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Hai intenzione di avviare una nuova attività, hai tante speranze e poche certezze. Vuoi iniziare il tuo piccolo progetto e non puoi spendere molto per la burocrazia. La ditta individuale, ti fa risparmiare sia dal punto di vista dei costi di gestione che della tassazione degli utili. Ha anche dei difetti leggi la nostra guida e avrai molte risposte.

E’ certamente una buona base di partenza per cominciare ma per sapere se fa effettivamente al caso tuo puoi leggere questa guida.

Spesso capita, che si sottovaluta la tipologia di impresa che si andrà a costituire, vale a dire l’aspetto formale e sostanziale con cui ci si presenta al mercato di riferimento e ai diversi interlocutori, e da cui dipenderà il successo o l’insuccesso dell’intera iniziativa.

Quale forma giuridica occorre scegliere?

In seguito alla redazione di un Business Plan, cioè ad una valutazione accurata del mercato di riferimento, dei concorrenti, dei rischi, delle minacce, dei punti di forza e debolezza, delle opportunità e di altri fattori fondamentali per la tua impresa, puoi pensare di avviare consapevolmente una nuova attività imprenditoriale e di conseguenza scegliere la forma giuridica più adatta alle tue esigenze.

Passiamo brevemente ad esaminare le diverse tipologie di impresa tra le quali scegliere, con i relativi costi che la loro gestione comporta, tenendo conto naturalmente delle tue finalità, potenzialità, risorse umane ed economiche da investire, grado di rischio che puoi sopportare, modalità e tipo di attività da intraprendere, responsabilità di cui ti vorrai vestire, necessità di ottenere finanziamenti agevolati ed altri fattori che scopriremo in seguito.

Per un maggior approfondimento del Business Plan puoi leggere:

Business plan

Quali tipologie di imprese esistono?

Qualunque sia il tuo settore di riferimento in cui vuoi lanciare il tuo business commercio, artigianato, servizi, turismo, agricoltura, no-profit, esistono diverse forme di impresa tra le quali scegliere, e tra queste potrai adottare solo quella che soddisfa al meglio le tue esigenze  per massimizzare il tuo potenziale.

Le tipologie di impresa sono:
Ditta individuale;
Società di persone distinte in:
– Società semplice (SS);
– Società in nome collettivo (SNC);
– Società in accomandita semplice (SAS).
Società di capitali distinte in:
– Società a responsabilità limitata (SRL);
– Società a responsabilità limitata semplificata (SRLS);
– Società per azioni (SPA);
– Società in accomandita per azioni (SAPA).
Cooperative e fondazioni.

Per approfondire le società poi leggere

Le Società di Capitali

Le Società di Persone

Ditta individuale quali sono i vantaggi di questa forma giuridica?

La ditta individuale è la forma giuridica di impresa più diffusa ed è più semplice da gestire rispetto alle altre tipologie di imprese, ma la responsabilità  è illimitata, vale a dire che per le obbligazioni assunte per l’esercizio dell’attività ne risponde il titolare con tutto il suo patrimonio. Poiché la ditta individuale è adatta  alle piccole realtà economiche svolte autonomamente che sostengono investimenti relativamente ridotti, si può tutto sommato ritenere che non comporta particolari rischi per chi si è assunto la responsabilità, o meglio che il rischio a cui è legato il titolare d’impresa.

La ditta individuale viene condotta personalmente o a gestione familiare o coniugale, con l’ausilio dei parenti entro il terzo grado ed affini entro il secondo, inquadrati come collaboratori che partecipano attivamente agli affari e agli utili prodotti. Nel corso degli anni la storia ci ha dimostrato come questo tipo di impresa ha rappresentato il nocciolo duro del tessuto produttivo italiano, riuscendo spesso a sopravvivere alle turbolenze economiche e alle crisi di mercato grazie alla rapida capacità di adattamento e al forte radicamento nel territorio.

La ditta individuale è il tipo di impresa di più facile gestione, più flessibile, sia con riferimento agli adempimenti amministrativi e contabili, che con riguardo ai costi da affrontare per la sua costituzione, il suo funzionamento ed il mantenimento dell’intero apparato, a differenza delle società, non comporta alcuna tenuta di libri sociali, o la redazione di verbali di assemblea e bilanci di esercizio, non esiste uno statuto e neppure un organo collegiale. Tutto è riferibile al titolare effettivo o al legale rappresentante dell’impresa, che si ritrova nella possibilità di prendere con la massima libertà tutte le decisioni che ritiene opportune.

Serve il notaio per costituire una ditta individuale?

Mentre nel caso di una Società a Responsabilità Limitata (SRL) è necessario redigere uno statuto, un atto costitutivo e versare il capitale sociale servendosi di un notaio (il cui costo oscilla intorno ai 1200 euro) in quello di una ditta individuale non è necessario il notaio, Per la costituzione di una ditta individuale non è richiesto alcun atto costitutivo o statuto, quindi è escluso l’intervento del notaio. Nel caso invece di impresa familiare con presenza di uno o più collaboratori, è opportuno redigere e registrare l’atto di impresa in cui si evincono i soggetti che ne prendono parte con le relative quote di partecipazione.

Iter per dar vita ad una Ditta individuale

Per dar vita all’impresa è necessario richiedere telematicamente all’Agenzia delle Entrate o direttamente in ufficio, attraverso il modello AA9/12, l’attribuzione del numero di Partita IVA indicando il codice Ateco dell’attività che si intende svolgere.

Codice Ateco

Il servizio delle Camere di Commercio che offre all’impresa e ai professionisti un quadro d’insieme degli adempimenti amministrativi necessari per svolgere legittimamente l’attività di impresa e suggerimenti per l’esatta identificazione del codice Ateco

Oltre alla richiesta della Partita IVA è possibile fare la comunicazione di inizio attività con iscrizione all’INPS e all’INAIL per la messa in regola dal punto di vista previdenziale ed assicurativo. Tutte queste operazioni vengono svolte mediante il canale “Comunica” del Registro delle Imprese.

Se si prevede di svolgere l’attività anche con altri paesi europei, occorre comunicare l’inserimento del proprio numero di Partita IVA al sistema elettronico di interscambio dati sull’IVA, denominato VIES. Per verificare se un’impresa è inserita nel sistema VIES.

Le fasi della costituzione della Ditta individuale possono essere distinte in due:

Richiesta di attribuzione della Partita IVA;
Comunicazione di inizio attività.

Se intendi svolgere un’attività commerciale o artigianale, può capitare di non avere ancora tutti i requisiti che la legge richiede (mancanza di attestato HACCP, inagibilità dei locali, mancata frequenza del corso sulla sicurezza, ecc.), ma puoi dover mostrare sin da subito l’esigenza di sostenere i primi investimenti, che potrai iniziare a “scaricare” contabilmente solo avendo richiesto la Partita IVA da esibire ai tuoi fornitori.

In questi casi che puoi dividere le due fasi, richiedendo in un primo momento solo l’attribuzione del numero di Partita IVA, e solo dopo aver ottenuto le autorizzazioni e le certificazioni che occorrono, puoi fare richiesta di inizio attività allegando la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) con gli altri documenti firmati digitalmente. Così facendo puoi già registrare in contabilità i primi costi aziendali senza dover adempiere immediatamente ai contributi obbligatori INPS o INAIL, in quanto l’attività commerciale non può ancora effettivamente avere inizio o non possiedi ancora tutti i requisiti necessari.

Se sei un libero professionista (ingegnere, avvocato, consulente, medico, ecc.) basta più semplicemente richiedere all’Agenzia delle Entrate l’attribuzione del numero di Partita IVA con contestuale inizio dell’attività economica. Se per esercitare la tua professione devi necessariamente iscriverti alla cassa di previdenza della tua categoria, allora dovrai provvedere a quest’ultimo adempimento secondo le regole del tuo ente previdenziale, oltre che procedere con l’iscrizione al tuo albo di appartenenza. Se la tua figura professionale non rientra in nessuna cassa di previdenza specifica per liberi professionisti, dovendo in ogni caso possedere una copertura previdenziale obbligatoria, dovrai iscriverti alla gestione separata INPS.

Quali sono gli adempimenti fiscali obbligatori di una ditta individuale?

Ci sono degli strumenti di cui dovrai dotarti prima ancora di richiedere la Partita IVA:

La firma digitale o Carta Nazionale dei Servizi (CNS) rilasciata dalla Camera di Commercio territorialmente competente e necessaria per autenticare i documenti da trasmettere telematicamente, non obbligatoria per gli iscritti alla gestione separata INPS;
Posta Elettronica Certificata (PEC), non obbligatoria per gli iscritti alla gestione separata INPS;
conto corrente intestato alla ditta, utile per avere contezza dei flussi in entrata e in uscita legati alla ditta.

Nota bene
Inviare una PEC non ha costi per la ditta individuale e non serve stampare nulla. Inoltre, fa risparmiare molto tempo all’imprenditore. Che non dovrà più recarsi presso l’Ufficio Postale. E non rimarrà più incastrato in lunghe, e talvolta interminabili, code. Per quanto riguarda, invece, il costo di apertura di una PEC bisogna dire che è davvero abbordabile. Alcuni provider di posta elettronica offrono alle aziende la possibilità di aprire una PEC a partire dal costo di 1 euro al mese. A testimonianza ulteriore di quanto avere una PEC sia un passo fondamentale per un imprenditore che ha intenzione di aprire una ditta individuale, basti ricordare che il Governo italiano ha creato l’Indice Nazionale degli indirizzi PEC. Finalizzato a raccogliere le poste certificate di tutte le imprese e di tutti i liberi professionisti

occorre inoltre:

Il timbro della ditta completo di nome e cognome del titolare o nome della ditta, Partita IVA e codice fiscale, indirizzo della sede;
registro dei corrispettivi e altri registri contabili se necessari;
registratore di cassa;
libro unico del lavoro e degli infortuni,  solo si sono presenti dipendenti.

Durante le scadenze periodiche e per ogni anno bisogna:
conservare e registrare contabilmente tutte le fatture di acquisto e di vendita;
rilevare i movimenti finanziari se si adotta la contabilità ordinaria;
effettuare le liquidazioni mensili o trimestrali IVA;
determinare e versare gli acconti IVA se dovuti;
determinare gli acconti e i saldi IRPEF, le addizionali comunali e regionali;
gestire le buste paga del personale dipendente, se presente;
predisporre le deleghe di pagamento e i versamenti degli importi dovuti e dei contributi previdenziali ed assistenziali tramite F24;
predisporre la dichiarazione dei redditi.

Quanto costa aprire una ditta individuale?

I costi preliminari relativi a:
messa in sicurezza del locale o laboratorio in cui svolgere l’attività fino al rilascio dell’agibilità;
corsi sulla sicurezza sul lavoro e sulla somministrazione di alimenti e bevande ove richiesti;
rilascio di altre autorizzazioni in base al tipo di attività da svolgere,
gli stessi dipendono dai professionisti che se ne occupano e dagli enti certificatori che rilasciano i relativi attestati.

I costi di avvio e gestione della ditta individuale possono essere sintetizzati nel seguente modo:
Per l’iscrizione nel Registro delle Imprese:
diritto di iscrizione alla Camera di Commercio: 53 euro;
diritti e bolli dovuti per legge al Registro delle Imprese: 36 euro;
Posta Elettronica Certificata: 25 euro;
Carta Nazionale dei Servizi (CNS): rilasciata gratuitamente dalla Camera di Commercio (su richiesta, il dispositivo ottico o la firma digitale sono a pagamento);
competenze dell’istruttoria dell’intera pratica per la costituzione e l’avvio dell’attività: da concordare con il professionista.

Quali sono le spese fisse che una Ditta Individuale deve sostenere annualmente?

Le spese fisse da sostenere ogni anno riguardano:
diritto di iscrizione alla Camera di Commercio: 53 euro; e la:

Gestione INPS Ditta individuale costi

Il titolare di una Ditta Individuale è tenuto ad iscriversi alla Gestione commercianti ed artigiani INPS versando circa 3.600 euro, che nei costi ditta individuale, si configurano come contributi fissi; superata la soglia di un utile eccedente i 15.548 Euro si versano in forma percentuale con un’aliquota del 27,72% (fino ad una soglia di circa 42.000 Euro oltre la quale si pagherà di più).

La Legge di Stabilità ha previsto la possibilità per gli imprenditori che hanno scelto il regime forfettario di adottare un regime fiscale agevolato ai fini contributivi beneficiando di una riduzione pari al 35% dei contributi INPS complessivamente dovuti, come riportato dal sito INPS nella sezione adempimenti fiscali.

Nel caso in cui il titolare della ditta individuale sia un dipendente o un pensionato l’importo si azzera.

Assicurazione INAIL:

Seconda il rischio che comporta l’attività e/o se ci sono dipendenti o collaboratori;
IRAP, IRPEF, IVA in acconto e a saldo: da calcolare in base al regime che si è adottato e al volume d’affari

Costi per la tenuta della Contabilità

La tenuta della contabilità e il rispetto di tutti gli adempimenti prescritti dalla legge: sono da concordare con il professionista.

Posso costituire la ditta individuale con persone diverse dai parenti entro il terzo grado ed affini entro il secondo?

E’ possibile costituire una ditta individuale con persone diverse dai parenti, se queste persone vengono inquadrate come lavoratori dipendenti. In questo caso il titolare deve provvedere, in qualità di datore di lavoro, alla messa in regola del lavoratore dal punto di vista previdenziale e della sicurezza, versando i relativi contributi INPS e INAIL, oltre a frequentare i corsi per il rilascio degli attestati di Responsabile Sicurezza Prevenzione e Protezione (RSPP), primo soccorso, ed altri adempimenti assicurativi che comportano il sostenimento di ulteriori costi.

È anche possibile inquadrare queste persone come collaboratori, ma in ogni caso devono figurare in azienda o come titolari di Partita IVA con tutto ciò che ne comporta per il collaboratore, oppure come altra forma di collaborazione (ad esempio assunzione tramite lavoro a chiamata in sostituzione dei voucher, oppure tirocinio) rispettando comunque i limiti imposti dalla legge per l’uso di questi o altri strumenti.

Regime Fiscale ordinario o forfettario?

La scelta del regime fiscale da adottare è fondamentale per la determinazione delle tasse che andrai a pagare con la tua Partita IVA. E’ possibile scegliere tra:

regime forfettario: il regime fiscale che offre maggiori agevolazioni in termini di tassazione e adempimenti, soprattutto per le nuove attività. Per potervi accedere e mantenerlo, è necessario soddisfare determinati requisiti formali e sostanziali.

Regime ordinario: il regime fiscale “standard” che prevede il calcolo delle tasse sulla base di scaglioni di reddito e l’applicazione dell’IVA. Questo regime fiscale permette di “scaricare” le spese documentate legate alla propria attività.

Ditta individuale difetti

A fronte di indubbi vantaggi vi sono anche dei rischi della Ditta individuale da sottolineare

Il rischio d’impresa è illimitato al patrimonio dell’imprenditore individuale. Se l’impresa non riesce a pagare i debiti con i propri soldi, perché ad esempio non riesce ad incassare dei crediti, i fornitori possono attaccare il tuo patrimonio personale. Possono attaccarlo anche i clienti che possiamo definire insoddisfatti, ma soprattutto il Fisco.

l titolare di una Ditta individuale, inoltre, è pienamente solidale con le sorti dell’impresa.  se fallisce l’impresa individuale, fallisci anche tu. E sai bene che, fallire in Italia, purtroppo, nonostante i cambiamenti normativi, non significa solo chiudere l’attività, ma ben altro che si ripercuote si di te.

Chi ha un’attività, è talvolta tenuto ad emettere degli assegni, anche solo per pagare i fornitori. se emetti un assegno scoperto, il soggetto ad essere protestato sarai tu perché non vi è alcuna distinzione tra te e la tua attività (come succede per le srl dove vi è una netta separazione tra il patrimonio della società ed il tuo); se decidi di aprire una Ditta individuale sei un tutt’uno con lei e, come tale rispondi di qualsiasi cosa.

Se non riesci a pagare le rate di mutuo della sua azienda o finisce fuori fido perché non incassi i tuoi crediti, sarai tu ad essere segnalato alla centrale rischi della banche come soggetto poco affidabile, e di conseguenza, sarai tu che non potrai  più prendere  nessun finanziamento.

A livello  fiscale la tassazione è direttamente in capo a te che sei l’imprenditore, perché gli utili vanno nel tuo modello UNICO (dichiarazione dei redditi per i titolari di Partita IVA). E su questi utili verranno poi applicate:

l’aliquota IRPEF in base allo scaglione di appartenenza e i contributi INPS che, in caso di redditi elevati, sono elevatissimi.

Altro rischio per chi sceglie di aprire una partita iva dipende dal fatto che non puoi dedurre fiscalmente una serie di prodotti e servizi che, una società può fare; e, pertanto, oltre a scontare aliquote più elevate, quelle IRPEF, ti ritrovi ad avere un reddito imponibile più alto rispetto allo stesso reddito generato all’ interno una società.

Non essendoci una netta distinzione tra la ditta individuale e te, come già dicevamo, nel caso in cui la tua attività, per qualsiasi causa, finisce per subire un controllo fiscale, l’Agenzia delle Entrate è tenuta a controllare anche tutti gli altri suoi redditi e tutte le movimentazione che hai fatto durante il periodo oggetto di controllo.

Semplificazione della tassazione per il regime forfettario

L’adozione del regime forfettario comporta una serie di semplificazioni tanto ai fini Iva quanto ai fini delle imposte dirette.

Semplificazioni ai fini Iva

Coloro che applicano il regime forfetario non addebitano l’Iva in fattura ai propri clienti e non detraggono l’iva sugli acquisti. Non liquidano l’imposta, non la versano, non sono obbligati a presentare la dichiarazione e la comunicazione annuale Iva. Non devono comunicare all’Agenzia delle entrate le operazioni rilevanti ai fini Iva (cd. spesometro) né quelle effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi cosiddetti black list. Chi applica il regime forfettario, non ha l’obbligo di registrare i corrispettivi, le fatture emesse e ricevute.

Adempimenti ai fini Iva

I contribuenti che applicano il regime forfetario hanno l’obbligo di:

numerare e conservazione delle fatture di acquisto e le bollette doganali;
certificare i corrispettivi;
integrare le fatture per le operazioni di cui risultano debitori di imposta con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta, da versare entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, senza diritto alla detrazione dell’imposta relativa.

Altre semplificazioni ai fini delle imposte sul reddito

I contribuenti che applicano il regime forfetario sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, fermo restando l’obbligo di tenere e conservare i registri previsti da disposizioni diverse da quelle tributarie. Non applicano gli studi di settore e i parametri, sebbene siano tenuti a fornire, nella dichiarazione dei redditi, alcune informazioni relative all’attività svolta; non operano le ritenute alla fonte, pur essendo obbligati a indicare in dichiarazione il codice fiscale del soggetto a cui sono stati corrisposti emolumenti; non subiscono le ritenute, in ragione dell’esiguità della misura dell’imposta sostitutiva.

La Ditta individuale ha l’obbligo di emettere la fattura elettronica

Anche la ditta individuale che ha aderito al Regime Forfettario, in sede di apertura della partita IVA, dal 1° luglio 2022, anche i soggetti in regime forfettario, fino ad oggi esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica, dovranno emettere fatture per mezzo del Sistema di Interscambio, come previsto nel pacchetto di misure approvato dal Governo nel Consiglio dei Ministri del 13 aprile 2022.

Conclusioni

Fare impresa è un rischio per definizione ed all’inizio dell’attività non si è ancora in grado di capire se si maturerà il fatturato sperato.

Se i tuoi presupposti sono quelli descritti in questo articolo, allora puoi certamente iniziare la tua avventura imprenditoriale in qualità di titolare della ditta individuale, Puoi sempre rivolgerti alla consulenza specialistica di un Dottore Commercialista in grado di guidarti nella scelta migliore.

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