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Signoraggio
Il termine deriva da “signore”, ossia colui che in passato godeva del diritto di battere moneta. Storicamente il signoraggio è un diritto che gli Stati si sono riservati, perchè per ragioni tecniche in passato solo gli Stati potevano garantire un’emissione “corretta” di moneta.
E’ vietato dalla legge emettere una propria moneta, nell’area Euro il divieto è esplicito: solo la BCE è autorizzata ad emettere moneta. Oggi nell’area dell’euro le monete sono coniate dai governi nazionali e le banconote sono emesse dalle banche centrali. Giungono a noi attraverso le banche commerciali, che versano alla banca centrale il valore nominale dei biglietti. A questo fine, le banche commerciali prendono in prestito denaro dalla banca centrale oppure cedono a quest’ultima parte delle attività detenute. Gli interessi maturati dalla banca centrale sui finanziamenti concessi oppure i rendimenti da essa percepiti sulle attività acquisite rappresentano il “reddito da signoraggio”.

Cosa si intende per signoraggio?

Per le banche centrali, il reddito da signoraggio può essere definito come il flusso di interessi generato dalle attività detenute in contropartita delle banconote in circolazione o, più generalmente, della base monetaria.

Pertanto chiunque emetta moneta esercita signoraggio: ovvero può guadagnare emettendola.

Qual è il ruolo della BCE?

La BCE non emetta materialmente banconote, è stato deciso di considerare come emesso dalla Banca centrale europea l’8% di tutte le banconote in circolazione nell’area dell’euro, in termini di valore. Le banche centrali nazionali immettono in circolazione le banconote per conto della BCE, che percepisce il reddito da signoraggio sulla quota dell’8% in virtù del credito nei confronti delle banche centrali nazionali.

Il reddito da signoraggio è in diminuzione dal 2008, in linea con il calo dei tassi di interesse nell’area dell’euro. La parte più consistente degli utili maturati dalla BCE è costituita al momento da altre fonti di reddito, fra cui il programma di acquisto di attività.

Il signoraggio è il più ovvio legame tra politica fiscale e politica monetaria, nel senso che una banca centrale (non indipendente dal governo può essere tentata di raccogliere più signoraggio (essenzialmente, aumentando il tasso d’inflazione) per poter trasferire più risorse al bilancio dello stato.

Monetizzazione

 

La monetizzazione è un concetto che si sovrappone in parte con il signoraggio. La monetizzazione del debito è l’acquisto di titoli emessi dal tesoro da parte della banca centrale, oppure l’estensione diretta di credito dalla banca centrale al tesoro. Vi è un aspetto fisiologico della monetizzazione: infatti normalmente la banca centrale crea base monetaria acquistando titoli di proprietà delle banche e in larga misura si tratta appunto di titoli emessi dal tesoro.

La monetizzazione diviene patologica in tre casi:

Quando l’acquisto di titoli del debito pubblico da parte della banca centrale dà luogo ad una creazione di base monetaria in eccesso rispetto a quanto sarebbe compatibile con gli obiettivi di controllo dell’inflazione.

Quando consente al tesoro di collocare il resto delle proprie passività sul mercato, ad un tasso d’interesse complessivamente inferiore a quello che si sarebbe determinato in assenza di acquisti della banca centrale.

Quando la banca centrale acquista passività del tesoro fuori dai canali di mercato, e ad un tasso ridotto rispetto ai tassi di mercato.

Come può avvenire la monetizzazione del debito?

La monetizzazione del debito può avvenire in tre modi:

con acquisti di titoli del tesoro sul mercato primario. Questo in genere ha implicazioni distorsive sulla determinazione del tasso di collocamento del debito e anche sulla quantità di debito emesso: se la banca centrale agisce come un compratore residuale, il tesoro può fissare un tasso massimo che è disposto a pagare (inferiore al tasso di mercato) e vendere alla banca centrale tutto il debito che non riesce a collocare sul mercato

con una linea di credito diretta, e spesso a tassi agevolati, dalla banca centrale nei confronti del tesoro

con operazioni di mercato aperto in titoli di stato, a titolo definitivo o temporaneo. In questo caso, la banca centrale acquista sul mercato secondario titoli che il tesoro ha già emesso in precedenza.

In base all’art. 101 del Trattato Istitutivo della Comunità Europea, solo la soluzione (c) è tuttora ammissibile. Già diversi anni prima dell’entrata nell’UEM la Banca d’Italia aveva abbandonato le altre modalità di monetizzazione.

Signoraggio Crypto

il Bitcoin ha permesso la competizione tra le criptovalute digitali e le tradizionali valute fiat a corso legale. Nonostante l’accettazione in rapida crescita, fino ad oggi l’affermazione delle criptovalute come moneta migliore è stata vanificata da una drammatica instabilità deflazionistica dei prezzi. Riuscendo a liberarsi di qualsiasi autorità monetaria centrale, il Bitcoin ha scelto di avere una politica monetaria deterministica fissa e anelastica, affermandosi più come oro digitale che come moneta. La stabilità dei prezzi potrebbe essere raggiunta ridimensionando dinamicamente la quantità di denaro in circolazione: il numero di unità di criptovaluta in ogni portafoglio digitale viene regolato invece che ogni singola unità cambia il suo valore.  L’aggiustamento della base monetaria proposto ha un impatto neutro sulla ricchezza complessiva del portafoglio, poiché non introduce alcuna distorsione arbitraria nella dinamica del valore intrinseco del portafoglio. L’aggiustamento si basa su un indice dei prezzi delle materie prime determinato con un processo di consenso resiliente che non si basa su autorità centrali terze. In questo articolo si sostiene che una criptovaluta digitale che adotta uno standard monetario elastico è detto “Hayek  Money”, così chiamato dal cognome del premio Nobel per l’economia.

Le criptovalute decentralizzate come Bitcoin risolvono completamente il problema della falsificazione e democratizzano anche il signoraggio
Il Bitcoin non è emesso da nessun singolo soggetto, quindi nessuno ha il monopolio del signoraggio di Bitcoin (e questo vale per tutte le criptovalute per le quali il mining è aperto a tutti). Tecnicamente il signoraggio di Bitcoin è distribuito, ovvero va volta per volta al miner che riesce a convalidare un blocco.

E’ vero tuttavia che ultimamente i miners che riescono effettivamente a minare non sono molti, però molti di essi in realtà sono pool che mettono insieme la potenza di calcolo di molti utenti che si spartiscono gli eventuali proventi derivanti dal signoraggio. Ed a questi pool teoricamente chiunque può partecipare.

Il Bitcoin ha democratizzato il signoraggio, anche se in proporzione alla potenza di calcolo che si riesce a mettere a disposizione del sistema (senza considerare il costo dell’energia elettrica, che complica le cose notevolmente).

Possiamo affermare che il monopolio statale dell’emissione di moneta può essere messo in discussione. Ovvero possiamo immaginare che la cosiddetta “Hayek Money” non solo sia oramai realtà, ma vada anche considerata accettabile e forse addirittura preferibile.

Non tutte le criptovalute sono create su queste logiche. Ve ne sono di non decentralizzate, con il signoraggio nelle mani di un unico soggetto emittente, ma almeno per il Bitcoin è così.

 
 

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