FacileLa MiFID II è la disciplina che regola i servizi finanziari europei. Rivede la versione precedente (MiFID) in materia di prestazione dei servizi di investimento, tutela i piccoli investitori, ridefinisce i servizi di consulenza indipendenti e l’ adeguatezza della comunicazione.

MiFID II

  • Trasparenza sui costi degli strumenti finanziari. Con MiFID II diverrà obbligatorio effettuare una rendicontazione dettagliata di tutti i costi, sia in valore assoluto che in percentuale, di ogni singolo strumento e transazione finanziaria, in modo da rendere comprensibile l’impatto sulla performance dei costi dell’investimento. Questo processo deve essere garantito per tutta la durata dell’investimento, in modo da rendere consapevole l’investitore dei costi effettivi da lui sostenuti.
  • Rafforzamento dell’adeguatezza degli investimenti. Questo aspetto era già presente in MiFID I, con la nuova normativa sarà ulteriormente rafforzato. La valutazione dell’adeguatezza dovrà essere effettuata continuamente . Ciò Significa verificare periodcamente che la soluzione d’investimento proposta al cliente continui ad essere adeguata con il passare del tempo.
  • Trasparenza sulle transazioni proposte all’investitore. Le operazioni dovranno essere riportate in forma scritta, archiviate e opportunamente motivate. Infatti il consulente sarà tenuto a effettuare un’analisi costi/benefici per ogni operazione di cambio di prodotto, dimostrando che i benefici dall’operazione proposta superano i costi.
  • Modifica la consulenza finanziaria. La nuova normativa delimita le caratteristiche del servizio di consulenza offerto, che deve essere il più possibile allineato con le effettive esigenze finanziarie del cliente. Inoltre la MiFID II presuppone la specificazione della natura del servizio di consulenza offerto: cioè se questa avviene sotto forma indipendente o meno rendendo più evidente eventuali conflitti tra cliente e consulente.

La normativa MiFID II punta a essere un valido supporto nelle decisioni d’investimento dei risparmiatori, offrendo una maggiore tutela e trasparenza e aprendo alla possibilità di accedere a servizi d’investimento maggiormente in linea con le effettive esigenze dei clienti, più chiari sui costi e con un’informativa più semplice sugli investimenti proposti. Nei confronti dei consulenti invece, MiFID II chiede di essere rigorosi nel proporre soluzioni d’investimento adeguate ai reali bisogni e alle caratteristiche di clienti.

 

Scarica il testo della direttiva Mifid II UE  Scarica il testo del decreto legislativo Italiano Mifid  II

 

Vi proponiamo un interessante approfondimento del dottor Massimo Scolari Presidente Ascosim

Massimo Scolari

E-mail: Massimo.Scolari@ascosim.it

L’articolo è stato pubblicato nell’Annuario PFEXPO 2018

 

Mifid2: la capacità di sostenere le perdite. Definizione e valutazione di adeguatezza

Il 20 novembre 2014 Rory Percival della FCA, intervenendo alla Conferenza dell’Open University Business School a Londra, dichiarò che “molti consulenti finanziari non comprendono che cosa si intenda per capacità di sostenere le perdite. Piuttosto fanno affidamento (ai fini dell’analisi di profilazione di rischio) sulle risposte emozionali fornite dai clienti”..

La rilevanza della capacità di sostenere perdite (capacity for loss), come elemento distinto dalla tolleranza al rischio, era stato introdotto nella regolamentazione inglese già dal 2011, nell’ambito della normativa relativa alla valutazione di adeguatezza[1].

Nello stesso anno, il 2011, fu pubblicato il primo draft della revisione della Direttiva Mifid da parte della Commissione europea che, com’è noto, dopo un lungo iter legislative, fu definitivamente approvata nel maggio 2014.

La Commissione intendendo rafforzare le procedure che governano il processo di adeguatezza e ispirandosi alla normativa già in vigore in Uk, introduceva l’obbligo di valutare, nell’ambito della situazione finanziaria del cliente, la capacità di sostenere perdite al fine di fornire raccomandazioni di investimento adeguate[2].

Nella fase di avvicinamento all’entrata in vigore della nuova normativa molti temi sono stati ampiamente discussi dagli operatori anche in seguito alla pubblicazione del Regolamento delegato della Commissione.

E’ passato invece in secondo piano l’approfondimento sulle necessarie modifiche alle procedure di valutazione di adeguatezza (questionario di profilazione) che consentano di prendere in giusta considerazione la capacità del cliente di sostenere le eventuali perdite derivanti da investimenti raccomandati nell’ambito del servizio di consulenza

Definizione di capacità di sostenere le perdite

Il monito di Rory Percival della Fca, giunto dopo ben tre anni dalla pubblicazione del regolamento, dovrebbe indurre ad una riflessione sul rischio che, anche nel nostro paese, tale approccio possa essere insufficientemente compreso dagli operatori.

Si noti, tra l’altro, che né la Direttiva né il Regolamento Delegato forniscono una esatta definizione di “capacità di sostenere le perdite”. Anche i lavori di interpretazione dell’Esma non forniscono ad oggi chiari punti di riferimento.

Tornando quindi all’esperienza inglese, si può osservare che le linee guida della Fca del 2011 già contenevano una definizione di “capacity for loss”;

By ‘capacity for loss’ we refer to the customer’s ability to absorb falls in the value of their investment. If any loss of capital would have a materially detrimental effect on their standard of living, this should be taken into account in assessing the risk that they are able to take

Secondo la Fca una perdita derivante da investimenti finanziari può quindi dirsi non sostenibile se è di entità tale da determinare un concreto, materiale effetto negativo sullo standard di vita dell’investitore.

Come può una perdita finanziaria intaccare materialmente il tenore di vita di un cliente?

In fasi caratterizzate da consistenti variazioni negative dei mercati finanziari, come recentemente riscontrato in seguito alla Crisi Finanziaria, a causa delle rilevanti perdite in conto capitale, gli investitori sono portati ad incrementare il tasso di risparmio al fine di ricostituire il livello desiderato di patrimonio, sacrificando il proprio tenore di vita (consumi) oppure rinviando investimenti in beni durevoli.

Un secondo caso può essere identificato quando l’investitore, in seguito a perdita dagli investimenti, non sia in grado di conseguire i propri obiettivi di investimento alla fine del proprio orizzonte temporale, trovandosi nell’impossibilità ad esempio di finanziare investimenti o spese programmate, oppure trovandosi con un insufficiente montante previdenziale ecc.

La valutazione della capacità del cliente di sostenere le perdite assume quindi una particolare rilevanza nella valutazione di adeguatezza delle raccomandazioni di investimento. Si pone quindi il quesito di come poter rilevare tale grandezza nell’ambito della raccolta di informazioni sul cliente.

La rilevazione della capacità di sostenere le perdite

La raccolta di informazioni relative alle caratteristiche del cliente deve essere finalizzata ad accertare che le raccomandazioni di investimento siano di natura tale che il cliente sia finanziariamente capace di sopportare le eventuali perdite e che sia in grado di tollerare i rischi connessi al prodotto finanziario (mell’ambito del processo di product governance) o al portafoglio di strumenti finanziari suggerito.

La normativa distingue nettamente le due caratteristiche (willing to take risk and able to bear losses). Mentre la tolleranza al rischio è una variabile connessa agli obiettivi di investimento, la capacità di sostenere le perdite dovrà essere rilevata nel quadro delle informazioni sulla situazione finanziaria del cliente.

Nella valutazione della capacità di sostenere le perdite da parte del cliente non si dovrebbe quindi fare affidamento su risposte emozionali o autovalutative fornite dal cliente a domande dirette, quanto piuttosto su un’ analisi che poggia sulle informazioni quantitative che descrivono le condizioni economiche e patrimoniali del cliente, coniugate con i suoi obiettivi di investimento da realizzare nell’arco di un determinato orizzonte temporale.

Come valutare la capacità di sostenere le perdite

Il modello di valutazione in primo luogo dovrà identificare, se si accetta la definizione fornita da Fca, il valore economico che rappresenti una proxy dello standard di vita del cliente, mediante l’analisi del reddito disponibile, dei consumi correnti e degli eventuali impegni finanziari.

Quali sono le variabili che possono maggiormente influenzare la capacità di sostenere le perdite?

  • Il risparmio corrente. A parità di altri fattori, un livello più elevato di risparmio consente maggiore sostenibilità delle perdite poichè consente, a fronte di eventuali perdite, una più rapida ricostituzione del capitale investito senza intaccare i consumi e lo standard di vita.
  • Gli obiettivi del cliente. Un’altra variabile che incide nella valutazione della sostenibilità delle perdite consiste negli obiettivi che il cliente intende realizzare entro un orizzonte temporale definito (investimenti in immobili, spese per istruzione dei figli, montante previdenziale, spese sanitarie ecc.). Quanto maggiore è, a parità di altri fattori, la dimensione quantitativa degli obiettivi del cliente rispetto al capitale investito, tanto minore sarà il livello di perdita sostenibile.
  • L’orizzonte temporale di investimento. Un orizzonte a medio lungo termine degli investimenti consente di accettare una perdita più elevata poiché è maggiore il tempo disponibile per il ripristino del valore del portafoglio. Si noti che per un dato orizzonte temporale, una perdita sarà più sostenibile se si verifica nella fase iniziale del periodo. Ciò rafforza l’esigenza di una rivisitazione periodica delle informazioni sul cliente e/o a programmi sistematici di riduzione del rischio di portafoglio all’approssimarsi del termine dell’orizzonte temporale (Rule of Thumb).

Conclusioni

I prodotti finanziari presi isolatamente oppure inseriti in un portafogli di strumenti finanziari sono caratterizzati da rendimenti attesi e da rischi. Il rischio si può manifestare in forma di instabilità del prezzo di mercato (volatilità) e/o in perdite in conto capitale (forte caduta di prezzo, fallimento dell’emittente ecc.).

Gli investitori, che si prefiggono di realizzare un determinato obiettivo di rendimento, devono essere in grado sia di tollerare i rischi connessi alla volatilità dei prezzi di mercato sia di evitare che le eventuali perdite incidano significativamente sul proprio standard di vita.

Nello svolgere il servizio di consulenza le imprese di investimento dovranno assistere gli investitori nell’individuare il corretto equilibrio tra gli obiettivi di investimento e i rischi degli strumenti finanziari raccomandati.

 

 

[1] Finalised guidance, Financial Services Authority, Assessing suitability: Establishing the risk a customer is willing and able to take and making a suitable investment selection, March 2011

[2] “Quando effettua consulenza in materia di investimenti o gestione di portafoglio, l’impresa di investimento ottiene le informazioni necessarie in merito alle conoscenze ed esperienze del cliente o potenziale cliente in materia di investimenti riguardo al tipo specifico di prodotto o servizio, alla sua situazione finanziaria, tra cui la capacità di tale persona di sostenere perdite e ai suoi obiettivi di investimento, inclusa la sua tolleranza al rischio, per essere in grado di raccomandare i servizi di investimento e gli strumenti finanziari che siano adeguati al cliente o al potenziale cliente e siano in particolare adeguati in funzione della sua tolleranza al rischio e della sua capacità di sostenere perdite”. Direttiva Mifid2, art. 25

Cos’è la MiFID II?
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