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Bonus Mobili rimarrà in vigore per il 2022, sono in arrivo importanti cambiamenti rispetto al passato. Il bonus mobili verrà prorogato fino al 2024. La Legge di Bilancio 2022 (approvata il 29 dicembre 2021) ha raddoppiato il tetto massimo di spesa agevolabile portandolo alla soglia di 10.000 euro.

Per applicare le nuove soglie, la ristrutturazione edilizia può anche essere iniziata dopo il primo gennaio 2021 ma le spese interessate sono quelle sostenute nel 2022. Il Bonus mobili ed elettrodomestici 2022 è una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e elettrodomestici di classe almeno A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Il Bonus mobili ed elettrodomestici rientra all’interno del bonus ristrutturazione. A partire dal 2022, la detrazione prevista è pari al 50% della spesa, da calcolarsi su un importo massimo di 10.000 euro (come previsto dalla Legge di Bilancio 2022).

E’ possibile usufruire della detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione del 50% si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi, quindi mediante il modello 730 o modello Redditi persone fisiche, e spetta al contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio.

Se le spese per ristrutturare l’immobile sono state sostenute soltanto da uno dei coniugi e quelle per l’arredo dall’altro, il bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici non spetta a nessuno dei due. Il bonus mobili ed elettrodomestici 2022 spetta anche se il contribuente ha scelto, in alternativa alla fruizione diretta delle detrazioni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, di cedere il credito o di esercitare l’opzione per lo sconto in fattura.

Cos’è il bonus mobili e elettrodomestici 2022?

Per Bonus mobili ed elettrodomestici 2022 si intende la detrazione Irpef del 50% riconosciuta ai contribuenti per le spese di acquisto di mobili ed elettrodomestici finalizzati all’arredo di immobili oggetto di lavori di ristrutturazione edilizia. Il bonus è legato al bonus ristrutturazione, la data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve precedere quella dell’acquisto dei mobili o degli elettrodomestici. Pertanto, per poter beneficiare di questa agevolazione è indispensabile, realizzare una ristrutturazione edilizia, sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.

In caso di intervento sulle parti condominiali come l’appartamento del portiere, o i lavatoi. I condòmini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, soltanto per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti. Il bonus mobili non spetta se vengono acquistati arredi per la propria abitazione.

Per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile.

Il Bonus Mobili spetta in via esclusiva per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici nuovi, non inferiore alla classe A per i forni, E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, per frigoriferi e congelatori (queste regole riguardano le apparecchiature per le quali è prevista l’etichetta energetica). L’acquisto è comunque agevolato per gli elettrodomestici privi di etichetta, a condizione che non ne sia stato ancora previsto l’obbligo.

 

Le spese di trasporto e montaggio sono incluse nella detrazione?

Si.

NOTA: Dal 1° gennaio 2018 devono essere comunicati all’Enea gli acquisti di alcuni elettrodomestici per i quali si può usufruire del bonus (forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici. Le informazioni sull’invio della comunicazione sono disponibili sul sito dell’Enea, alla pagina dedicata al “Bonus casa”.

E’ possibile ottenere il bonus mobili senza ristrutturazione?

Si.
Il bonus mobili anche se è direttamente collegato a lavori e interventi di ristrutturazione, è possibile  comunque ottenerlo anche senza effettuare una grande ristrutturazione, sono sufficienti particolari interventi che possono essere anche di entità minore.

Si tratta di diverse tipologie di lavori, in base all’immobile su cui vengono effettuati.

Nel caso di appartamenti singoli o parti di edifici condominiali, si possono svolgere, come spiegano le istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate, alcune tipologie di lavori che danno diritto al bonus mobili:

Manutenzione straordinaria: installazione di ascensori o scale aggiuntive di sicurezza, servizi igienici, recinzioni e cancelli, scale interne, sostituzione degli infissi esterni, sostituzione della caldaia. A questo proposito, sono inclusi anche i lavori che migliorano l’efficienza dell’abitazione a livello energetico, con l’utilizzo di fonti rinnovabili: installazione di stufa a pellet, o di  un impianto di climatizzazione a pompa di calore;
Manutenzione ordinaria su parti condominiali: in questo caso possono essere incluse le tinteggiature delle pareti, la sostituzione dei pavimenti o degli infissi, la riparazione del tetto, di cancelli e grondaie.

Ristrutturazione edilizia: con modifiche a facciate, mansarde e balconi, nuove finestre;
Restauro: tramite lavori applicati sugli edifici per valorizzare l’aspetto storico o artistico;
Non possibile infine accedere al bonus mobili nel caso in cui si decida di aggiungere, anche a livello di condominio, posti auto o similari.

Come funziona il bonus mobili?

Il Bonus mobili consiste in una detrazione Irpef del 50% per le spese di acquisto di mobili ed elettrodomestici finalizzati all’arredo di immobili oggetto di lavori di ristrutturazione edilizia. Il Bonus mobili riguarda tutte quelle parti che sono specificatamente attinenti alle opere da realizzare: ad esempio gli arredi per il bagno qualora si proceda alla ristrutturazione dello stesso. Ma anche arredi, armadi, scaffalature, ecc., purché funzionali e attinenti ai lavori di ristrutturazione.

L’importo totale che è possibile portare in detrazione, comprensivo di prestazioni professionali, non può superare il tetto massimo di 10.000 euro, IVA inclusa per ogni proprietario. La detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

I nuovi arredi o elettrodomestici per cui si vuole usufruire della detrazione, devono essere necessariamente acquistati dopo l’inizio dei lavori di ristrutturazione.

Chi può usufruire del bonus mobili ed elettrodomestici?

 

Per poter usufruire del Bonus mobili è necessario realizzare una ristrutturazione edilizia, sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.

La detrazione spetta anche se i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio, oppure quando l’intervento cui è collegato l’acquisto viene effettuato su una pertinenza dell’immobile stesso, anche se accatastata autonomamente. Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali (per esempio, guardiole, appartamento del portiere, lavatoi), i condòmini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti. Il bonus non è concesso, invece, se acquistano arredi per la propria abitazione.

Per ottenere il bonus mobili,  è indispensabile che la data di inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella dell’ acquisto dei mobili o grandi elettrodomestici. Non è necessario che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile.

 

Quali sono gli interventi edilizi necessari per beneficiare del bonus mobili?

 

Gli interventi edilizi necessari sono:

manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti come tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni non danno diritto al bonus;

ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi come terremoti o inondazioni, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;

restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile

manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.

Esempi di manutenzione straordinaria:

rifacimento di scale e rampe

realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate

costruzione di scale interne

installazione di ascensori e scale di sicurezza

realizzazione dei servizi igienici

sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso, sostituzione dei tramezzi interni senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare

interventi finalizzati all’utilizzo di fonti rinnovabili di energia, ad esempio

l’installazione di una stufa a pellet o di impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili l’installazione o l’integrazione di un impianto di climatizzazione invernale ed estiva a pompa di calore. la sostituzione della caldaia, in quanto intervento diretto a sostituire una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento.

Ristrutturazione edilizia

Per ristrutturazione edilizia si intende:

modifica della facciata

realizzazione di una mansarda o di un balcone

trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda

apertura di nuove porte e finestre

costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti

Tuttavia non sono compresi tra gli interventi che danno diritto al bonus mobili:

quelli finalizzati all’adozione di misure dirette a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi a meno che, per le loro particolari caratteristiche, non siano anche inquadrabili tra gli interventi edilizi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro o risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, la realizzazione di posti auto o box pertinenziali.

 

Per quali acquisti si può usufruire del bonus mobili?

 

Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

Pavimentazioni

Tende e tendaggi

Beni mobili non agevolabili

Porte

Altri complementi di arredo

 

Come ottenere il bonus mobili ed elettrodomestici 2022?

 

Il Bonus mobili  si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi. La detrazione spetta unicamente al contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio. Inoltre, è possibile beneficiare della detrazione del 50% per l’acquisto di arredi o elettrodomestici in immobili oggetto di ristrutturazioni.

La detrazione è riconosciuta per l’acquisto di mobili e di elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni).

Il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto al beneficio più volte.

Come indicato nella guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, i lavori su singoli appartamenti o parti condominiali che danno diritto al bonus sono:

Manutenzione Straordinaria  come la realizzazione  di scale interne, servizi igienici, installazione di ascensori, ecc 

Ristrutturazione edilizia come la costruzione di una mansarda, apertura di nuove porte e finestre, ecc;

Restauro e risanamento conservativo (adeguamento delle altezze dei solai, restauro di una struttura storica architettonica, ecc.

L’inizio della ristrutturazione dovrà essere documentata mediante Dia, Scia, Cil o Cila oppure da un’autocertificazione, ma solo nel caso in cui i lavori sono in edilizia libera.

 

Qual è il limite massimo di detrazione?

 

La detrazione dal 2022 è pari al 50% della spesa sostenuta fino al raggiungimento dell’importo massimo di 10.000 euro, riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. La detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo. Il limite di spesa di 10.000 euro riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione.

La detrazione non utilizzata in tutto o in parte non si trasferisce né in caso di decesso del contribuente né in caso di cessione dell’immobile oggetto di intervento di recupero edilizio. Non si trasferisce né in caso di decesso del contribuente né in caso di cessione dell’immobile.

Eventuali sanzioni per accesso indebito alle agevolazioni

Occorre conservare tutta la documentazione relativa ai lavori e alle spese effettuate anche per l’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici. I controlli infatti possono essere effettuati anche dopo cinque anni dai lavori.

Deve essere effettuata, poi, la comunicazione all’Enea degli acquisti di alcuni elettrodomestici per i quali si può usufruire del Bonus  frigoriferi, lavastoviglie, forni, frigoriferi, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici. La mancata o tardiva trasmissione non comporta la perdita del diritto alle detrazioni.

 

Chi sono i Beneficiari del bonus mobili?

 

L’agevolazione spetta ai:

Proprietari degli immobili;

Titolari di diritti reali sugli immobili uso, usufrutto

Deve trattarsi di soggetti titolari del diritto che abbiano sostenuto le relative spese. In generale possono fruire di questa agevolazione:

Proprietari o nudi proprietari;

Titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);

Locatari o comodatari;

Soci di cooperative divise e indivise;

Soci delle società semplici;

Imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce.

Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento. Questo purché tale soggetto sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture.

Bonus mobili e elettrodomestici nei condomini

La detrazione spetta anche quando i beni acquistati arredano un ambiente diverso rispetto a quello oggetto di ristrutturazione.

Ciascun condomino, in caso di interventi su parti comuni condominiali, può usufruire del bonus mobili ed elettrodomestici, per acquistare gli arredi delle parti comuni del condominio.

Come effettuare i pagamenti

Per richiedere le agevolazioni è necessario procedere al pagamento delle spese tramite metodi tracciabili, come i bonifici o carte di credito e debito. Inoltre è necessario conservare la documentazione che attesta i lavori e le spese sostenute: la ricevuta dei bonifici, la documentazione che attesta l’addebito sul conto corrente, le fatture per l’acquisto dei beni e per il pagamento dei servizi.

 Non è consentito, per beneficiare del Bonus, i pagamenti con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento. La detrazione fiscale è ammessa anche se i beni sono acquistati con un finanziamento a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con le stesse modalità prima indicate e il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento. In questo caso, l’anno di sostenimento della spesa sarà quello di effettuazione del pagamento da parte della finanziaria.

 

 

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