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La gestione delle sanzioni sotto il profilo contabile e fiscale

Le sanzioni vanno imputate al soggetto che ha effettivamente compiuto gli atti illegittimi. Nel caso di colpa lieve e qualora previsto dalle delibere assembleari, l’impresa potrà sostituirsi a tale soggetto iscrivendo le sanzioni nella propria contabilità . Approfondiamo l’argomento focalizzando l’attenzione sulle principali sanzioni comminate alle imprese e sugli aspetti contabili e fiscali.

Quali sono i tipi di sanzioni ci sono?


Esistono tre tipologie di sanzioni:

sanzioni amministrative: comprendono la maggior parte delle sanzioni relative a violazioni in materia di imposte, tasse e bolli.

sanzioni civilistiche: risarcimenti previsti dalla normativa civilistica come ad esempio gli interessi di mora;

sanzioni penali: riguardano solo gli imprenditori individuali ovvero le società limitatamente alle violazioni commesse da soggetti che ne hanno la rappresentanza;

Contabilità


Sotto il profilo contabile le sanzioni rappresentano componenti negativi di reddito da iscriversi fra gli oneri straordinari o gli oneri diversi di gestione del conto economico. Devono essere rilevate anche qualora non siano state ancora irrogate ma se ne conosce l’esistenza. Nel caso di ammontare incerto deve essere previsto un accantonamento.

Fisco

Antitrust: le sanzioni irrogate per violazioni della normativa antitrust sono indeducibili in quanto non inerenti all’attività ;
Penali: le penali previste dai contratti stipulati dall’impresa sono deducibili in quanto inerenti all’attività e non riconducibili ad un comportamento illecito del contribuente;
Sanatoria opere abusive: le ammende pagate da un’impresa edile al Comune per sanare opere costruite abusivamente sono indeducibili;
Sanzioni per imposte sui redditi: sono considerate assimilate alle imposte e, pertanto, indeducibili;
Sanzioni stradali: sono indeducibili in quanto non funzionali alla produzione del reddito.

La deducibilità delle sanzioni amministrative


La deducibilità delle sanzioni amministrative le interpretazioni fornite nel tempo sono state eterogenee. Con specifico riguardo alle sanzioni amministrative antitrust, la giurisprudenza di legittimità , ne hanno più volte affermato l’indeducibilità, in quanto tali sanzioni non avrebbero alcun collegamento con il reddito prodotto dall’impresa, ma solamente una funzione afflittiva rispetto a comportamenti illeciti dell’imprenditore. Dello stesso avviso è anche l’Amministrazione Finanziaria che da sempre esclude la deducibilità di sanzioni pecuniarie irrogate per punire comportamenti illeciti del contribuente, tra cui appunto le sanzioni antitrust.
Differentemente, altra parte della giurisprudenza di merito, hanno sostenuto la deducibilità di dette sanzioni, rilevando, tra l’altro, che le stesse (al contrario di altre sanzioni, amministrative, come quelle tributarie o quelle personali dell’imprenditore) avrebbero un collegamento con la gestione dell’azienda.
Ebbene, la sentenza della Corte di Cassazione del 7 giugno 2017 , accoglie la prima interpretazione, sfavorevole al contribuente, ritenendo che l’illiceità della condotta spezza il nesso di inerenza rispetto all’attività d’impresa.

Le sanzioni amministrative risultano indeducibili dal reddito d’impresa.

La deducibilità delle sanzioni civili

Diversamente da quanto avviene per le sanzioni amministrative, la deducibilità delle sanzioni “civili” non è stata mai messa in discussione.
La stessa Agenzia delle Entrate ha sostenuto, in diverse occasioni, che le indennità da corrispondere a titolo di risarcimento di danni e le penali contrattuali sono deducibili dal reddito d’impresa.
La giurisprudenza  ha confermato tale impostazione, ritenendo che devono considerarsi deducibili tutti i costi e gli oneri inerenti la produzione del reddito, tra cui rientrano quelli relativi alle penali contrattuali ex art. 1382 cod. civ. E, infatti, secondo la Corte di Cassazione la suddetta penalità non ha natura e finalità sanzionatoria o afflittiva, ma assolve la funzione di rafforzare il vincolo contrattuale e di liquidare preventivamente e consensualmente la prestazione risarcitoria, quantificandone l’onere economico posto a carico del contraente ritardatario.

La deducibilità delle sanzioni penali

Ancora diverso è il caso delle sanzioni penali, per le quali esiste invece un’apposita normativa di riferimento, che in alcuni casi ne prevede la deducibilità, in altri no.

sanzioni penali” pecuniarie risultano indeducibili dal reddito d’impresa o dal reddito professionale,
Ai fini IRAP, vi è incertezza se occorra unicamente riferirsi alle risultanze del bilancio ovvero se, invece, occorra avere a riguardo anche l’inerenza del costo.

 

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