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Quando chiedi un finanziamento, un fido un anticipo fatture, la Banca richiede un bilancio. Il bilancio è nato per favorire la comprensione dei tuoi dati economico-finanziari, rappresenta un’analisi che mostra la redditività e la struttura finanziaria della tua impresa. Analizzare il bilancio sapendo su cosa si focalizzerà la banca è molto utile. Adottare strutture di bilancio in linea con le aspettative degli istituti di credito facilita il dialogo con la banca.

Il bilancio fotografa l’impresa, ma è una immagine che presenta diversi limiti, è statica, descrive il passato e talvolta può essere oggetto di politiche di bilancio non chiare per un terzo lettore, come per esempio la scelta dei criteri riguardanti la valorizzazione del magazzino. Ma comunque resta il documento principale che indica il profilo economico finanziario della tua impresa e contribuisce a determinare il tuo merito creditizio.

Da cosa è composto il bilancio d’esercizio?

Il bilancio di esercizio è composta da:

Stato Patrimoniale, rappresenta in modo sintetico la composizione qualitativa e quantitativa del patrimonio della società al giorno della chiusura dell’esercizio;

Conto Economico, espone il risultato economico dell’esercizio attraverso la rappresentazione dei costi e degli oneri sostenuti, nonché dei ricavi e degli altri proventi conseguiti nell’esercizio;

Nota Integrativa, spiega i criteri applicati nella valutazione dei valori di bilancio, le motivazioni dei risultati e dei criteri utilizzati per la redazione dello Sato Patrimoniale e del Conto Economico, in modo da facilitare la comprensione degli accadimenti aziendali.

Il tutto può essere corredato da una relazione degli amministratori indicante la situazione della società e l’andamento della gestione, nel suo complesso e nei vari settori in cui ha operato, anche attraverso eventuali imprese controllate, con particolare riguardo ai costi, ai ricavi e agli investimenti.

consiglio

Analizza i bilanci,  in modo da essere pronto a rispondere alle richieste di chiarimenti e di informazioni aggiuntive da parte della banca a cui ti rivolgi per ottenere credito.

Se operi con una micro o piccola impresa con una natura giuridica diversa dalla società di capitale e/o in settori particolari come ad esempio agricoltura, artigianato, servizi ecc., godi di un regime di contabilità semplificata. In questo caso è utile anche se vi è un obbligo di legge, predisporre un documento contabile che contenga più informazioni possibili affinché  sia possibile monitorare la situazione economico-finanziaria e semplificare la valutazione della banca nel merito di credito.

 

L’equilibrio finanziario

Equilibrio finanziario ed equilibrio economico sono due componenti imprescindibili per rimanere sul mercato: una delle principali cause di default dell’impresa è la mancanza di liquidità necessaria per proseguire la propria attività e onorare i propri debiti. Il documento da cui partire per l’analisi di bilancio è lo Stato Patrimoniale che generalmente viene suddiviso in 5 macro categorie. Le attività sono composte dalle immobilizzazioni e dall’attivo corrente o circolante, le passività dal patrimonio netto, dai debiti a medio lungo termine e dalle passività correnti.

STATO PATRIMONIALE

IMMOBILIZZAZIONI PATRIMONIO NETTO

ATTIVITÀ CORRENTI (LIQUIDITÀ, RIMANENZE, CREDITI A BREVE TERMINE, ALTRE ATTIVITÀ CORRENTI)

DEBITI A MEDIO-LUNGO TERMINE

PASSIVITÀ CORRENTI (DEBITI A BREVE TERMINE, DEBITI FINANZIARI, ALTRE PASSIVITÀ CORRENTI)

TOTALE ATTIVITÀ TOTALE PASSIVITÀ

 

Il Capitale Circolante Netto (CCN) è un margine di primaria importanza, poiché evidenzia il livello di equilibrio strutturale e finanziario di breve termine.

Il CCN è costituito dalla differenza tra le attività correnti e le passività correnti, in altri termini da (rimanenze + liquidità immediate + crediti a breve termine) meno (debiti finanziari + debiti a breve termine).

Il CCN esprime la misura in cui l’impresa è in grado di far fronte agli impegni assunti nel breve periodo con il realizzo delle attività a breve.

Una ulteriore variabile da prendere in considerazione è il rapporto tra patrimonio netto e il totale del passivo dello Stato Patrimoniale. Dovrebbe raggiungere almeno il 25%, vale a dire che per ogni 100 euro investiti nella tua impresa, almeno 25 dovrebbero essere finanziati direttamente da te. Più il rapporto scende al di sotto della soglia consigliata, più l’impresa risulta sottocapitalizzata e più si abbassa il tuo merito di credito.

PATRIMONIO NETTO > 25% TOTALE PASSIVO

Le piccole e medie imprese sono notoriamente sottocapitalizzate, ciò significa che prevalgono i debiti rispetto al capitale proprio. Per la banca, disporre di un limitato patrimonio significa scarsa affidabilità perché aumentando il numero dei debitori e la loro esposizione aumenta il rischio di non veder rimborsato il proprio credito.

Se l’impresa non ha un patrimonio adeguato, la banca può richiedere una o più garanzie a supporto della domanda di credito. Le garanzie possono provenire direttamente dal patrimonio dell’imprenditore oppure possono essere fornite da soggetti esterni.

Per misurare l’equilibrio finanziario sui utilizza il leverage o indice di indebitamento. Ci sono diversi modi per calcolarlo. Al numeratore devi inserire tutti i tuoi debiti, oppure solo i debiti verso il sistema bancario (in questo caso misura il grado di indipendenza dalle banche), siano essi di breve o di medio termine o solo i debiti verso le banche a medio termine. In ogni caso al denominatore compare sempre lo stesso elemento: il patrimonio netto. Più l’indice cresce e più l’impresa è indebitata.

       DEBITI A BREVE E MEDIO termine

LEVERAGE  =   ———————————         < = 4
      PATRIMOMIO NETTO

L’indice di indebitamento evidenzia il peso dei finanziamenti di terzi rispetto al totale degli investimenti aziendali. Il valore dipende da diversi fattori, tra cui l’attività economica esercitata. Valori elevati soprattutto rispetto alla media di settore, possono segnalare anomalie strutturali dell’impresa ed un peso eccessivo degli oneri finanziari. L’indice deve essere letto congiuntamente con gli indicatori relativi agli oneri finanziari. Se la tua impresa è in grado di produrre un buon cash flow e buoni margini operativi lordi (MOL), l’indice può essere inferiore a 4 grazie alla tua capacità di generare reddito e quindi di rimborsare il finanziamento.

Da calcolare anche il rapporto tra i debiti verso le banche e il fatturato. Un valore dell’esposizione bancaria complessiva (debiti a breve, compreso lo smobilizzo crediti, più debiti a medio termine) non superiore a un terzo del fatturato è da considerarsi ottimale. Tale soglia può essere superata nel caso in cui il debito è per la maggior parte costituito da smobilizzo crediti e l’impresa ha pochi insoluti, oppure in caso di redditività aziendale molto elevata e di conseguenza in grado di ripagare velocemente il debito.

DEBITI VERSO BANCHE A BREVE E MEDIO termine < 1/3 DEL FATTURATO

Un valore particolarmente interessante è il Margine Operativo Lordo (MOL o EBITDA) che considera solo la gestione caratteristica dell’impresa e che si ottiene sottraendo al valore della produzione il costo della produzione, escludendo dal calcolo gli ammortamenti e le svalutazioni. L’indice così calcolato non tiene conto degli oneri e proventi finanziari, dei costi e ricavi straordinari e delle imposte.

Se sottrai dal MOL il valore degli ammortamenti, degli accantonamenti operativi e sommi il saldo di ricavi e oneri diversi ottieni il Margine Operativo Netto (EBIT).

Se rapporti i debiti verso le banche a breve, medio e lungo termine e il MOL hai una indicazione di quanto l’indebitamento bancario incida sulla redditività della gestione caratteristica. I debiti verso le banche non dovrebbero superare 3 volte il MOL, in caso contrario è probabile che possano mancare le risorse per rimborsare i prestiti.

DEBITI VS/ BANCHE A BREVE +MEDIO + LUNGO termine

———————————————————————— < = 3
MARGINE OPERATIVO LORDO

L’equilibrio finanziario di medio e lungo periodo lo puoi verificare anche rapportando il MOL agli oneri finanziari:

                                                     MOL
EQUILIBRIO FINANZIARIO MEDIO = ————————— < 1
                                                          ONERI FINANZIARI

L’indice evidenzia il grado di assorbimento delle risorse economiche generate dalla gestione caratteristica da parte degli oneri finanziari. Un valore inferiore a uno è sintomo di una tensione finanziaria.

 L’equilibrio economico


Equilibrio finanziario e equilibrio economico sono strettamente correlati. I costi e i ricavi, infatti, sono misurati, rispettivamente, da uscite ed entrate finanziarie.

Cosa significa valutare l’andamento economico del tuo business?

Significa calcolare l’ammontare dei costi e dei ricavi della tua attività e verificare che gli indici di redditività ad essi connessi forniscano dei risultati positivi.

Il MOL, considerato in relazione alle voci dello Stato Patrimoniale, è uno dei più importanti indicatori perché misura la redditività della sola gestione caratteristica dell’impresa. Il rapporto tra MOL e fatturato indica il margine di guadagno per ogni unità di fatturato.

Margine di guadagno per unita di fatturato = MOL/FATTURATO X100

La redditività è fortemente influenzata dal settore in cui operi, non esiste un valore ottimale in senso assoluto. E’ importante conoscere l’evoluzione della redditività nel tempo analizzando i propri bilanci e i bilanci dei concorrenti per capire se è sufficientemente buona o se e come possa essere migliorata.

Puoi proseguire l’analisi economica della tua impresa attraverso il calcolo di altri indicatori di redditività come il ROI e il ROE che sono considerati tra i principali indici di bilancio utilizzati nel processo di valutazione del merito di credito da parte della banca.

Il ROI (Return On Investment) è un indice di redditività che esprime, in termini percentuali, quanto rendono gli investimenti che hai fatto.

       REDDITO OPERATIVO (EBIT)
ROI = ————————————————- X 100

   Capitale Investito Netto Operativo

Come si fa sostenere  che un valore del ROI è da considerarsi un buon indice di redditività degli investimenti oppure no? Questa risposta dipende da una serie di fattori interni ed esterni. In ogni caso è utile il confronto con il valore medio di settore e una analisi del trend dell’indice nel tempo. In generale, è auspicabile un valore positivo più elevato possibile.

Il ROE (Return on Equity) dice già molto a chi valuta il tuo merito di credito perché misura il rendimento del capitale proprio ed è dato dal rapporto tra l’utile netto d’esercizio e il capitale netto che hai conferito nella tua impresa.

 UTILE D’ESERCIZIO

                                          ROE = ———————————————- X 100

                                                                 PATRIMONIO NETTO 

Il ROE consente di valutare quanto rende il capitale proprio conferito nell’impresa ed eventualmente confrontarlo con investimenti alternativi. Per chi sta analizzando l’azienda  rappresenta un indicatore immediato della redditività.
Non esiste un valore di riferimento, in quanto questo varia molto in relazione al settore di riferimento. In termini generali, è auspicabile un valore positivo e il più elevato possibile.

 

Sono diversi gli indici di redditività che puoi calcolare per valutare la gestione economica della tua impresa. I tre sopra indicati sono, di solitamene, sufficienti per fornire le informazioni necessarie per capire come la tua azienda è posizionata dal punto di vista economico.

Un ultimo indicatore da monitorare prima della richiesta di un finanziamento è il rapporto tra:

POSIZIONE FINANZIARIA NETTA (PFN) 

——————————————-

MARGINE OPERATIVO LORDO (MOL)

La PFN rappresenta il livello di esposizione finanziaria che l’azienda presenta verso i terzi, al netto delle disponibilità liquide.
Si possono avere 2 metodologie di calcolo della Posizione Finanziaria Netta:
• PFN Sintetica: banche + altri finanziatori – disponibilità liquide;
• PFN Allargata: (obbligazioni + obbligazioni convertibili + debiti verso soci per finanziamenti + debiti verso banche + debiti verso altri finanziatori + titoli di credito) – (disponibilità liquide + attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni).

L’indice PFN/MOL costituisce  un importante indicatore perché mette in relazione l’indebitamento finanziario con la redditività e fornisce la principale indicazione sintetica della capacità del business di generare cassa.

 IL CASH FLOW

C’è un’ulteriore grandezza fondamentale nel processo di valutazione della banca che è il cash flow o “flusso di cassa”, fondamentale a tal punto da poter condizionare il successo o il fallimento della tua richiesta di credito.
Il cash flow è un importante indicatore che ti consente di valutare la capacità finanziaria e la redditività della tua impresa e mostra se le risorse disponibili sono sufficienti per autofinanziare la tua attività aziendale.

Vi sono diverse modalità e diversi livelli di approfondimento per arrivare all’effettiva variazione di cassa. Partendo dall’analisi del conto economico, si potrebbe pensare che l’utile netto coincida con la cassa. In realtà, nella determinazione dell’utile incidono delle voci di carattere non monetario che effettivamente non generano un’uscita di liquidità dall’azienda. Basti pensare all’acquisto di un macchinario, in cui il pagamento avviene normalmente per intero nell’anno di acquisto, ma troviamo dei riflessi di questa operazione per diversi anni in conto economico, sotto la forma di ammortamenti, che non rappresentano un’uscita di cassa, ma un allineamento contabile.

Quindi per calcolare un primo indicatore di cash flow, che seppur nella sua semplicità ti dà un’indicazione sulla liquidità generata (o meno) dalla tua attività economica, si può partire dall’utile netto, a cui aggiungere tutti i costi che non danno luogo a esborsi monetari (ammortamenti, quota di Tfr, accantonamenti a riserve ordinarie e straordinarie, etc.). Se il valore è positivo, significa che hai generato liquidità con la tua attività economica durante l’anno, mentre se negativo segnala che la gestione ha consumato maggiori risorse di quante ne siano entrate.

Il valore appena calcolato però non coincide con le disponibilità liquide effettive, in quanto abbiamo preso in considerazione solo quanto è registrato nel Conto Economico. Per esempio, se abbiamo emesso una fattura a fine anno e vi sono delle dilazioni di pagamento, non avremo un incasso immediato. Quindi, tempi e dilazioni di incasso e pagamento, investimenti, come finanzi la tua impresa, sono tutti fattori che incideranno sulla tua liquidità disponibile a fine anno.
E’ importante avere uno strumento che metta in relazione sia le voci di Conto Economico sia di Stato Patrimoniale e che renda più chiaro dove si genera e dove viene assorbita la liquidità aziendale: il rendiconto finanziario.

Il rendiconto finanziario

Il rendiconto finanziario ha lo scopo di presentare le variazioni dei flussi finanziari (entrate e uscite di disponibilità liquide e mezzi equivalenti) avvenute nel corso dell’esercizio, distinguendo tali flussi a seconda che derivino dall’attività operativa, di investimento e finanziaria.
Lo strumento consente di ottenere:
informazioni complete sulla struttura finanziaria dell’impresa (compresa la sua liquidità e solvibilità). Infatti, in alcuni casi, le informazioni presentate nel rendiconto finanziario non sono ricavabili (o immediatamente ricavabili) dallo Stato Patrimoniale, dal Conto Economico o dalla Nota Integrativa;
informazioni aggiuntive che permettano di chiarire, da un punto di vista finanziario, le variazioni intervenute in alcune voci dello Stato Patrimoniale;
indicazioni importanti circa l’ammontare,  la  tempistica e l’incertezza dei futuri flussi finanziari.

 

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