Bisogna sottolineare che mentre l’acquirente di opzioni a scadenza (o entro la scadenza per le opzioni americane) ha la facoltà di non esercitare il diritto (e da qui deriva il limite alle perdite che si possono subire), il venditore ha sempre l’obbligo di onorare l’impegno che l’opzione che ha scritto prevede.

Nel caso del venditore di una call, il payoff sarà il seguente:

opzione vendita call

Il profitto fisso iniziale (il premio incassato) va diminuendo all’aumentare del prezzo del sottostant; il venditore dell’opzione spera dunque che il mercato resti fermo o cali. A fronte di un profitto limitato, la perdita è potenzialmente illimitata.

Nel caso della put:

opzione vendita put

In questo caso, invece, l’erosione del premio iniziale incassato si ha se il prezzo del sottostante cala; il massimo profitto si avrà se il prezzo resterà costante o salirà. Anche per il venditore della put il profitto sarà limitato, mentre la perdita “quasi” illimitata (il sottostante non può infatti assumere valore negativo, la massima perdita si avrà se questo varrà zero).
L’assunzione di una posizione corta (vendita) in opzioni ha un profilo di rischio certamente superiore alla medesima operazione ma in posizione lunga (acquisto).

In apparenza vendere opzioni non è conveniente per la gestione del rischio di perdita, vedremo che non è sempre così.

 

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