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Cos’ é la certificazione Unica?

La certificazione unica (ex CUD) è il documento fondamentale per fare la dichiarazione annuale dei redditi. Si tratta di un documento che riepiloga i redditi percepiti e le ritenute fiscali subite e deve essere emesso dal datore di lavoro, per i dipendenti o dal committente, per i lavoratori autonomi.

Azienda e Certificazione Unica professionisti

Per essere in regola l’azienda per quanto riguarda le fatture ricevute da professionisti e saldate nel corso dell’anno deve compilare per ognuno la CU e inviargliela, sia  nel caso in cui  le fatture dello stesso siano gravate da ritenuta di acconto o meno.

Qual’è la scadenza della certificazione unica?

La scadenza da prendere in considerazione è 31 ottobre, la stessa di quella relativa al modello 770. La scadenza del 16 marzo per l’invio all’Agenzia delle Entrate e per la consegna al percipiente, invece, è opzionale per i contribuenti minimi o forfettari.

Chi è obbligato a presentare la certificazione unica?

Sono obbligati a presentare la certificazione unica e il modello 770 coloro che svolgono attività professionali, ivi compresi i soggetti che, per motivi particolari (si pensi ai minimi), non sono soggetti a ritenuta d’acconto pur essendo sostituti d’imposta. Per quanto riguarda i contribuenti forfettari è importante ricordarsi che il soggetto, non essendo sostituto d’imposta, non deve certificare i compensi erogati, ma indicarli nel quadro RS della dichiarazione modello Redditi persone fisiche.

Anche i contribuenti titolari di partita IVA in regime dei minimi o in regime forfettario devono presentare la  Certificazione Unica 2021

Per quanto riguarda la compilazione della Certificazione Unico per minimi e forfettari è fondamentale seguire le istruzioni e fare attenzione al codice da inserire:

  • codice 7: va usato in caso di erogazione di altri redditi non soggetti a ritenuta;
  • codice 8: si usa per indicare erogazione di redditi esenti ovvero di somme che non costituiscono reddito;
  • codice 12: va utilizzato per i compensi, non assoggettati a ritenuta d’acconto, corrisposti ai soggetti in regime forfetario di cui all’articolo 1, della L. 190/2014.

Contribuenti minimi e forfettari dovranno compilare la Certificazione Unica con compensi e somme percepite: i dati vanno inseriti nel “quadro certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi” della Certificazione Unica, come (nel caso degli agenti e dei rappresentati) l’ammontare delle provvigioni e dei compensi corrisposti nel 20.. agli autonomi che hanno operato con il regime dei contribuenti minimi o con il regime forfettario.

Se i compensi sono assoggettati a contributi previdenziali bisogna fare una distinzione:

  • il contributo integrativo Gestione Separata INPS del 4% concorre alla formazione del compenso ed è da riportare nella Certificazione Unica;
  • il contributo integrativo relativo alle casse professionali non deve essere riportato perché non costituisce compenso.

Nel caso in cui siano i professionisti operanti in regime dei minimi o forfettario ad erogare compensi a professionisti in regime ordinario, le regole da seguire sono diverse a seconda dei casi. I contribuenti titolari di partita IVA nel regime dei minimi ex DL 98/2011 sono sostituti d’imposta.

Questo significa che il contribuente nel regime dei minimi che eroga un compenso ad un professionista in regime ordinario dovrà:

  • versare la ritenuta d’acconto entro il giorno 16 del mese successivo a quello del pagamento;
  • certificare il compenso tramite compilazione ed invio della certificazione unica 20.. e del modello 770/20…

I contribuenti minimi sono esonerati dall’applicazione della ritenuta sulle proprie fatture ma, non sono esonerati dall’applicazione delle ritenute alla fonte a titolo di acconto sulle fatture ricevute (in quanto sono, come si diceva prima, sostituti d’imposta). Mentre i contribuenti titolari di partita IVA nel regime forfettario ex Legge 190/2014 che erogano compensi ad un professionista nel regime ordinario non sono sostituti d’imposta.

Questo significa che il contribuente forfettario che eroga compensi ad un professionista in regime ordinario:

  • non dovrà operare la ritenuta d’acconto e quindi non dovrà versare il relativo modello F24 (la fattura verrà quindi pagata “integralmente”, esattamente come una persona fisica non titolare di partita IVA);
  • non dovrà certificare i relativi compensi tramite certificazione unica 20.. e modello 770/2020.

L’unico obbligo sarà quello di indicare nel quadro RS della propria dichiarazione dei redditi modello UNICO PF:

  • il codice fiscale e del professionista in regime ordinario cui eroga il compenso;
  • l’ammontare lordo del compenso erogato.

Ci sono sanzioni in caso di errata compilazione della CU?

E’ prevista una sanzione pari a 100 euro per ciascuna certificazione errata, omessa o tardiva. In caso di errata trasmissione, la sanzione non si applica se l’errore viene ravveduto entro i 5 giorni successivi alla scadenza.

 

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