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Immobilizzazioni Finanziarie definizione

Le immobilizzazioni finanziarie sono parte dell’attivo patrimoniale di una società che non può essere dimessa nel breve periodo, presuppone tempi medio lunghi per essere smobilizzate, generalmente superiori ai 12 mesi.

Sono crediti di natura non commerciale, mutui attivi, titoli a medio lunga scadenza e partecipazioni, anche se in teoria possono rientrarvi i crediti commerciali, sebbene di solito abbiano una durata breve e inferiore all’anno, per cui normalmente devono essere esclusi.

La durata, non è sufficiente a qualificare sul piano normativo una partecipazione quale appartenente al circolante o alle immobilizzazioni. Potrebbe darsi il caso che una quota di capitale venga detenuta per lungo tempo, senza che essa abbia avuto finalità di immobilizzazione.

In altre parole, emerge la prevalenza di un criterio di destinazione funzionale e non temporale.

Per questo, le decisioni degli amministratori di una società sono determinanti.

Le partecipazioni

l Codice Civile prevede che siano immobilizzazioni gli investimenti durevoli per decisione degli amministratori della società, oppure che debbano essere considerate tali quando esse rappresentano una quota non inferiore a un quinto della società partecipata, a un decimo per il caso di società partecipata quotata in un mercato regolamentato.

Dunque, si hanno una decisione autonoma nel primo caso e una presunzione di legge nel secondo.

Le partecipazioni immobilizzate che puntano al controllo o all’influenza dominante nella società controllata o in un’influenza notevole in una società collegata, oppure ad ottenere vantaggi economici indiretti per il caso di partecipazioni non qualificate.

Tra le partecipazioni, si possono comprendere le azioni proprie, che una volta acquisite tendono a rimanere nel portafoglio societario per un periodo non breve, spesso per ragioni tipicamente finanziarie, come abbassare il numero delle azioni circolanti per aumentarne il valore, oppure per evitare possibili scalate alle quote di capitale. Deve essere indicato il valore nominale complessivo della azioni proprie in bilancio.

I capitali investiti per la produzione restano, per parecchi mesi all’interno dell’ aziende ed il loro disinvestimento (che si verifica abitualmente attraverso la vendita) non si effettua rapidamente.

Schematicamente

Le partecipazioni vengono ripartite in:

imprese controllate;
imprese collegate;
altre imprese.

Crediti. Sono considerati in via esclusiva i crediti aventi natura finanziaria o assimilabile e deve essere data separata indicazione per ciascuna voce degli importi esigibili entro l’esercizio successivo.

Occorre indicare il dettaglio dei crediti:

VS imprese controllate (controllate dirette e controllate indirette);
VS imprese collegate (collegate dirette e collegate indirette);
VS controllanti (controllante diretta e controllanti della propria controllante);
VS altri.

Altri titoli. Rappresentano tutti i titoli diversi dalle partecipazioni (titoli di credito, di proprietà atipici quali fondi comuni di investimento e i certificati immobiliari) purché destinati a essere detenuti durevolmente in portafoglio.

Azioni proprie. Calcolate al valore a fine esercizio delle azioni proprie detenute in modo duraturo, a fronte delle quali deve essere iscritta una specifica riserva tra i componenti del patrimonio netto.

 

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