Emessi a partire dal 1924, sono garantiti dallo Stato Italiano e sono stati scelti da decine di milioni di italiani, non sono certo una novità nel panorama dell’ investimento italiano.
Sono forme di risparmio che assicurano la restituzione del capitale investito più gli interessi maturati per il periodo in cui vengono detenuti.
I buoni possono essere emessi in due forme. quella cartacea , oppure in forma di buoni postali dematerializzati.
I Buoni fruttiferi postali sono emessi dalla Cassa depositi e prestiti, o CDP che è una società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e vengono distribuiti da Poste italiane.

Gli italiani possiedono uno stock di 152 miliardi di euro di Buoni Fruttiferi Postali emessi da Cassa depositi e prestiti a cui vanno sommati circa 70 miliardi di Buoni emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per un totale di circa 220 miliardi di euro.

Questo tipo di prodotti finanziari raccoglie circa l’8% della ricchezza mobiliare degli italiani.

A chi sono rivolti i Buoni Fruttiferi Postali?

A tutti coloro che vogliono diversificare il loro investimento. Per quella parte che si vuole proteggere da ogni forma di rischio in quanto il capitale è assicurato e garantito.

Se possiedi un Buono fruttifero postale a tasso fisso, il suo valore non varierà per effetto dei movimenti dei tassi di mercato: il suo valore di rimborso dato dal capitale più gli interessi crescerà sempre.

La presenza della garanzia dello Stato esclude i Buoni dalla normativa sul bail-in.
I Buoni postali possono essere di diverse tipologie: ogni tipologia è caratterizzata da una diversa durata, una diversa tipologia di tasso o da una diversa struttura dei rendimenti.

Buoni Fruttiferi Postali dematerializzati cosa sono?

I buoni fruttiferi postali dematerializzati sono dedicati ai soli clienti Poste Italiane, che possiedono un libretto di risparmio postale o di un conto corrente postale di qualsiasi tipo di Conto BancoPosta, esempio Conto Banco Posta, Conto BancoPosta Click.
Dematerializzati significa semplicemente che non sono fisici (di carta) ma hanno un formato elettronico
I buoni fruttiferi postali dematerialeiizati godono della medesima regolamentazione, dei medesimi rendimenti dei Buoni Fruttiferi Postali tradizionali.

Posso dematerializzare un Buono cartaceo?

Per poter chiedere la dematerializzazione di un Buono cartaceo occorre recarsi in ufficio postale e disporre di un Libretto postale o di un conto corrente postale recante la medesima intestazione del Buono.

Buoni fruttiferi postali dove si possono acquistare?

I buoni fruttiferi postali possono essere acquistati in uno dei circa 13.000 uffici postali sia in forma dematerializzata che in forma cartacea.
Se si è in possesso di un conto corrente postale o un Libretto postale abilitato ad operare online, è possibile acquistare Buoni dematerializzati direttamente online.

Tassazione dei Buoni fruttiferi postali

I Buoni postali sono soggetti a due tipi di tassazione, la ritenuta fiscale sugli interessi e l’imposta di bollo.

Ritenuta fiscale
Il buono fruttifero postale viene tassato sugli interessi secondo il regime fiscale vigente al momento della sua emissione:
Buoni emessi fino al 20-09-1986: nessuna imposizione fiscale sugli interessi
Buoni emessi dal 21-09-1986 al 31-08-1987: ritenuta fiscale del 6,25%
Buoni emessi dal 01-09-1987 al 23-06-1997: ritenuta fiscale del 12,50%
Buoni emessi dal 24-06-1997: imposta sostitutiva del 12,50%

Imposta di bollo
A partire dal 2012, i Buoni fruttiferi postali sono soggetti all’imposta di bollo. L’imposta di bollo si applica il 31 dicembre di ogni anno sull’intero ammontare di Buoni con medesima intestazione.
Se il valore di rimborso lordo al 31 dicembre è inferiore o uguale a 5.000 €, nulla è dovuto.
Se il valore di rimborso lordo al 31 dicembre è superiore a 5’000 € l’imposta si calcola moltiplicando l’aliquota annuale per il totale del nominale investito in Buoni con medesima intestazione. In ogni caso, nel 2012, 2013 e 2014 l’imposta di bollo era dovuta nella misura minima di 34,20€.
Riassumendo, chiamato N il nominale investito in Buoni con la medesima intestazione, se al 31 dicembre il valore di rimborso degli stessi Buoni è superiore a 5.000 €, l’imposta di bollo si calcola come segue:
• Imposta di bollo 2012: 0,10% * N, con un minimo di 34,20€ l’anno
• Imposta di bollo 2013: 0,15% * N, con un minimo di 34,20€ l’anno
• Imposta di bollo 2014: 0,20% * N, con un minimo di 34,20€ l’anno
• Imposta di bollo 2015: 0,20% * N
• Imposta di bollo 2016: 0,20% * N
• Imposta di bollo 2017: 0,20% * N
• Imposta di bollo 2018: 0,20% * N

Buoni fruttiferi postali cointestati

I buoni fruttiferi postali possono essere intestati a più soggetti con la facoltà per gli stessi di compiere operazioni anche separatamente.

Questa normativa è applicata anche ai buoni già emessi.
I Buoni fruttiferi postali cointestati sono emessi in modalità cartacea con la clausola pari facoltà di rimborso.

I titoli sono nominativi e rimborsabili a vista presso l’ufficio postale che li ha emessi oppure entro 6 giorni lavorativi in qualsiasi altro ufficio postale.

La cointestazione ha in alcuni casi generato dei problemi
Ad esempio il l problema sorge nel caso in cui un contitolare muoia.
In questo caso il contitolare superstite ha tutto il diritto di ottenere il rimborso del buono presentando il titolo all’ufficio postale.
anche senza il permesso degli eredi del cointestatario deceduto in quanto per la normativa che disciplina i titoli di credito il titolare del buono “è legittimato al diritto in esso menzionato per effetto dell’intestazione a suo favore contenuta nel titolo” (art. 2021 del codice civile).

Tipologie di Buoni Fruttiferi Postali 2019

Buoni fruttiferi postali ordinari, scadenza a 20 anni, in essere dal Febbraio 2016. Al momento è sottoscrivibile una particolare serie (TF120A101218) con tassi crescenti. Si parte dallo 0,01% al primo anno, sino ad arrivare allo 0,60% dal sedicesimo al ventesimo anno.
Interessante la capitalizzazione degli interessi bimestrale.
Buoni fruttiferi postali a 3 anni operativi dal Maggio 2017 sono ancora sottoscrivibili anche per l’anno 2019. Il vincolo è triennale, ed a scadenza vi è il rimborso del capitale con gli interessi (rendimento al terzo anno pari allo 0,70% – media del rendimento complessiva 0,40%).

A queste tipologie, si affiancano il Buono 3 x 2, e il Buono 3 x 4.
Buono fruttifero 3 x 2 è un buono a tasso fisso con possibilità di rimborso ogni 3 anni con una durata massima di 6 anni. Il tasso di interessa a 3 anni è del 0,30% mentre a 6 anni è dell’1%.
Buono fruttifero 3 x 4 è un buono a tasso fisso con possibilità di rimborso ogni 3 anni con una durata massima di 12 anni. Il tasso a 3 anni è dello 0,30%, a 6 anni dello 0,75%, a 9 anni del’ 1,25%, ed a 12 anni del’ 1,50%.
Tutti i tassi d’interessi delle varie tipologie presentate devono essere intesi lordi, e soggetti ad una ritenuta del 12,50%.

Buoni fruttiferi postali per i minori

Per il 2019, sono sottoscrivibili i buoni fruttiferi dedicati ai minori sono sottoscrivibili fino al compimento del diciottesimo anno del ragazzo/a, e sono sempre a tassi crescenti.

Poste Italiane ha aggiornato i rendimenti dei buoni dalla data del 22 marzo 2019.
Tabella dei rendimenti dei tassi di rendimento
Periodo si possesso Rendimento effettivo annuo lordo alla fine di ciascun periodo di possesso
1 anno e 6 mesi 1,00%
2 anni 1,00%
3 anni 1,00%
4 anni 1,50%
5 anni 1,50%
6 anni 1,75%
7 anni 1,75%
8 anni 2,00%
9 anni 2,00%
10 anni 2,00%
11 anni 2,00%
12 anni 2,50%
13 anni 2,50%
14 anni 2,50%
15 anni 2,50%
16 anni 3,00%
17 anni 3,00%
18 anni 3,00%

Calcolo Buoni Fruttiferi Postali

Hai un buono fruttifero postale e vuoi sapere quanto vale? Devi semplicemente andare su questa pagina del sito Poste Italiane e compilare
Data di sottoscrizione
Data di rimborso
e scegliere la tipologia di buono
Successivamente devi aggiungere la divisa normalmente Euro
e l’importo

Buoni Fruttiferi Postali Calcolo

 

Buoni Fruttiferi Postali scaduti

Nel momento in cui il buono fruttifero postale raggiunge la scadenza decade il diritto a ricevere ulteriori interessi. Conserva ancora il valore capitale per altri dieci anni.
Dopo dieci anni dalla scadenza del buono fruttifero postale lo stesso cade in prescrizione. Per cui non è più esigibile. in altre parole diventa carta straccia.
I buoni postali fruttiferi dematerializzati non vanno mai in prescrizione poiché alla scadenza vengono automaticamente rimborsati con un accredito a favore del conto corrente postale di chi li ha sottoscritti.

Conclusione Buoni Fruttiferi Postali

I buoni fruttiferi postali sono un ottimo strumento per la diversificazione del portafoglio. Presentano un rischio quasi nullo e danno in cambio un rendimento che parte dall’ 1 5 fino ad un massimo del 3% in caso di sottoscrizione di un buono fruttifero postale per minori dopo 18 anni

Buoni Fruttiferi Postali serie Q

Gli interessi sono stati fonte di contenzioso tra gli investitori e Poste Italiane per una modifica del rendimento dei buoni fruttiferi postali serie q. Poste Italiane ha abbassato il rendimento previsto, riportato nel retro del buono stesso. Gli investitori si sono lamentati e hanno fatto intervenire Federconsumatori che dopo una lunga battaglia legale ha vinto la causa.
Poste Italiane deve pertanto risarcire i sottoscrittori.
Anche tenendo conto degli inconvenienti sopra citati consigliamo di investire in questo strumento tenendo conto di un investimento mirato alla conservazione del capitale specialmente in momenti di incertezza economica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bull N Bear

Pin It on Pinterest