Che cos’ è il fondo interbancario di tutela dei depositi?

E’ un sistema di protezione dei correntisti con depositi nel sistema bancario.

Cenni storici

Dal 1978 il fondo centrale per la garanzia delle banche rurali e artigianali è stato fondato su base volontaria, il primo esempio in Italia di un sistema di garanzia dei depositi (noto anche come DGS, acronimo inglese del sistema di garanzia dei depositi) sostegno reciproco tra banche (chiamato anche IPS, acronimo  del sistema di protezione istituzionale.

Nel 1987,è stato istituito il Fondo di protezione dei depositi interbancari, che ha assicurato i depositi degli istituti di credito italiani ad esso volontariamente associati, ad eccezione delle Banche rurali e artigiane, che  avevano già un meccanismo di garanzia specifico.

Il Fondo centrale di garanzia, con struttura e organizzazione diverse da quelle del Fondo interbancario di garanzia dei depositi, aveva in realtà una funzione molto più ampia rispetto al secondo.

Infatti, mentre il Fondo Interbancario era essenzialmente concepito per risolvere le crisi irreversibili delle banche associate, il Fondo Centrale di Garanzia, grazie alla natura solidale del movimento cooperativo, poteva anche fornire fondi finanziari e capitali alle Banche in temporanee difficoltà.

Nel 1997, è stato istituito l’attuale fondo di garanzia dei depositi del credito cooperativo (in breve FGD), su iniziativa di Federcasse e con la partecipazione iniziale di 362 banche di credito cooperativo.

La FGD ha trovato la sua legittimazione sin dalla sua nascita nel recepimento della direttiva n. 19 del 1994 della Comunità economica europea, che ha stabilito l’istituzione obbligatoria di meccanismi di garanzia dei depositi bancari negli Stati membri. Il Fondo è stato autorizzato dalla Banca d’Italia nel 1997, poiché il suo statuto e il suo regolamento interno erano già conformi ai principi del diritto comunitario.

Qual’è la finalità del fondo interbancario di tutela dei depositi?

La finalità del Fondo è di tutelare i risparmi dei correntisti di banche che dovessero trovarsi in situazioni di insolvenza, quindi depositi in conto corrente, conti di deposito, certificati di deposito nominativi, libretti di risparmio nominativo e assegni circolari, garantiti in caso di fallimento dell’istituto di credito fino a 100.000 euro.

Il limite di copertura è di 100.000 euro per depositante, per singola banca, a prescindere dall’appartenenza allo stesso gruppo bancario e nel caso di più conti correnti intestati alla stessa persona si procede a cumulare i depositi di tutti i conti intestati presso la medesima banca.

Il contributo richiesto alle banche è di tipo ex-post, ovvero le banche consorziate devono mettere mano al portafogli solo in caso di dissesto di una banca.

L’articolo 21 dello Statuto del Fondo spiega inoltre che le banche aderenti in caso di intervento possono essere chiamate a tirare fuori fra lo 0,4 e lo 0,8% dei fondi rimborsabili di tutte le consorziate.

Chi sono le banche che partecipano al finanziamento del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd)?

Il Fitd, è supervisionato dalla Banca d’Italia,

Al 31 dicembre 2018 al Fondo interbancario di tutela dei depositi aderivano 259 banche: tra queste, nove sono banche extracomunitarie che aderiscono obbligatoriamente e una filiale di banca comunitaria che partecipa volontariamente per estendere il livello di copertura del Paese d’origine.

Di questi 259 istituti di credito, 189 fanno parte di gruppi bancari mentre 82 sono banche singole.

Anche le banche che operano online sono obbligate ad aderire al FITD, al pari di tutte le altre banche.

Quali sono i risparmi rimborsati dal Fitd?

Sono oggetto della tutela del Fitd i conti correnti, i conti deposito (anche quelli vincolati), gli assegni circolari e i certificati di deposito nominativi (non quelli al portatore).

Non vengono garantiti dal Fitd investimenti come i titoli di Stato come BOT CCT CTZ BTP ecc,  le azioni, le obbligazioni, i pronti contro termine.

Nel caso in cui la banca dovesse trovarsi in stato d’insolvenza, i detentori degli investimenti depositati non corrono alcun pericolo in quanto non rientra  nell’attivo della banca e vengono dunque restituiti al proprietario che non incorre in alcuna procedura fallimentare a meno di non possedere titoli emessi direttamente dalla banca stessa.

Per il depositante è in ogni caso preferibile per il principio di precauzione distribuire i risparmi liquidi su diversi conti in più istituti di credito, riducendo in tal modo la possibilità di incorrere nella possibilità di perdere almeno per un certo periodo la disponibilità di tutti i suoi risparmi, agevolando anche la possibilità di rimborso.

Fino a che importo vengono rimborsate le somme depositate sul conto corrente?

Con il decreto legislativo n. 49 del marzo 2011 il limite massimo della garanzia è passato da 103291,38 euro a  100.000 euro garantiti dal fondo interbancario di tutela dei depositi che viene applicato per depositante e per Banca .

In altra parole se il depositante ha più conti in una banca per il legislatore è come se avesse un conto unico con garanzia fino a centomila euro.

Se lo stesso depositante è titolare di più conti presso diversi istituti di credito, potrà godere di una garanzia di centomila euro per ogni conto a lui intestato  differenti, godrà di una .

Se il fondo interbancario è cointestato a quanto ammonta l’importo garantito?

Se il fondo interbancario di tutela dei depositi conto cointestato, ogni intestatario gode di una garanzia massima di centomila euro.

Quante risorse dispongono le banche per far fronte a eventuali rimborsi?

Per “fondi rimborsabili” si intendono la massa totale dei depositi presenti nelle filiali degli istituti italiani delle persone fisiche e delle imprese. Il meccanismo del consorzio prevede che le banche versino i loro contributi soltanto in caso di necessità (“ex post”) a chiamata entro 48 ore.

L’articolo 21 dello Statuto del Fondo spiega inoltre che le banche aderenti in caso di intervento possono essere chiamate a versare fra lo 0,4 e lo 0,8% dei fondi rimborsabili di tutte le consorziate

Cosa si deve fare per ottenere il rimborso nel caso di insolvenza della banca?

Le modalità di rimborso delle somme si attivano automaticamente non occorre nessuna procedura perché non rientrano nel percorso liquidatorio dell’istituto bancario, in tempi relativamente brevi. Di norma il rimborso è effettuato entro 20 giorni,con eventuale proroga massima di altri 10 dalla data del provvedimento di liquidazione della banca.  Sarà compito dello stesso Fitd contattare e rimborsare ogni avente diritto.

 

Conclusioni sul Fondo interbancario di tutela dei depositi

Grazie al Fondo interbancario di tutela dei depositi i correntisti se tengono importi inferiori a 100,000 euro sui conti correnti in una banca possono stare sicuri che non perderanno il loro denaro.

Consigliamo in ogni caso di dividere in più istituti di credito i propri risparmi per il principio di precauzione. Tenendo presente che in caso di insolvenza della banca non sarà possibile accedere ai propri risparmi per almeno 20 0 30 gironi.

Un ulteriore consiglio che ci sentiamo di dare è quasi banale ma è comunque utile, se la tua banca è in crisi semplicemente cambia  banca. Controlla la solvibilità della banca (leggi il nostro articolo La tua banca è affidabile? Non lasciare spazio a sentimentalismi o all’indolenza, l’obiettivo è rendere sicuro il sudato risparmio.

 

4.7
04
Bull N Bear

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