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Dopo quanto tempo il creditore non può più esigere il pagamento di una fattura insoluta? In altri termini quando scatta la prescrizione delle fatture? La risposta non è univoca: dipende da chi emette la fattura e per quale ragione. Non tutte le fatture, hanno lo stesso termine di prescrizione. Non è il tipo di atto fiscale a determinare i tempi massimi per la riscossione del credito, ma l’attività svolta: se l’attività è inquadrabile tra le prestazioni professionali o tra quelle periodiche (come ad esempio una fattura di acqua o del gas), tra quelle generate da un contratto di compravendita (ad esempio l’acquisto di una stampante) o da una prenotazione di una camera d’albergo.

 

Prescrizione delle fatture da acquisto di beni o servizi

La fattura è un documento fiscale emesso, in funzione di un pagamento. Alla base di tutto c’è sempre un contratto anche non necessariamente scritto di “compravendita” come esempio possiamo citare, gli acquisti di beni di abbigliamento, gioielli,  o di prestazioni di servizi come un abbonamento alle terme o la realizzazione di un sito internet.

In generale, come stabilito dal codice Civile tutte le fatture che derivano da un contratto si prescrivono in 10 anni dalla data di emissione della stessa.

Se  si acquista un’auto e non la si paga paghi o se ne paga solo una parte,  lo stesso per una casa, una poltrona, anche oggetti di minor valore come un cellulare, un elettrodomestico o una bicicletta, il creditore può  chiedere il  pagamento chiederti ma non oltre 10 anni dall’ultima diffida scritta che ti ha spedito. Ogni lettera di richiesta di provvedere al saldo, il cui invio  deve essere possa dimostrabile ad esempio con raccomandata AR o con Pec interrompe i termini di prescrizione e li fa decorrere nuovamente per altri 10 anni.

Si prescrive in 10 anni anche l’esecuzione di una prestazione eseguita da soggetti che non sono professionisti. Esempio, un abbonamento a teatro, ad un trattamento da una parrucchiera, alla realizzazione di un oggetto artigianale, alla riparazione di un mobile.

Tutti i crediti dei professionisti avvocati, medici, notai, ingegneri, consulenti del lavoro, si prescrivono in 3 anni. Si tratta di una particolare forma di prescrizione la cosiddetta «prescrizione presuntiva che, al di là delle questioni più tecniche, consente comunque al debitore di evitare il pagamento in un margine di tempo inferiore rispetto alle normali fatture da contratti per prestazioni di servizi.

Prescrizione in cinque anni

Il canone di affitto si prescrive in cinque anni. Lo stesso avviene  se si sottoscrive un abbonamento a un sito con pagamento mensile o annuale, la prescrizione è di 5 anni. Si prescrivono in cinque anni le bollette del telefono. Fanno eccezione le utenze della luce e del gas per le quali ora la prescrizione è stata portata a due anni.

 

Prescrizione in un anno

La fattura emessa dall’agente immobiliare per aver prestato la sua opera nell’intermediazione di una vendita o di un affitto si prescrive solo in 1 anno. Prescrizione fatture per trasporti è di 1 anno. E’  sempre di 1 anno la prescrizione dei diritti derivanti dal contratto di spedizione e dal contratto di trasporto. La prescrizione per scuole e palestre private è anche di un solo anno. E’ di 1 anno la prescrizione delle fatture emesse a seguito di vizi di esecuzione o di conformità (rispetto ad un accordo  scritto o preventivo) di tutti i tipi di lavori od opere, dalla ristrutturazione edile, all’intervento di un elettricista o di un idraulico art.2226 del c.c.  (Vedi commento del Sig. Foti in fondo all’articolo)

Le fatture o ricevute relative a prestazioni di artigiani o manutentori vanno in prescrizione dopo
10 anni dal compimento della prestazione stessa.  L’eventuale contestazione va fatta entro 8 giorni.

Prescrizione in sei mesi

Per alberghi e B&B la fattura emessa per il pagamento per il pernottamento in un hotel, albergo, ostello, affittacamere, bed & breakfast si prescrive in 6 mesi.

 

Atti interruttivi della prescrizione: cosa sono?

La prescrizione si compie solo se, nell’arco di tempo che abbiamo indicato, il creditore non reclama il pagamento. Se si attiva e invia al debitore un atto con cui esercita il proprio diritto quindi un sollecito, una diffida, un atto di citazione o un decreto ingiuntivo, ecc. il termine di prescrizione si interrompe e torna a decorrere nuovamente da capo per un altro periodo identico al primo. Se un venditore spedisce una diffida dopo 9 anni, per la prescrizione del suo credito ci vorranno altri 10 anni da quel momento. In questo modo, ripetendo periodicamente tale attività, la prescrizione potrebbe non verificarsi mai.

Quali sono le cause della sospensione della prescrizione.

Le cause di sospensione sono degli impedimenti giuridici che giustificano il fatto che il termine di sospensione si “congeli” fino a quando non sono cessati.
La sospensione è può essere causata da una situazione oggettiva, o per meglio dire per l’instaurarsi, tra il creditore ed il debitore, di un particolare rapporto giuridico (sono le cause dell’art. 2941 codice civile: coniugio, responsabilità genitoriale, amministrazione di una persona giuridica eccetera), oppure anche da una situazione soggettiva del titolare (sono le cause dell’art. 2942 del codice civile).
Ai sensi dell’art. 2941 del codice civile, le prescrizioni dei crediti sono sospese:
1) tra i coniugi;
2) tra chi esercita la responsabilità genitoriale di cui all’articolo 316 o i poteri a essa inerenti e le persone che vi sono sottoposte;
3) tra il tutore e il minore o l’interdetto soggetti alla tutela, finché non sia stato reso e approvato il conto finale, salvo quanto è disposto dall’articolo 387 per le azioni relative alla tutela;
4) tra il curatore e il minore emancipato o l’inabilitato;
5) tra l’erede e l’eredità accettata con beneficio d’inventario;
6) tra le persone i cui beni sono sottoposti per legge o per provvedimento del giudice all’amministrazione altrui e quelle da cui l’amministrazione è esercitata, finché non sia stato reso e approvato definitivamente il conto;
7) tra le persone giuridiche e i loro amministratori, finché sono in carica, per le azioni di responsabilità contro di essi;
8) tra il debitore che ha dolosamente occultato l’esistenza del debito e il creditore, finché il dolo non sia stato scoperto”

Per quanto riguarda le cause “soggettive”, ai sensi dell’art. 2942 le prescrizioni dei crediti sono sospese:
1) contro i minori non emancipati e gli interdetti per infermità di mente, per il tempo in cui non hanno rappresentante legale e per sei mesi successivi alla nomina del medesimo o alla cessazione dell’incapacità;
2) in tempo di guerra, contro i militari in servizio e gli appartenenti alle forze armate dello Stato e contro coloro che si trovano per ragioni di servizio al seguito delle forze stesse, per il tempo indicato dalle disposizioni delle leggi di guerra”.
Per la giurisprudenza, le cause di sospensione sono tassativamente elencate e non possono essere interpretate in maniera estensiva, né tantomeno in via analogica. Ad esempio, la causa relativa all’infermità di mente, non comprende anche l’ipotesi dell’incapacità naturale (Cassazione, sentenza n. 11004/2018).

Come si calcola la prescrizione?

La prescrizione decorre dal giorno in cui si può far valere il diritto e termina quando si è compiuto l’ultimo giorno. Il calcolo dev’essere fatto considerando il calendario comune (quindi comprendendo sabati e festivi) e non deve considerare il giorno nel corso del quale cade il momento iniziale del termine.

 

Quali sono le cause dell’interruzione della prescrizione.

Il decorrere del tempo necessario per le prescrizioni dei crediti si sospende, per poi continuare quando la causa di sospensione cessa di esistere, vi sono altri casi in cui la legge prevede che il termine per le prescrizioni dei crediti si interrompa.
Al verificarsi di una delle cause di interruzione della prescrizione del credito, il termine per far valere il diritto ricomincia da zero.
La più frequente delle case di interruzione delle prescrizioni dei crediti è l’atto con cui il creditore richiede l’adempimento della prestazione, costituendo in mora il debitore.

Ai sensi dell’art. 2943 e 2944 codice civile interrompono le prescrizioni dei crediti:
ogni atto stragiudiziale che valga a costituire in mora il debitore. Questo deve contenere la chiara indicazione del debitore, l’esplicitazione di una pretesa e l’intimazione o la richiesta scritta di adempimento, da cui si possa ricavare l’inequivocabile volontà del creditore di far valere il proprio diritto, nei confronti del debitore, con l’effetto sostanziale di costituirlo in mora.
 l’atto notificato con il quale una parte, in presenza di compromesso o clausola compromissoria, dichiara la propria intenzione di promuovere il procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla nomina degli arbitri
la notificazione dell’atto con il quale si inizia un giudizio, di cognizione, conservativo o esecutivo.

La domanda proposta nel corso di un giudizio, anche se il giudice adito è incompetente.
il riconoscimento volontario del diritto da parte di colui contro il quale il diritto stesso può essere fatto valere. Il riconoscimento può avvenire anche tacitamente, purché inequivocabilmente. Si tratta di atto ricettizio, per cui il riconoscimento del debito interrompe la prescrizione dei debiti quando giunge a conoscenza legale del creditore.
Secondo la Cassazione gli atti che interrompono le prescrizioni dei crediti, quali meri atti unilaterali recettizi, producono effetti anche quando il destinatario sia un incapace naturale, purché gli pervenga nel rispetto delle previsioni di cui agli artt. 1334 e 1335 c.c.
La prescrizione dei debiti finanziari si interrompe con il richiamo della società finanziaria inviato al soggetto finanziato.
Con l’intimazione di pagamento l’Agenzia delle Entrate interrompe la prescrizione e il conteggio del termine riparte da zero.

Quale differenza tra le decadenze e le prescrizioni dei crediti.

Quando si parla di prescrizione, occorre non confonderla con la decadenza. Questa presenta alcune similitudini con la prescrizione dei pagamenti  essendo legata al decorso del tempo. Ma a differenza delle prescrizioni dei crediti, i termini di decadenza non sono legate all’inerzia del titolare del credito.
Si parla ad esempio di decadenza del termine per esercitare la garanzia. La legge impone che la garanzia sia esercitata, appunto a pena di decadenza, entro un certo periodo.
Tanto è vero che per la decadenza, non si applicano né le cause interruzione, né “salvo che sia disposto altrimenti”, le cause di sospensione previste per le prescrizioni dei crediti.
Inoltre, a differenza della prescrizione dei pagamenti, il termine di decadenza può essere modificata dalle parti di un contratto, che possono concordare, ad esempio, un termine per esercitare la garanzia più lungo di quello previsto dalla legge. Oppure, al contrario, possono rinunciare alla decadenza.
Oltre a questo tipo di decadenza, detta negoziale, ne esiste una detta “legale”, cioè prevista direttamente dalla legge.

 

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