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Indice di Liquidità

L’indice di liquidità è dato dalla formula:

         Attività Correnti
IL =    _________________
         Passività Correnti

L’indice di liquidità è dato dal rapporto tra Attivo Corrente (attività che diventeranno liquide entro 12 mesi) e Passivo Corrente (debiti che devono essere saldati entro 12 mesi); quanto più elevato è questo indicatore, tanto più positiva è la situazione finanziaria a breve termine dell’impresa, poiché significa che nel presente sono disponibili risorse finanziarie sufficienti per far fronte ai debiti a breve, primi fra tutti quelli contratti nei confronti dei fornitori.
Risulta essere necessario però osservare che tale rapporto è soltanto un indicatore approssimativo della liquidità aziendale. Attività e passività possono avere diverse scadenze, ne consegue che tale indice ha un valore superiore all’unità, ciò non costituisce garanzia assoluta di solvibilità giorno dopo giorno da parte dell’impresa.

Accanto all’indice di liquidità sono stati costruiti altri indici che, a partire da questo, permettono di valutare più analiticamente la composizione dell’attivo corrente e quindi l’effettiva capacità dell’impresa di essere solvibile nel breve termine.


Le tre voci più importanti dello Stato Patrimoniale di cui si compone l’attivo corrente sono rappresentate da
Cassa, Conti correnti bancari e postali (Liquidità immediate)
Crediti esigibili entro 12 mesi (Liquidità differite)
Magazzino (Disponibilità).


Le voci indicate sono state riportate in ordine decrescente di liquidità; la situazione migliore per un’impresa si ha quando nell’attivo corrente la quota maggiore è rappresentata da cassa e banche (in quanto denaro contante immediatamente disponibile per far fronte alle proprie esigenze) e l’importanza del magazzino, la voce di attivo corrente più difficilmente liquidabile, è ridotta.

Avremo pertanto i seguenti indici:

Indice di liquidità Primaria

Dato dalla formula:

          Liquidità Immediata
LP =    _________________
          Passività Correnti


Pertanto tanto più elevato è questo indicatore, tanto più positiva è la situazione finanziaria a breve termine dell’impresa: se l’indice è superiore a 1 significa infatti che nel presente sono già disponibili risorse liquide sufficienti per pagare almeno tutti i fornitori.

Indice di liquidità secondaria

Dato dalla formula

          Liquidità Immediata- Differita
LS = ______________________________
                Passività Correnti


Anche in questo caso quanto maggiore è questo indicatore, tanto più positiva è la situazione finanziaria a breve termine dell’impresa, se l’indice è superiore a 1 significa infatti che l’azienda non nell’immediato, ma comunque nel breve termine, riuscirà a reperire denaro sufficiente per estinguere le proprie passività. Con un ragionamento più articolato, il parametro dovrebbe essere significativamente superiore a 1 (di solito si dice pari a 2), perché al numeratore dell’indice compaiono anche le scorte di magazzino, che hanno un grado di liquidabilità minore rispetto alle liquidità differite (tipicamente i crediti v/clienti) e, ovviamente, alle liquidità immediate.

È il grado di liquidità che, alla data di bilancio, è deducibile dal confronto tra le attività a breve e i debiti a breve termine. Esiste anche un indice di liquidità primaria, che al numeratore non considera il magazzino.

L’indice di liquidità secondaria è una misura parziale, perché non contempla tutte le entrate e le uscite prevedibili nel breve periodo, ma solo quelle relative ad operazioni in corso alla data del bilancio:

l’incasso dei crediti commerciali e d’altro tipo;
l’incasso della vendita dei prodotti in magazzino;
il pagamento dei debiti commerciali e d’altra natura.

Sono quindi esclusi tutti gli incassi e i pagamenti futuri che non trovano riscontro in crediti e debiti alla data del bilancio. In un certo senso sostituisce, molto parzialmente, un preventivo di cassa.

Precisazioni:

Accade spesso  negli indici di bilancio di incontrare denominazioni diverse che definiscono la stessa grandezza.

Rimanenze di magazzino = disponibilità = disponibilità non liquide
Crediti a breve termine = liquidità differite
Liquidità = liquidità immediate = disponibilità liquide
Debiti a breve termine = passività correnti = passività a breve termine = passivo corrente = capitale corrente = passivo circolante

 

Domade e risposte in pillole

Come si calcola l’indice di liquidità primaria?


Il valore risulta dal rapporto tra totale liquidità che proviene dalla sommatoria algebrica delle “liquidità immediate” più le “liquidità differite” e totale passività a breve che vengono evidenziate nello stato patrimoniale riclassificato tra le “passività correnti”.


Come si calcola l’indice di liquidità secondaria?

 

L’indice di liquidità secondaria viene espresso dal seguente rapporto: liquidità immediate + liquidità differite + scorte di magazzino / Passività a breve termine.

Come si calcola il saldo di liquidità?


Il saldo di liquidità è dato dal rapporto tra attività disponibili e debiti a breve termine. Il numeratore rappresenta l’ammontare del denaro in cassa e in banca, dei valori di pronto realizzo (come titoli), dei crediti a breve termine. Il denominatore invece è dato dai debiti da pagare immediatamente a vista o a breve termine.

Come si calcola il flusso di cassa?

Per calcolare il flusso di cassa operativo è possibile partire dal reddito operativo. A questo si devono sommare poi i costi non monetari come gli accantonamenti TFR o gli ammortamenti. Successivamente si sottrae la variazione dei debiti e dei crediti dell’anno

 

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