamente concorrenziali, dove le imprese hanno la facoltà di determinare i prezzi e lasciare al mercato la determinazione della quantità. Il prezzo fissato risulta superiore al costo medio di produzione, generando quindi la rendita monopolistica.

Extraprofitto e manovra del Governo Italiano

Il Governo Italiano  tramite il ministero dell’ Economia contava di incassare dalla misura 10,5 miliardi di euro. Il 30 giugno è scaduto il termine per versare l’acconto del 40 per cento ma gli introiti sono stati sensibilmente più bassi: in base ai dati attuali e agli acconti versati le aziende pagheranno complessivamente soltanto 1,23 miliardi. La ragione di questa enorme differenza sta nel fatto che la maggior parte delle aziende avrebbe scelto di non pagare, confidando sul fatto che la misura, contestata sin dai primi giorni nel merito e soprattutto nella forma, sarà dichiarata incostituzionale.

Draghi ha quindi spiegato che il suo governo è pronto ad adottare altre misure per costringere le aziende energetiche a pagare.

Il contributo straordinario contro il caro bollette, a carico di produttori, importatori e rivenditori di energia elettrica, di gas e di prodotti petroliferi, è calcolato sull’incremento del saldo fra operazioni attive e passive rispetto all’ultimo anno. Il periodo considerato è quello fra il 1° ottobre 2021 e il 30 aprile 2022: si confrontano i dati con quelli dello stesso periodo dell’anno precedente e si ottiene così un aumento, che rappresenterebbe la quota di extraprofitti.

Se questo è superiore al 10 per cento del totale, o comunque maggiore di 5 milioni di euro, si deve un tributo del 25 per cento sulla cifra. La quota così calcolata va pagata in due parti. L’acconto, pari al 40 per cento, andava saldato entro fine giugno, e il restante 60 per cento a fine novembre.

Secondo i calcoli del ministero dell’Economia la misura avrebbe coinvolto circa 11 mila aziende. Il 98 per cento di queste è di dimensioni medio-piccole e avrebbe pagato meno della metà dei 10,5 miliardi previsti. L’onere maggiore sarebbe infatti ricaduto sul due % delle imprese medio-grandi. Fra le maggiori in Italia ci sono A2A, Edison, Eni, Enel, Esso, Iren, Q8 Italia, Saras.

Calcolo dell’extraprofitto tramite il differenziale IVA

Il contributo aveva suscitato critiche da parte delle aziende interessate, per il metodo scelto per calcolare la base imponibile. Per valutare gli extraprofitti era stato scelto il cosiddetto “differenziale IVA”, ossia la variazione della cifra imponibile su cui si paga l’IVA da un anno all’altro. Secondo alcuni esperti di diritto tributario questo non è un indicatore adeguato. Esistono infatti molteplici variabili che possono influenzare il dato, al di là degli extraprofitti: può essere modificato dall’ampliamento del portafoglio clienti, dall’acquisto di un ramo d’azienda o dal semplice aumento della quota di mercato.

Inoltre è stato sottolineato che il periodo preso come riferimento per calcolare l’aumento, l’inverno 2020-21, comprende gli ultimi mesi di lockdown, in cui consumi e prezzi erano più bassi del normale. Secondo le aziende, un aumento nella stagione del 2021-22 ci sarebbe stato indipendentemente dall’aumento dei prezzi dell’energia.

Per questo, molte aziende hanno deciso di non pagare il contributo, confidando in una sentenza della Corte Costituzionale.

Come si calcola l’ extraprofitto?

Extraprofitto L’extraprofitto è il ricavo netto addizionale determinato dalla differenza tra il prezzo e il costo medio di produzione e consiste in un eccedenza sul profitto normale. L’extraprofitto è anche conosciuto come sovraprofitto. L’obiettivo dell’impresa concorrenziale consiste esclusivamente nella massimizzazione del profitto (questo è valido solo per la teoria economica pura oggi le aziende più virtuose non si limitano alla massimizzazione del profitto, ma a massimizzare tutta una serie di parametri come il rapporto con la clientela o la percezione del brend che possono contrastare in parte con maggiori profitti). In un mercato di concorrenza perfetta il prezzo è determinato dal mercato e le imprese possono cercare di massimizzare il profitto soltanto modificando la quantità della produzione. Secondo la teoria marginalista, per massimizzare il profitto ogni impresa eguaglia il prezzo al costo marginale.

P = CM

Tuttavia, anche se in concorrenza perfetta il prezzo di mercato è uguale per tutte le imprese, ciò non vuol dire che il profitto sia effettivamente nullo o sia uguale per tutte le imprese. Nel breve periodo ogni singola impresa è caratterizzata da costi un costo medio ( costo unitario ) di produzione diverso rispetto alle altre.

A titolo di  esempio, alcune imprese possono godere di uno o più vantaggi, di know-how maggiore, di brevetti di uso, di autofinanziamento, ubicazione geografica e vicinanza ai mercati, costi di trasporto più bassi, ecc.

Il profitto effettivo è quindi determinato dalla somma tra il profitto normale e l’extraprofitto.

profitto = profitto normale + extraprofitto

Le imprese con costo medio inferiore rispetto alle concorrenti godono di un extraprofitto che, a parità di profitto normale, consente loro di avere un profitto effettivo diverso rispetto alle altre imprese.

Da questo punto di vista l’extraprofitto è molto simile a una quasi-rendita.

Extraprofitto di lungo periodo.

Nel lungo periodo l’esistenza o meno dell’extraprofitto è collegato al regime del mercato in cui opera l’impresa e alla presenza o meno di barriere di ingresso per le nuove imprese competitor. In un mercato di concorrenza perfetta l’extraprofitto si annulla nel lungo periodo. In un mercato non perfettamente concorrenziale l’extraprofitto viceversa continua a esistere anche nel lungo periodo.

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