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La prestazione è lo strumento che viene utilizzato dai soggetti che vogliono intraprendere attività professionali in modo saltuario e sporadico, e che per tale ragione sono esonerati dall’apertura di una partita Iva. Si tratta di attività minimali e residuali, con le quali un soggetto può raggiungere piccoli guadagni, senza avviare una vera e propria attività professionale.

Attenzione la prestazione occasionale non costituisce l’alternativa alla partita Iva, ovvero la soluzione per fare attività professionali, senza dover pensare ai noiosi adempimenti fiscali.

Con l’emanazione del Decreto Legislativo n. 81/2015 (cosiddetto Jobs Act) sono state abolite sia le collaborazioni occasionali sia i contratti a progetto, che le prestazioni occasionali, con le caratteristiche di durata non superiore ai 30 giorni e compenso non superiore ai 5.000,00 euro.

Il lavoro occasionale autonomo dopo il Jobs Act viene non solo confermato ma anche esteso.
Per tali prestazioni di lavoro autonomo occasionale, caratterizzate dalla mancanza di abitualità/continuità e di coordinamento da parte del committente con ritenuta d’acconto al 20% ed obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS se il reddito supera i 5000 euro l’anno, è stata ampliata, prevedendo che in presenza di prestazioni d’opera di impresa e professionali, è possibile per le aziende e professionisti continuare ad applicare il lavoro autonomo occasionale con ritenuta del 20%.

Vantaggi della fattura per prestazione occasionale

Le attività di lavoro autonomo eseguite in maniera sporadica ed occasionale sono un mezzo che permette di effettuare, accanto alla propria attività lavorativa abituale (lavoro dipendente, autonomo o di impresa), un’attività professionale saltuaria, senza particolari obblighi fiscali.

Definizione della prestazione occasionale

Si può definire come prestazione di lavoro autonomo occasionale qualsiasi attività di lavoro caratterizzata dall’assenza di abitualità, professionalità, continuità e coordinazione.

Si può definire lavoratore che effettua una prestazione occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale.

Requisiti della prestazione occasionale

La prestazione di lavoro autonomo per rientrare tra quelle di tipo occasionale richiede il rispettio alcuni limiti legati alla modalità di svolgimento della prestazione:

Mancanza di continuità e abitualità della prestazione di lavoro autonomo

La definizione di abitualità, non essendo stata chiaramente definita dal legislatore, può essere identificata come un’attività duratura nel tempo, che possa fare presumere non ad una attività sporadica, ma prolungata nel tempo. In ogni caso, occorre fare una valutazione caso per caso.

Mancanza di coordinamento della prestazione

Affinché vi sia coordinamento occorre che l’attività sia svolta all’interno dell’azienda o nell’ambito del ciclo produttivo del committente.

Qualora la prestazione occasionale perda e/o risultino assenti i suoi requisiti, troveranno applicazione le discipline riguardanti o il lavoro dipendente, qualora sia presente l’elemento della coordinazione, oppure il lavoro autonomo (con partita Iva), per più prestazioni autonome abituali.

Ricevuta da rilasciare (vedi modulo in fondo alla pagina)

Il contribuente che effettua la prestazione occasionale è tenuto a rilasciare al committente della prestazione, una ricevuta di pagamento, nella quale è tenuto ad indicare i seguenti dati obbligatori:

Dati del prestatore occasionale: ovvero, i dati del professionista che ha svolto la prestazione occasionale: Nome e cognome, indirizzo, telefono.

Dati Committente prestazione occasionale: ossia, i dati della persona fisica con Partita IVA o soggetto giuridico come aziende, imprese ecc, che ha commissionato la collaborazione.

Numero Nota e data: indicare se si tratta della prima, seconda o terza ricevuta di pagamento prestazione occasionale e la data

Specifica dicitura prestazione occasionale: somma non soggetta ad I.V.A. ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. 633/1972 trattandosi di prestazioni occasionali;

Compenso: indicare il compenso lordo, ovvero, la somma ricevuta per la prestazione occasionale, 20% ritenuta d’acconto da calcolare sulla base imponibile e compenso netto, e se il prestatore occasionale è iscritto alla gestione separata, va indicato anche il 4% da calcolare sempre sulla base imponibile per il contributo INPS;

Marca da bollo da 2 euro su ricevute: obbligatoria su tutte le ricevute di pagamento che superano le 77,47 euro.
Data e firma: di chi emette la ricevuta prestazione occasionale.

Il professionista che riceve il compenso per la prestazione occasionale con ritenuta d’acconto, ai fini di calcolo della somma nella dichiarazione dei redditi, riceverà entro il 28 febbraio di ciascun anno, il nuovo modello Cu, Certificazione redditi per gli autonomi.

La ritenuta d’acconto del 20% deve essere applicata a riduzione del compenso lordo dovuto per la prestazione e costituisce un acconto sulle imposte che il committente è tenuto a trattenere e versare mediante F24.

La ricevuta ha la funzione di certificare al committente l’avvenuto pagamento della prestazione richiesta, e allo stesso tempo rappresenta strumento utile al contribuente per rendicontare i propri compensi percepiti, per la predisposizione della propria dichiarazione dei redditi.

Comunicazione al committente

Per i soggetti che superano la soglia di esenzione, l’imponibile previdenziale è costituito dal compenso lordo erogato al lavoratore, che supera la soglia annua di €. 5.000, dedotte eventuali spese poste a carico del committente e risultanti dalla fattura.

I lavoratori interessati devono comunicare tempestivamente ai propri committenti il superamento della soglia di esenzione e, solo per la prima volta, iscriversi alla Gestione, a meno che non si tratti di collaboratori o soggetti assimilati già iscritti.

Nella ricevuta il lavoratore si vedrà applicare la ritenuta previdenziale pari ad 1/3 del contributo dovuto, in quanto i restanti 2/3 di contributo sono direttamente a carico del datore di lavoro.

Risposte in pillole

Quando si considera prestazione occasionale?

Una prestazione occasionale consiste in una fornitura di un servizio saltuaria che non supera i 30 giorni con lo stesso committente e i guadagni di 5.000 euro netti nello stesso anno solare.

I limiti economici fanno riferimento al fatto che ciascun lavoratore può sottoscrivere in un anno uno o più contratti di prestazione occasionale per un valore complessivo di massimo 5000 euro netti.

Quando si supera la soglia dei 5.000 euro (lordi) di reddito percepito attraverso prestazioni occasionali, scatta l’obbligo contributivo. La soglia dei 5.000 euro non rappresenta il limite annuale da non superare per non aprire la partita iva. Si tratta del limite superato il quale, occorre iscriversi all’INPS.

Modulo Ricevuta Prestazione Occasionale

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Il modulo andrà modificato e adattato alla specifica azienda,  timbrato firmato e spedito in uno dei seguenti modi:

Posta

Raccomandata  A/R

Email

Pec

Fax

RICEVUTA PRESTAZIONE OCCASIONALE

(Nome e Cognome)
(Indirizzo)
(CAP Città)
(Codice Fiscale)

(Spett.le Nome Cliente)
(Indirizzo)
(Cap Città)
(Partita Iva)
(Codice fiscale)

Ricevuta n.   del

Oggetto della prestazione

………………………………………………………………………

(specificare il periodo e il tipo di attività svolta)

Compenso lordo ……..,00 €

A dedurre ritenuta d’acconto (20%) di ……….,00 €

Compenso netto ………… ,00 €

Dati per eseguire il pagamento

 

Intestato a: (Nome e Cognome)

IBAN: ITXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX

  • La prestazione è di natura occasionale ed è esclusa dall’applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972.

            Data                                                                                                                           Firma

Scarica il modulo in formato Word  e personalizzalo.

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