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Piani di rateizzazione:  la decadenza passa da 10 a 18 le rate non pagate

Il “Decreto Fiscale” (DL n. 146/2021) ha introdotto nuovi termini per il pagamento di cartelle, rateizzazioni e per il versamento delle rate 2020 e 2021 della Definizione agevolata.

Il decreto ha esteso da 10 a 18 il numero massimo delle rate, anche non consecutive, che comportano la decadenza dei piani di rateizzazione in essere all’8 marzo 2020, in caso di mancato pagamento (per i soggetti con residenza, sede legale o la sede operativa nei comuni della “zona rossa” la sospensione decorre dal 21 febbraio 2020).
I contribuenti che hanno interrotto i pagamenti delle rate durante l’intero periodo della sospensione, quindi, dovranno effettuare il versamento di un numero di rate tale da evitare la decadenza dal beneficio della dilazione, che avviene, appunto, con il mancato pagamento di 18 rate.

Il chiarimento è stato fornito dall’Agenzia delle Entrate, in una delle FAQ sulle misure introdotte dal “Decreto fiscale” in materia di riscossione pubblicate sul proprio portale, ed aggiornate al 22 ottobre 2021.

Decadenza del piano di rateizzo richiesta entro il 30 aprile

per i piani decaduti prima dell’ 8/03/2020

Per richiedere una nuova rateizzazione dei piani di dilazione decaduti prima della sospensione dell’attività di riscossione per Covid c’è tempo fino al 30 aprile 2022. Il decreto Milleproroghe ha infatti riaperto i termini per presentare domanda di nuova dilazione per le cartelle esattoriali e non sarà necessario pagare le rate scadute. Le regole della decadenza per inadempienza sono riscritte e, per le nuove istanze accolte, si prevede la perdita dei benefici se non si pagano 5 rate, in luogo delle 10 ordinariamente stabilite.
I contribuenti che vogliono presentare una “nuova” richiesta di rateizzazione dei piani di dilazione “decaduti” prima dell’8 marzo 2020, prima dell’inizio della “sospensione” dell’attività di riscossione legata all’emergenza sanitaria da Covid-19.
Si potrà, accedere a un nuovo piano di rateazione, senza dover saldare le rate scadute, presentando una richiesta di rateazione fino al 30 aprile 2022 – termine stabilito da “ultimo” dal decreto Milleproroghe (D.L. n. 228/2021).

La nuova rateazione nello specifico riguarda il pagamento dei carichi contenuti nei piani di dilazione per i quali sia intervenuta la decadenza del beneficio prima dell’inizio della sospensione delle rate, vale a dire prima dell’8 marzo 2020 (o del 21 febbraio 2020 per i contribuenti della zona rossa).

Nuovi termini previsti


I nuovi termini prevedono la presentazione dell’istanza di rateizzazione dal 1° gennaio 2022 al 30 aprile 2022.
La disciplina della rateazione di somme iscritte a ruolo (art. 19, D.P.R. n. 602/1973) è stata oggetto di novità significative per effetto della legislazione emergenziale: prima con le disposizioni del decreto Ristori (D.L. n. 137/2020) che all’art. 13-decies è intervenuto con modifiche sia strutturali che temporanee; dopo con le novità del decreto Milleproroghe (D.L. n. 228/2021) in cui si è disposta la riapertura dei termini – ormai scaduti del 31 dicembre 2021 – per la rateizzazione, cambiando la deadline e fissandola al 30 aprile 2022.
I piani di rateizzazione decaduti prima della sospensione dell’attività di riscossione potranno essere oggetto di una nuova dilazione.


La rateizzazione dei ruoli

Con l’emergenza sanitaria il governo ha riscritto l’agenda del contribuente, in riferimento al pagamento delle cartelle esattoriali. Il decreto Cura Italia (art. 68, D.L. n. 18/2020), come successivamente modificato nel corso del 2020, ha sospeso i termini scadenti dall’8 marzo (ovvero dal 21 febbraio 2020) al 31 dicembre 2020, per il versamento delle somme derivanti da:
– cartelle di pagamento;
– accertamenti esecutivi;
– accertamenti esecutivi doganali;
– ingiunzioni fiscali degli enti territoriali;
– accertamenti esecutivi degli enti locali.
Questa sospensione ha cambiato lo scenario degli adempimenti e riscritto anche i termini e le modalità per accedere o decadere dai benefici previsti dalla rateazione delle somme iscritte a ruolo.
In prima battuta, con riferimento alla dilazione il decreto Ristori (art. 13-decies, comma 5, D.L. n. 137/2020) ha disposto la rateazione del pagamento dei carichi contenuti nei piani di dilazione per i quali, prima dell’8 marzo 2020 o del 21 febbraio 2020, era intervenuta la decadenza dal beneficio. Il contribuente, avrebbe potuto dilazionare tali carichi presentando la relativa richiesta entro il termine del 31 dicembre 2021.
Il decreto Milleproroghe (art. 2-ter, D.L. n. 228/2021) ha successivamente riaperto i predetti termini per la rateizzazione inserendo, dopo il comma 5 dell’art. 13-decies del decreto Ristori, il nuovo comma 5-bis grazie al quale i contribuenti con piani di rateizzazione decaduti prima della sospensione dell’attività di riscossione possono presentare una nuova richiesta di dilazione per le somme ancora dovute entro il 30 aprile 2022.
Piani di dilazione

Grazie alle novità del decreto Milleproroghe, c’è tempo fino al 30 aprile 2022 per presentare una nuova richiesta di dilazione per pagare le somme ancora dovute, senza dover saldare le rate scadute del precedente piano di pagamento.
La nuova rateizzazione ha come oggetto il pagamento dei carichi contenuti nei piani di rateizzazione decaduti prima della sospensione dell’attività di riscossione e, precisamente, prima:
– dell’8 marzo 2020 ovvero
del 21 febbraio 2020 per i contribuenti con residenza, sede legale o operativa nei comuni dei comuni lombardi e veneti della zona rossa individuata all’inizio dell’emergenza sanitaria, indicati nell’allegato 1 al D.P.C.M. 1° marzo 2020.
I termini di presentazione della nuova richiesta di dilazione previsti dal decreto Milleproroghe sono dal 1° gennaio 2022 e fino al 30 aprile 2022.
Oltre l’aspetto temporale, il decreto Milleproroghe ha disposto che in caso di accoglimento di queste richieste di rateizzazione non si applica la “decadenza lunga del debitore” – vale a dire la decadenza del beneficio della rateazione nel caso di mancato pagamento di 10 rate.
Pertanto, per le rateizzazioni presentate fino al 30 aprile 2022, il diritto di proseguire nel piano di dilazione si perde solo se non si pagano cinque rate, anche non consecutive (ai sensi dell’art. 19, D.P.R. n. 602/1973).
Leggi anche Rateizzazione cartelle di pagamento: dal 1° gennaio si decade se non si pagano 5 rate
È stato, dunque, riscritto ancora una volta il quadro che delinea la decadenza per inadempienza in funzione della data di presentazione dell’istanza. Tale elemento, determina che la perdita dei benefici si concretizzi a fronte del mancato pagamento di un diverso numero di rate, anche non consecutive, indipendentemente dalla tipologia dell’istanza stessa ordinaria o straordinaria che sia.

Il beneficio della rateizzazione decade in caso di:

inadempienza, ovvero il mancato pagamento di un diverso numero di rate, anche non consecutive, in ragione della data di presentazione dell’istanza, ovvero si ha la decadenza al mancato pagamento di:
18 rate anche non consecutive, per le rateizzazioni in essere all’8 marzo 2020 (21 febbraio per i contribuenti residenti nella ex “zona rossa”), (Decreto Fiscale);
10 rate anche non consecutive, per le rateizzazioni concesse dopo l’8 marzo 2020 e richieste fino al 31 dicembre 2021, (Decreto Ristori);
5 rate anche non consecutive, per le rateizzazioni presentate e concesse successivamente al 1° gennaio 2022;
assoggettamento del richiedente ad una procedura concorsuale;
decesso del richiedente;
società cancellate dal registro delle imprese.

L’Agente della riscossione in questi casi può riprendere le azioni di recupero normativamente consentite.

Per approfondire le modalità di richiesta di rateizzazione, leggi anche l’approfondimento Cartelle di pagamento: quando e come richiedere la rateizzazione.

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