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 La ditta individuale permette una notevole autonomia nella gestione del proprio operato, permettendo una calendarizzazione del tutto personale delle attività svolte. Tuttavia, non avendo le spalle coperte da un datore di lavoro i costi, le scadenze e la gestione dei clienti ricadono interamente sul titolare. Questo tipo di oneri porta con sé dei costi sia monetari che di tempo impiegati per la loro gestione.

In cosa consistono le spese per chi decide di aprire una ditta individuale?

Quanto costa aprire una ditta individuale

Quando un professionista intende avviare un’attività in proprio, una delle prime domande che sorge è quante tasse paga una ditta individuale.

È bene ricordare che aprire la Partita Iva è un’operazione gratuita. Si pagherà infatti esclusivamente l’operato del commercialista al quale si deciderà di affidarsi (250 Euro circa per la gestione della pratica) il quale si occuperà di compilare e trasmettere all’Agenzia delle Entrate le pratiche necessarie.

A queste spese burocratiche iniziali si dovrà aggiungere l’onorario annuale del commercialista per la gestione economica e fiscale della ditta individuale, al fine di avere una contabilità aggiornata e la compilazione delle dichiarazioni dei redditi ogni anno.

Altri costi da considerare sono le spese per l’emissione delle fatture che devono essere effettuate tramite apposito gestionale con l’invio della fatturazione elettronica.

Come è possibile pagare meno tasse per l’aperture di una ditta individuale?

Per risparmiare è possibile effettuare l’apertura di una ditta individuale senza avvalersi di un commercialista. In questo caso si dovrà effettuare la Comunicazione Unica di inizio attività. Quest’ultima consente di inviare ogni informazione di carattere fiscale all’Agenzia delle Entrate, di natura previdenziale all’INPS, e di natura assicurativa all’INAIL. Utilizzando la Comunicazione Unica online le uniche spese che si dovranno sostenere per l’operazione sono i diritti di segreteria 18 Euro e l’imposta di bollobn17.50 Euro.

Al fine di poter aprire una ditta individuale è necessario anche iscrivere la propria attività al Registro delle Imprese della Camera di Commercio. Le attività obbligate all’iscrizione alla Camera di Commercio dovranno sostenere una spesa che si aggira tra i 250 e i 300 Euro, quota che verrà rinnovata annualmente e che si aggirerà tra i 50 e i 100 Euro a seconda della collocazione geografica della propria Camera di Commercio.

Calcolo delle imposte di un’impresa individuale

Le tasse diversamente dalle società vengono calcolate solo su una parte del fatturato che si chiama imponibile fiscale. L’imponibile dipende dal regime fiscale applicato e questo comporta un diverso calcolo delle imposte in base al regime fiscale.

Tassazione nel regime forfettario

Nel regime forfettario l’imponibile (al lordo dell’IVA) varia in base a una percentuale stabilita dalla legge. Questa percentuale è chiamata coefficiente di redditività e dipende dal settore in cui opera la ditta. Per ottenere l’imponibile si moltiplica questo coefficiente di redditività per il fatturato.

con un esempio di calcolo possiamo rendere più chiara la comprensione:

Se l’attività svolta è un e-commerce il coefficiente di redditività è del 40%.

In questo caso, con un fatturato annuo di 20.000 €, di cui 8.000 € sono tassati. Infatti, 20.000 * 40% (coefficiente) = 8.000 € (imponibile).
Per calcolare la tassa da pagare basta poi moltiplicare l’imponibile per l’imposta unica del regime forfettario 15% o 5%:

8.000 E (imponibile) * 5%  nei primi 5 anni di attività =  400 € di tasse. Attenzione per godere dei benefici della tassazione al 5% 8.000 (imponibile) * 15% dopo i primi 5 anni di attività =  1.200 € di tasse

Tassazione nel regime ordinario

Nel regime ordinario l’imponibile (al netto dell’Iva )dipende) dalla differenza tra i ricavi e i costi sostenuti dalla ditta. Non è previsto alcun coefficiente di redditività. In particolare, l’imponibile si calcola sottraendo al fatturato (ricavo) le spese sostenute (come ad esempio: i costi dell’affitto dei locali o delle materie prime, delle spese per l’elettricità ecc..).

A titolo di esempio, se un negoziante in regime ordinario ha un fatturato annuo di 20.000 € e sostiene come costi 5.000 €,  la tassazione sarà  calcolata sui 15.000 €. L’imponibile infatti è 20.000 – 5.000 = 15.000 €.

Per calcolare le tasse da pagare, occorre poi moltiplicare l’imponibile per la percentuale IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche). Questa percentuale varia in base al reddito annuo con percentuali dal 23% al 43%. Nel caso in esempio:

15.000 (imponibile) * 23% IRPEF = 3.450 € di tasse

La scelta del regime fiscale più adatto per una ditta individuale dipende da molte variabili. Infatti, occorre valutare il fatturato annuo, le spese sostenute e il settore in cui si opera. A seconda del caso, può essere conveniente il regime forfettario oppure il regime ordinario. È importante farsi guidare da un professionista per la scelta del regime fiscale migliore.

 

Le aliquote Irpef

 

IRPEF: ovvero l’Imposta sul reddito delle persone fisiche, un’imposta sul reddito progressiva. Questo significa che aumenterà in modo proporzionale in base all’incremento del proprio reddito.

Si parte da un 23% per i redditi fino a 15000 Euro.

Da 15001 Euro fino a 28000 Euro si paga il 27%.

Da 28001 Euro fino a 55000 Euro si paga il 38%.

Da 55000 Euro a 75000 Euro si paga il 41%.

Oltre i 75000 Euro si paga il 43%.

Irap Imposta

IRAP:  Imposta Regionale Attività Produttive, determinata dalla base imponibile per l’aliquota vigente nella regione dove si genera il valore netto della produzione (ex Art. 35 del TUIR);

IVA Imposta

IVA: lmposta sul Valore Aggiunto che oggi è al 22%, 

Ires Imposta

IRES: Imposta sui Redditi delle Società, questa non deve essere pagata dalle ditte individuali.

Iri Imposta

IRI Imposta sul Reddito Imprenditoriale grazie alla quale si assimileranno sotto un unico trattamento fiscale IRPEF e IRES. L’IRI dovrebbe ammontare al 24%. Per ora non è ancora attiva.

Inps


INPS Casse professionali e private: Previdenza nella ditta individuale

la Previdenza.

Con il temine Previdenza si fa riferimento al sistema pensionistico che lo Stato o altri enti garantiscono al cittadino. Questo sistema permette di godere della pensione alla fine della propria attività lavorativa, sempre che si siano versati in maniera corretta e continuativa i relativi contributi, pagati in rate trimestrali ogni anno.

I contribuiti da versare annualmente all’INPS variano dal reddito e dal tipo di ditta individuale aperta.

È bene ricordare che per molti professionisti che intendono aprire una ditta individuale esistono delle Casse previdenziali interne ai propri Ordini professionali di riferimento (avvocati, giornalisti, medici….

Per coloro che non fossero iscritti a un Ordine professionale, si dovrà far riferimento all’INPS e nella quasi totalità dei casi alla sua Gestione separata. Esistono  dei sistemi di Previdenza privati integrativi ai quali ci si potrà affidare se lo si ritenesse conveniente.


Il regime dei minimi o forfettario agevolato

Vi sono delle agevolazioni fiscali se si volesse aprire una Partita Iva nel regime forfettario agevolato, anche detto dei minimi.

Per poter essere all’interno di tale regime è necessario però attenersi ai seguenti minimi reddituali annuali:

30 mila Euro annui per professionisti, artigiani, imprese e ambulanti
40 mila Euro annui solo per ambulanti di prodotti alimentari e bevande
50 mila Euro annui per alberghi, ristornati e commercianti

All’interno di questo regime fiscale, l’imponibile che si dovrà affrontare sarà una semplice percentuale del proprio fatturato, la quale consiste nel 15% di quest’ultimo.

Che differenza c’è tra regime dei minimi e regime forfettario?


Il regime dei minimi infatti, ha una durata limitata di 5 anni, con la possibilità di proroga per coloro che non avessero ancora compiuto 35 anni. Il regime forfettario invece, non ha una durata limitata in quanto se si continuano a rispettare i suoi requisiti si può tranquillamente aderire.

Quanti anni dura il regime dei minimi?

Il regime dei minimi prevede un limite temporale di applicazione diverso a seconda dell’età di chi vi aderisce, in particolare: 5 anni per chi, al momento dell’adesione aveva più di 35 anni. gli anni che mancano al compimento dei 35 anni per coloro che al momento dell’adesione avevano meno di 35 anni.

 
Il preliminare requisito soggettivo per accedere al regime dei nuovi contribuenti minimi, è quello di essere persone fisiche (con esclusione quindi di società e associazioni tra professionisti) esercenti attività d’impresa, arti o professioni in forma individuale.

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