FacileIl future è un contratto derivato negoziato su mercati regolamentati mediante il quale acquirente e venditore si impegnano a scambiarsi una determinata quantità di una certa attività finanziaria o reale (detta attività sottostante o underlying asset) a un prezzo prefissato e con liquidazione differita a una data futura prestabilita.

È un contratto simmetrico in quanto entrambi i contraenti sono obbligati a effettuare una prestazione a scadenza.
L’operatore che acquista il future (che si impegna, cioè, ad acquistare a scadenza il sottostante) assume una posizione lunga (long), mentre l’operatore che vende il future assume una posizione corta (short).

Nella maggior parte dei casi i future non si concludono con la consegna fisica del bene sottostante, infatti gli operatori preferiscono “chiudere” le posizioni aperte rivendendo un contratto future precedentemente acquistato o acquistando il contratto future precedentemente venduto; ciò consente di risparmiare sui costi di consegna.

Al contrario, se il future giunge a scadenza, potrà essere liquidato per cash settlement (calcolandone il controvalore monetario) oppure potrà avvenire la consegna fisica dell’attività sottostante.

In quest’ultimo caso l’esatta quantità e qualità dei beni consegnabili sono fissate dal mercato in cui tale contratto viene scambiato.
L’attività sottostante (underlying asset) di un future può essere un’azione, un’obbligazione, un tasso di interesse a lungo termine, un tasso a breve, una valuta, un indice azionario o una merce (commodity).

La dimensione del contratto definisce l’ammontare che il venditore dovrà consegnare al compratore per ogni contratto stipulato.
In Italia i future sono negoziati sul mercato IDEM.

Esistono tre tipi di contratti futures:

  1. S&P/Mib Futures (contratto future scritto sull’indice S&P/Mib, ogni punto indice vale € 5);
  2. Mini S&P/Mib (analogo al precedente, ma con un valore di € 1 per ciascun punto indice);
  3. Single Stock Futures (future scritti su titoli azionari).

Al fine di ridurre i rischi di insolvenza, la Clearing House (che in Italia è la Cassa di Compensazione e Garanzia) obbliga i contraenti a liquidare quotidianamente le posizioni aperte in future attraverso il meccanismo del marking-to-market (occorre disporre sul conto corrente una somma di denaro superiore al margine richiesto. Margine che può essere calcolato con appositi software).
I futures possono essere negoziati con tre finalità: copertura, speculazione e arbitraggio.

 

Altre guide

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Fondi

Cos’è un future?
4.3 (86.25%) 16 voti
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